La Parola di Dio è l’antidoto al veleno pericolosissimo che ci portiamo dentro e che lentamente ci uccide: l’idea di perfezione. La Parola di Dio parte sempre da situazioni imperfette, così che la Bibbia sembra un inno alla fragilità e alla debolezza.
Nel cristianesimo la questione fondamentale non è il tentativo di preservarsi dal male per raggiungere Dio, ma è fare esperienza dell’amore di Dio che ci accompagna nella nostra storia personale segnata dal male.
La salvezza non sarà giungere a non peccare più, o scoprirsi un giorno senza limiti, senza fragilità, non più feriti, ma sarà rimanere con la bocca aperta come i bambini – questo si chiama stupore – dinanzi a un Dio che ci ama e ci ha raggiunto nella nostra fragilità.
La religione è intenta a voler raggiungere Dio con una vita irreprensibile, la fede è accorgersi di un Dio che opera e si rivela nella nostra storia ferita.