Pregare per i defunti

La preghiera di suffragio per i defunti non è una sorta di lamentela verso Dio affinché accorci l’eventuale pena di chi, attraversata la soglia, non è ancora in grado di accogliere la pienezza. Come se Dio, sommo ragioniere, tenesse una contabilità dei debiti da saldare e noi pagassimo una rata!

Se esistono dei legami fra le anime, la comunione fra i santi, allora possiamo sostenere il cammino dei nostri fratelli anche se sono già avanti, nel loro cammino di purificazione e di redenzione.

La preghiera per i defunti è la manifestazione del nostro affetto, del nostro riconoscimento, della nostra compassione. Tutto possibile nella logica d’amore di Dio, anche aiutare chi ci sta accanto, nella vita e nella morte, e compiere il suo cammino verso la pienezza della luce divina. La preghiera per i defunti, che si manifesta in particolare nella celebrazione dell’Eucaristia di suffragio, ha un grande valore perché coinvolge l’intera comunità eucaristica nell’incoraggiare i nostri fratelli defunti nel loro percorso di liberazione e di purificazione, per raggiungere, infine, la pienezza dell’Amore.

Commemorazione dei defunti

Oggi noi dobbiamo fare i conti con la morte. Non possiamo ignorarla, nasconderla, cancellarla dal nostro orizzonte. E quindi siamo costretti ad ammettere la sua presenza, la sensazione di freddo e di oscurità che provoca in ognuno di noi. Ma anche lo smarrimento e le lacerazioni che produce quando ci strappa persone care, interrompendo il legame di amicizia, di consuetudine e di affetto che ci univa a loro.

La morte – e l’esperienza drammatica da cui siamo reduci ce lo ha mostrato – ci spaventa, ci fa paura. Ci spaventano i diversi modi in cui arriva: repentina e brutale, oppure dopo un percorso estenuante di dolore e di sofferenza, una situazione spesso altalenante tra possibilità di guarigione e ricadute terribili. Eppure, lo scopo di questa celebrazione non è quello di gettarci nel terrore, di convincerci con la paura.

La fede ci conduce ad affrontare la morte per scoprire il senso, la forza della vita. Non per un insopprimibile bisogno di sperare, in qualsiasi cosa e in qualunque modo. La speranza cristiana non è generica: ha un nome e un volto. Il nome di Gesù Cristo. Il suo volto sfigurato dalla morte, sulla croce, e trasfigurato dalla risurrezione. Ebbene, oggi noi riscopriamo che la morte è stata combattuta e vinta una volta per tutte. Che cosa c’è di più evidente di quella grossa pietra rotolata via dal sepolcro, di quel macigno destinato a ostruire per sempre il passaggio alla vita che viene invece tolto per far uscire il Signore risorto? Oggi, davanti alla morte, siamo invitati a scoprire la vita! E mentre viene ridestata la speranza, sorge in noi il sentimento della gratitudine.

Gratitudine per tutti coloro che la morte ci ha strappati, ma solo per un momento, e che ci hanno trasmesso vita attraverso la dolcezza e il soccorso, la solidarietà e l’amicizia, l’affetto e la tenerezza. Gratitudine per colui nel quale li ritroveremo tutti, per entrare insieme in una vita che ha i tratti dell’eternità, la vita della santità. Ecco perché nella solennità dei Santi celebriamo una Messa al cimitero.

Messa di suffragio per il proprio familiare deceduto in tempo di virus

È possibile, per chi lo desidera, far celebrare una santa Messa a suffragio del familiare deceduto nel momento in cui non era concesso celebrare l’Eucaristia, ma solo il Rito di sepoltura al Cimitero. I familiari del defunto possono scegliere, in qualsiasi giorno della settimana (compresa la Domenica), e in un momento differente rispetto alle messe d’orario, il momento della Celebrazione. L’importante è accordarsi con don Giuseppe almeno una settimana prima così sarà possibile avvisare le persone tramite “Bollettino parrocchiale”. La partecipazione alla Messa, tuttavia, dovrà rispettare tutte le norme vigenti.

Commemorazione vittime del coronavirus

Domani, martedì 31 marzo, tutta l’Italia si fermerà a mezzogiorno per un minuto di silenzio in ricordo di tutti coloro che hanno perso la vita a causa del coronavirus. Anche il Comune di San Fiorano e la Parrocchia hanno aderito a questa iniziativa. Alle 12, il sindaco, Mario Ghidelli, e il parroco, don Giuseppe, renderanno omaggio alle vittime al monumento dei caduti in piazza Roma. Al termine del momento di raccoglimento don Giuseppe reciterà la preghiera di affidamento e impartirà la benedizione a tutti i defunti e al paese. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare dalle proprie case. Qui sotto trovate la preghiera che sarà pronunciata da don Giuseppe.