Quaresima…

Il tempo di Quaresima che ci apprestiamo a vivere non è come tutti gli altri. Veniamo da mesi di ferite, fatiche, solitudini, da una sorta di lungo tempo nel deserto che ha lasciato ciascuno di noi e la nostra comunità piena di cicatrici che occorrerà molto perché siano risanate completamente. Ma è proprio in queste occasioni che la liturgia, Parola ed Eucaristia, ci viene in soccorso, aiutandoci a reinterpretare ciò che abbiamo vissuto, e che alcuni di noi stanno ancora vivendo, come un’occasione. Dal rito delle Ceneri, che ci ricorda la nostra fragilità, alle tentazioni nel deserto, che aprono le domeniche quaresimali ricordandoci che Gesù ha accolto su di sé l’intera fatica del cammino umano, fino al Triduo santo e alla notte di risurrezione, questo tempo forte dell’anno è una vera e propria catechesi sull’umano alla luce del divino.

Le celebrazioni e la preghiera personale e comunitaria saranno un piccolo aiuto per tradurre l’ascolto della Parola nella nostra vita. L’orizzonte verso il quale ci muoviamo è quello della Speranza  in cui il Dio che ha sofferto con noi e per noi non smette di essere anche colui che ci consola nelle nostre fatiche.

Piccolo esercizio spirituale: nel deserto per pregare.

Il primo esercizio con cui possiamo introdurci in questa Quaresima è cercare uno spazio e un tempo ben precisi, nella nostra casa, per pregare. I giorni del lockdown ci hanno spinti, spesso, a usare i nostri spazi per una convivenza forzata, per un “deserto” obbligato. Oggi possiamo trasformare il luogo della fatica e della prova in spazio di occasione. Una volta definiti questo tempo della nostra giornata e questo spazio, ritiriamoci per una preghiera.

All’ingresso della Chiesa potrai trovare dei sussidi che possono aiutarti per questo momento quotidiano, personale o familiare di incontro con il Signore.

QUANTI DESERTI, SIGNORE, LA VITA CI FA ATTRAVERSARE…
SOLITUDINI E INCOMPRENSIONI, SOFFERENZE FISICHE E MORALI,
PAURE E DELUSIONI…
EPPURE IL DESERTO NON È MORTE:
È SPAZIO CHE TU ABITI CON LA TUA PAROLA;
È TEMPO CHE TU RIEMPI CON LA TUA PRESENZA.
E ALLORA, SIGNORE, GUIDACI!

NEI TANTI DESERTI IL TUO SPIRITO CI GUIDI, CI ACCOMPAGNI,
SOSTENGA I NOSTRI PASSI, PERCHÉ TUTTO FIORISCA IN NOI,
PERCHÉ LA VITA SBOCCI,
PERCHÉ LA NUOVA CREAZIONE GERMOGLI,
REGALANDOCI SCINTILLE DI GIOIA
CON CUI RENDERE PIÙ BELLO IL MONDO. AMEN.

Inizia la Quaresima

“Convertitevi e credere al Vangelo”

L’emergenza Covid-19, che ha sconvolto la vita, cambierà anche il rito del delle ceneri che introduce il tempo di Quaresima.

Quest’anno il Mercoledì delle ceneri sarà il 17 febbraio. Il sacerdote potrà, come sempre, impartire le ceneri sul capo dei fedeli, ma non potrà pronunciare la formula del rito “Convertitevi e credete al Vangelo” oppure “Ricordati, uomo, che polvere tu sei e in polvere ritornerai”. Avvicinandosi al fedele, dovrà restare a bocca chiusa, e con la mascherina ben indossata. Naturalmente dovrà prima avere igienizzato le mani. La formula del rito verrà pronunciata, una volta per tutti, dall’altare.

Siamo caduti e abbiamo bisogno

È un momento di grazia, questo inizio di Quaresima, tempo di conversione, in cui siamo esortati a rientrare in noi stessi, a ripensare la nostra vita in cui vi sono cose buone, ma anche cose che chiedono d’esser riviste e cambiate. Vorrei richiamare l’attenzione sulle tre letture di questo Mercoledì delle Ceneri, inizio dei quaranta giorni che sono gli esercizi spirituali annuali.

Il profeta Gioele (Gl 2,12-18) ci invita a superare l’esteriorità, a lacerarci il cuore e non le vesti; all’inizio della Quaresima dobbiamo davvero penetrare in noi stessi. E, come ci dice l’apostolo Paolo (2Cor 5,20 – 6,2), lasciarci riconciliare con Dio. È quasi un grido il suo: “Lasciatevi riconciliare con Dio”. Tutti abbiamo necessità d’imparare un fondamentale della vita spirituale: siamo caduti e abbiamo bisogno di Qualcuno che ci rialzi; da soli non ce la possiamo fare e l’atto di umiltà essenziale è quello di chiedere perdono al Signore, riconoscendo d’essere bisognosi del suo aiuto e della sua misericordia. Pur percorrendo strade diverse, ci troveremo insieme a camminare lungo la stessa via (cfr. Mt 6,1-6.16-18); è una strada semplice che ci fa avvertire lo sguardo del Padre e sentire che Dio scruta il nostro cuore. E tutti quei gesti di fede che accompagnano la nostra comunità cristiana in tempo di Quaresima debbono essere consegnati al Padre che è nei cieli. Dobbiamo combattere l’ipocrisia, il desiderio di apparire e lasciare che il Signore si manifesti nelle nostre fragilità, non perché le fragilità siano in sé virtù, ma perché, riconoscendole e accettandole, diventino per noi punti di appiglio e, con i fratelli, di concreta ripartenza verso Dio. La vita sociale nasce dal cuore degli uomini. Sì, le leggi hanno origine dal cuore dell’uomo, l’obbedienza alle leggi nasce dal cuore dell’uomo, la stessa cultura ha a che fare col cuore dell’uomo. La Quaresima, tempo di ripensamento e ridefinizione delle vie che a fatica accettiamo di mettere in discussione, sia risposta alla grazia del Signore, e un consegnarci gli uni agli altri per ritornare con tutto il cuore al Padre celeste.

Via Crucis missionaria

Ore 17

Il tema della Via Crucis è: “Innamorati e vivi”. Un messaggio che custodisce in sé due significati. Il primo, nell’accezione qualificativa, descrive appieno coloro che ardenti di amore per Dio Padre e le Sue creature hanno investito la totalità del loro tempo per prendersene cura. Dei veri e propri giardinieri del Regno. Tanto appassionati al Mondo quanto a chi lo abita.  Il secondo è un vero e proprio imperativo, l’eredità che i martiri hanno ricevuto da nostro Signore  trasmettendola a noi, oggi. Solo chi si innamora è disposto ad abbandonare il superfluo per cogliere al  fine l’essenza della vita. Questa promessa non è solo speranza per l’avvenire ma prima di tutto garanzia per il presente. Passo dopo passo seguiremo il cammino di Cristo verso la croce. Il suo dono, frutto dell’Amore, sia ancora una volta sostegno per chi soffre, viatico per chi cerca la propria strada, braccia spalancate per chi pensa di essere abbandonato al proprio destino. Sulla croce non c’è un uomo morto,  ma un uomo che sta per risorgere. Da ciò nasce la nostra speranza: noi crediamo in Te, uomo della croce, Tu ci sostieni e ci indichi la strada.

S. Messa ore 10.30 in streaming

VI Domenica di Pasqua

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