Santissimo nome di Maria (1)

Non sappiamo esattamente quale sia il significato etimologico del nome “Maria”. Alcuni studiosi pensano sia un nome egiziano, perché è il nome che la Bibbia attribuisce alla sorella di Mosè. E come “Mosè” è un nome egiziano potrebbe esserlo anche quello della sorella. In questo caso significherebbe “eletta”, “diletta”. Secondo altri è di origine ebraica e potrebbe derivare da molte radici: “amara”, però sembra
impossibile perché come nome femminile è proprio brutto, non è una cosa bella. Potremmo continuare, i significati sono tantissimi, addirittura fino a sessanta. In ebraico il nome è Myriam, la pronuncia aramaica al tempo di Gesù era Mariam, e “Mariam” viene avvicinato a “Mar – Signora”. Maria significherebbe quindi “la signora”, un nome di grande dignità. Ma il vero significato del nome di Maria è quello determinato da Dio stesso. Dio conosce ciascuno di noi per nome, secondo la personalissima vocazione di ciascuno di noi. Qual è il nome di Maria per Dio? Ce lo dice il saluto dell’angelo: “Ave Maria, piena di grazia”. Maria è la piena di grazia, cioè colei che ha trovato grazia presso Dio e si è totalmente aperta al suo dono, in modo che Dio può compiere perfettamente il suo disegno nella sua vita: “concepirai un figlio, lo darai alla luce, sarà grande e il suo Regno non avrà mai fine”. Ecco la Signora. E ancora, Maria stessa definisce il suo nome rispondendo alle parole dell’angelo: “Eccomi, sono la serva del Signore”.
È signora perché ha accettato di essere serva, e questo lo ha accettato nella mitezza e nell’umiltà.

Potremmo chiedere tante grazie a Maria. Io con voi vorrei chiedere la grazia che ci guidi a trovare il nostro nome. Che ci aiuti a trovare il nostro nome, quello con cui Dio ci chiama, che corrisponde alla nostra personale vocazione e sarà certamente a immagine del suo, cioè indicante una via di umile e totale apertura all’amore, nella forma che Dio vorrà. Dio ha guardato all’umiltà della sua serva ed è un’umiltà che va riferita a beatitudine della povertà: “Beati i poveri in spirito perché di essi è il Regno”.
Chi sono? Chi erano questi poveri al tempo di Gesù? Coloro che non potevano avanzare diritti ma vivevano per la bontà del datore di lavoro. Poveri erano i contadini a giornata, erano i braccianti precari a vita.
I poveri in spirito sono coloro che decidono di farsi precari davanti a Dio, cioè di dipendere ogni giorno da lui senza avanzare pretese. I poveri del Vangelo sono quelli che implorano: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Allora Maria, che si definisce con questo nome “serva”, è umile perché ha scelto lei di dipendere dal Padre e di non avere pretese verso il Figlio. Per questo motivo il Cielo l’ha amata.
Maria era spiritualmente una precaria senza rivendicazioni.