Cambiamenti necessari (13)

La meta è somigliare a Cristo (b)

In fondo, se osserviamo solo la nostra vita e ci confrontiamo fra di noi, rischiamo di dire che andiamo bene, che rispetto a tanti altri siamo decisamente migliori e quindi siamo a posto, stiamo pure seduti e sdraiati, dormiamo sugli allori. Se invece ci confrontiamo con Cristo, se abitualmente teniamo fisso lo sguardo su di lui, è spontaneo riconoscere la nostra inadeguatezza, il nostro limite, la nostra differenza da lui. Non ci confrontiamo con altri più deboli e più limitati di noi, ci confrontiamo con il modello ideale, con il fine ultimo: ci confrontiamo con Gesù Cristo e tendiamo alla somiglianza piena e perfetta.
In paradiso saremo perfettamente configurati a Cristo. Detto in un altro modo: non arriveremo in paradiso senza essere perfettamente configurati a Cristo; non entriamo nella gioia del Signore così come siamo, ma arriveremo alla pienezza della vita quando saremo come dovremo essere.
Il discorso anche ultra terreno del Purgatorio intendeva proprio sottolineare questo cammino di perfezione, di somiglianza piena; come dire ai tempi supplementari, come grazia di Dio. Se non sei riuscito in questa terra ti è concessa ancora un’altra possibilità, ma finché non sei come il Cristo non entrerai.
E non è frutto del tuo sforzo essere come Cristo, ma è docilità alla grazia di Dio che trasforma, che come un sapiente vasaio dà forma alla nostra vita. Il motore principale della nostra conformazione a Cristo è il desiderio; desiderate ardentemente essere come Cristo, desiderate con tutte le forze la configurazione a lui. Non chiede molta fatica, il desiderio è frutto di amore, se amate il Cristo desiderate essere come lui e
non vi costerà fatica cambiare il vostro carattere e le vostre reazioni istintive. Se non amate il Cristo, non desiderate essere come lui e vi costa fatica ogni minimo cambiamento; vi illudete di stare bene come siete, vi accontentate e vi rovinate la vita. La somiglianza con Cristo è risultato di amore, non di sforzo, ma di slancio affettivo. Forse nella nostra vita spirituale manca proprio questo slancio affettivo, questo desiderio di amore, perché è l’amicizia profonda che rende la persona simile all’amico.
Quando si vuole bene a uno, senza nessuna fatica gli si assomiglia, si prendono i modi di dire, gli atteggiamenti, si imita l’amico per amore, non perché qualcuno te lo comanda.
Così è anche la nostra vita spirituale: per amore di Cristo desideriamo essere come lui, ci slanciamo verso di lui e facilmente arriva alla meta chi ama intensamente e desidera questa conformazione.
Trasfigurati per grazia, passo dopo passo ci configuriamo a Cristo e la nostra vita quotidiana, le nostre relazioni, ne guadagnano enormemente. Questo cammino di cambiamento migliora la nostra vita e
quelli che vivono con noi se ne accorgeranno.