Giovedì eucaristico

Il sommo Mistero della nostra fede è la Santissima Eucaristia, reale presenza del Signore Gesù Cristo nel Sacramento dell’altare. Anche dopo la celebrazione dei divini misteri il Signore Gesù resta vivo nel tabernacolo; per questo a Lui viene resa lode specialmente con l’adorazione eucaristica. Esiste un legame intrinseco tra la celebrazione e l’adorazione. La Santa Messa infatti è in se stessa il più grande atto di adorazione della Chiesa.
L’adorazione al di fuori della santa Messa prolunga e intensifica quanto è avvenuto nella celebrazione liturgica, e rende possibile un’accoglienza vera e profonda di Cristo. È bello che la nostra comunità parrocchiale senta e viva la bellezza dell’adorazione. Nella vita di oggi, spesso rumorosa e dispersiva, è più che mai importante recuperare la capacità di silenzio interiore e di raccoglimento: l’adorazione eucaristica permette di farlo non solo intorno all’io, bensì in compagnia di quel Tu pieno d’amore che è Gesù Cristo, il Dio a noi vicino.
La celebrazione eucaristica non esaurisce tutto il contenuto del mistero eucaristico.
L’adorazione è il prolungamento dell’Eucaristia nella vita, in uno spazio e in un momento che tende ad approfondire e a sviluppare tutto ciò che è stato espresso, celebrato e vissuto nell’azione liturgica. L’Eucaristia è prima di tutto una celebrazione, un’azione vivente che sollecita il nostro impegno. Perché essa si realizzi pienamente nella nostra vita, la dobbiamo interiorizzare con una preghiera che ci guidi, ci conduca al servizio dei nostri fratelli in uno spirito d’amore.
Nell’adorazione eucaristica interiorizziamo la celebrazione della Pasqua del Signore.
Il fine dell’Eucaristia è che la Chiesa possa essere progressivamente incorporata nella Pasqua del Signore per non restare «sterile e ingrata» (S. Ireneo).
Con la preghiera di adorazione partecipiamo più profondamente al mistero pasquale.