Nuovo Messale Romano

(Terza edizione)

In concomitanza con l’inizio del periodo dell’Avvento, cominceremo a usare il nuovo Messale romano. Come ricorderete, ho spiegato quali siano le novità principali durante un incontro domenicale. Sono formule che impareremo a utilizzare nella loro nuova veste. Ripercorriamole insieme:

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Come sarebbe bello…

…con l’avvio del Messale rinnovato

Come sarebbe bello, se all’inizio dell’Avvento, con l’avvio del Messale rinnovato, nascesse in parrocchia un piccolo gruppo liturgico, che si trova ogni settimana per aiutare i fratelli a pregare, preparando i canti della Celebrazione Festiva, pensando segni che valorizzino la liturgia, preparando qualche intenzione di preghiera che esprima realmente le gioie e le speranze, i dolori e le sofferenze di questa specifica comunità! Poi, magari col tempo, che prepari veglie di preghiera, adorazioni, novene ….

Orario invernale Sante Messe domenicali

Per i prossimi mesi, le messe continueranno a essere quattro. Saranno celebrate da don Giuseppe il sabato alle 18 e la domenica alle 8.30, 10.30 e 18. Quest’ultima messa sostituirà la celebrazione delle 21, introdotta nei mesi estivi. Per quanto riguarda i periodi in cui San Fiorano è considerato zona rossa, quello attuale ed eventuale periodi futuri, sarà necessario avere con sé un’autocertificazione, che trovate qui e potete stampare già compilata per le esigenze di culto.

Domenica 1 novembre

Ore 15 S. Messa al cimitero

In occasione delle festività di Tutti i Santi come da tradizione, se il tempo lo permetterà, ci sarà una celebrazione eucaristica al Cimitero (ovviamente pochi potranno entrare nella chiesina, i più dovranno stare all’aperto), pertanto non sarà celebrata la messa delle ore 21.

Nuovo Messale Romano

Da poco è in vendita la nuova edizione del Messale Romano in lingua italiana. Si tratta della traduzione della terza edizione del Messale latino. L’utilizzo del nuovo Messale sarà obbligatorio in Italia a partire dalla domenica di Pasqua, il 4 aprile 2021, ma sarà possibile utilizzarlo da subito (si consiglia la Prima Domenica di Avvento come inizio).

”Fedeltà al testo liturgico contro le liturgie “Fai-da-te”
Nella presentazione al nuovo Messale i vescovi italiani invitano i pastori a studiare attentamente il testo per imparate “l’arte di evangelizzare e di celebrare” e richiamano ogni presbitero alla responsabilità e alla fedeltà al testo liturgico appena pubblicato affinché non ci si affranchi dall’autorità e dalla comunione con la Chiesa. Il principio della fedeltà «che si traduce in un vivo senso dell’obbedienza, impegna ciascun ministro a non togliere o aggiungere alcunché di propria iniziativa in materia liturgica». Difatti «la superficiale propensione a costruirsi una liturgia a propria misura, ignorando le norme liturgiche, non solo pregiudica la verità della celebrazione ma arreca una ferita alla comunione ecclesiale».

Ripresa del catechismo

Domenica 25 ottobre prenderà il via il cammino di catechesi per le classi terza e quarta elementare. L’appuntamento sarà alle 9.20 in chiesa per partecipare alla Santa Messa delle 9.30. Il bambino dovrà essere accompagnato da un genitore. Le classi si sposteranno poi nelle aule di catechesi. L’incontro della terza elementare si terrà nell’aula video della Casa della Parola e della Carità, mentre quello della quarta elementare sarà nel salone dell’oratorio. I genitori potranno venire a prendere i bambini alle 11.30. Vi ricordiamo di portare con voi la necessaria autocertificazione. Grazie.

Enciclica “Fratelli tutti”: La chiave di volta della fraternità universale (2)

La nuova enciclica sociale di papa Francesco, firmata ad Assisi,  per superare i mali e le ombre del mondo.

Sulla scia dell’adagio terenziano ripreso da Paolo VI nella sua enciclica programmatica Ecclesiam Suam, papa Francesco ricorda nell’incipit stesso della sua lettera enciclica quanto «tutto ciò che è umano ci riguardi» e che «dovunque i consessi dei popoli si riuniscono per stabilire i diritti e i doveri dell’uomo, noi siamo onorati, quando ce lo consentono, di assiderci fra loro». La Chiesa del resto, affermava Paolo VI, «chiamata a incarnarsi in ogni situazione e ad essere presente attraverso i secoli in ogni luogo della terra – questo significa “cattolica” –, può comprendere, a partire dalla propria esperienza di grazia e di peccato, la bellezza dell’invito all’amore universale».

Francesco spiega poi che le questioni legate alla fraternità e all’amicizia sociale sono sempre state tra le sue preoccupazioni e che negli ultimi anni ha fatto riferimento ad esse più volte. L’enciclica raccoglie molti di questi interventi collocandoli in un contesto più ampio di riflessione. E se la redazione della Laudato si’ ha avuto una fonte di ispirazione dal suo fratello ortodosso Bartolomeo, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli che ha proposto con molta forza la cura del creato, in questo caso si è sentito stimolato in modo speciale dal Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb, con il quale il Papa si è incontrato nel febbraio del 2019 ad Abu Dhabi per ricordare che Dio «ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a convivere come fratelli tra di loro».

Papa Francesco ricorda che quello non è stato «un mero atto diplomatico, bensì il frutto di una riflessione compiuta nel dialogo e di un impegno congiunto». E che questa enciclica, pertanto, raccoglie e sviluppa i grandi temi esposti in quel Documento firmato insieme e recepisce, nel suo linguaggio, «numerosi documenti e lettere ricevute da tante persone e gruppi di tutto il mondo». La genesi della lettera tuttavia è stata accelerata da un’emergenza: l’irruzione inattesa della pandemia del Covid-19, «che – come scrive Francesco – ha messo in luce le nostre false sicurezze, e al di là delle varie risposte che hanno dato i diversi Paesi, è apparsa evidente l’incapacità di agire insieme». Perché «malgrado si sia iper-connessi – spiega ancora il Papa – si è verificata una frammentazione che ha reso più difficile risolvere i problemi che ci toccano tutti». E adesso «se qualcuno pensa che si tratti solo di far funzionare meglio quello che già facevamo, o che l’unico messaggio sia che dobbiamo migliorare i sistemi e le regole già esistenti, sta negando la realtà».

Enciclica “Fratelli tutti”: La chiave di volta della fraternità universale (1)

La nuova enciclica sociale di papa Francesco, firmata ad Assisi,  per superare i mali e le ombre del mondo.

Un manifesto per i nostri tempi. Con l’intento di «far rinascere un’aspirazione mondiale alla fraternità». La nuova lettera enciclica di papa Francesco che si rivolge «a tutti i fratelli e le sorelle», «a tutte le persone di buona volontà, al di là delle loro convinzioni religiose» è «uno spazio di riflessione sulla fraternità universale». Necessaria, nel solco della dottrina sociale della Chiesa, per un futuro «modellato dall’interdipendenza e dalla corresponsabilità nell’intera famiglia umana». Per «agire insieme e guarire dalla chiusura del consumismo, l’individualismo radicale e l’auto-protezione egoistica».

Per superare «le ombre di un mondo chiuso» e conflittuale e «rendere possibile lo sviluppo di una comunità mondiale che viva l’amicizia sociale». Per la crescita di società eque e senza frontiere. Perché l’economia e la politica siano poste «al servizio del vero bene comune e non siano ostacolo al cammino verso un mondo diverso». Perché quanto stiamo attraversando con la pandemia «non sia l’ennesimo grave evento storico da cui non siamo stati capaci di imparare». Perché le religioni possono offrire «un prezioso apporto per la costruzione della fraternità e per la difesa della giustizia nella società».

La fonte d’ispirazione per questa nuova pagina di dottrina sociale della Chiesa viene ancora una volta dal Santo dell’amore fraterno, il Povero d’Assisi «che – afferma il Papa – mi ha ispirato a scrivere       l’enciclica Laudato si’, e nuovamente mi motiva a dedicare questa nuova enciclica alla fraternità e all’amicizia sociale».

Giornata Mondiale del Turismo

“Turismo e sviluppo rurale”

La 41ma Giornata Mondiale del Turismo ricorre quest’anno nel contesto incerto segnato dagli sviluppi della pandemia COVID-19, di cui ancora non si vede la fine. Ne deriva una drastica riduzione della mobilità umana e del turismo, sia internazionale che nazionale, collocandosi ai minimi storici. La sospensione dei voli internazionali, la chiusura degli aeroporti e dei confini, l’adozione delle severe restrizioni ai viaggi, anche interni, sta causando una crisi senza precedenti in molti settori connessi all’industria turistica. Si teme che nella peggiore delle ipotesi, a fine 2020 si assisterà ad una diminuzione di circa un miliardo di turisti internazionali, con una perdita economica globale di circa 1.200 miliardi di dollari.                                         Ne conseguirebbe una perdita enorme di posti di lavoro nell’intero settore turistico.  Secondo il Segretario Generale dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, Zurab Pololikashvili, «il turismo è stato tra tutti il settore maggiormente colpito dal lockdown globale, con milioni di posti di lavoro a rischio in uno dei settori più ad alta intensità di lavoro dell’economia».