Campo Scuola 2022

Quest’anno il campo scuola, presso Casa Alpina (Folgaria – TN) sarà dedicato ai ragazzi che hanno frequentato dalla classe 4 elementare fino alla classe 1 superiore e organizzato in questo modo:

Da mercoledì 6 luglio a mercoledì 13 luglio.

Il costo di partecipazione compreso di trasporto, alloggio con trattamento di pensione completa (comprese lenzuola ed esclusa biancheria da bagno) è di 350 € a ragazzo/a.
I posti disponibili sono 50, fa fede la data e l’ora di iscrizione registrate dal sistema; la caparra di 100 €, da versare presso le parrocchie entro il 15 maggio, non verrà restituita in caso di rinuncia.
L’invio del modulo è da ritenersi a tutti gli effetti un’iscrizione.

Modulo di iscrizione

Scarica qui il volantino

Settimana santa (2)

La Settimana Santa è il cuore pulsante del cristianesimo e ogni suo giorno contiene un mistero.
La Domenica delle Palme, memoria dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme, è il preludio della Pasqua del Signore.
Nei primi giorni santi – lunedì, martedì e mercoledì – insieme riviviamo le ultime parole e gli ultimi gesti della vita di Gesù con i suoi discepoli. Odoriamo il profumo del puro nardo con il quale Maria di Betania unge i piedi di Gesù. Siamo sconvolti dall’a nuncio del tradimento di Giuda.
Partecipiamo ai preparativi di quella cena pasquale che Gesù ha così tanto desiderato.
Nella sera del Giovedì Santo, in cui il clima surreale di amicizia e di tradimento dell’amico, di amore fino alla fine e di rinnegamento e abbandono, Gesù compie i gesti dell’amore estremo: lava i piedi, spezza il pane e condivide il calice di vino.
Il Venerdì Santo è il giorno del Servo del Signore, il tempo della tenebra che avvolge il mondo, l’ora della gloria del Figlio di Dio che si lascia inchiodare al legno per amore dell’umanità.
È il giorno della Passione che salva.
Nel Sabato Santo il corpo del Signore riposa nella tomba e nulla avviene, tutto e tutti fanno silenzio perché ogni parola è muta e vana.
Ma al cuore della notte, la notte della grande Veglia, si accende il fuoco e si scaldano i cuori che possono cantare che in Cristo risorto la tenebra è luce e l’amore è più forte della morte.
L’annuncio “Cristo è risorto” squarcia ogni notte del mondo, riscatta ogni ingiusta sofferenza.
La Domenica di Pasqua è il giorno eterno che non conosce tramonto perché in lui tutto rinasce a vita nuova.

Giornata della Carità del Vescovo

Anche in questa settimana di Quaresima continua la raccolta di alimenti a favore dei profughi nella cesta posta ai piedi dell’altare. Tutto andrà a beneficio di coloro che arriveranno nel nostro territorio, attraverso la Caritas Diocesana.
Per questa settimana ci sarà la Raccolta di succhi di frutta, legumi in scatola, merendine .

Le offerte che si raccoglieranno durante le messe festive di questa domenica, saranno consegnata al Vescovo a favore dell’Ucraina. Questa settimana sono stati donati € 100.
Ad oggi nella nostra Parrocchia sono stati raccolti € 300.
Dalla visita e benedizione delle famiglie, in questa settimana, è stato offerto per la Parrocchia un totale di € 230.

Chiusura del Sinodo Diocesano

Venerdì 25 marzo, solennità dell’Annunciazione, il Vescovo ha presieduto in Cattedrale una solenne concelebrazione alla presenza dei sinodali e dei rappresentanti di tutte parrocchie a conclusione del XIV sinodo della Chiesa Laudense. Siamo invitati a rendere grazie al Signore per questa esperienza che ci aiuterà anche nel prossimo futuro a camminare insieme. Accompagniamo dunque con la nostra preghiera la conclusione del Sinodo diocesano, chiedendo la grazia di prepararci ad accogliere con creativa docilità gli orientamenti che verranno consegnati il prossimo 4 giugno, vigilia di Pentecoste, nell’impegno della sinodalità ordinaria per un ulteriore percorso di discernimento in comunione con il cammino sinodale delle Chiese italiane e del mondo, chiesto da Papa Francesco.
Lo stile sinodale potrà diventare lievito di dialogo e di pace nell’intera società umana, quella pace che con insistenza vogliamo implorare affinché tacciano le armi e si trovino altre vie per la soluzione alla crisi in atto.

Via Crucis

Le due Via Crucis che celebreremo in questo venerdì di Quaresima saranno un occasione propizia per ringraziare il Signore delle vite donate dei nostri fratelli e sorelle nel mondo. La celebrazione del martirio è l’atto di fede più alto in assoluto. Gesù sulla croce è morto per noi. I missionari martiri, come il Maestro, resistono di fronte a situazioni difficili fino alla morte, non come eroi, ma come compagni di strada delle popolazioni che sono chiamati a servire. È nel servizio, lo spirito del dono di sé, la testimonianza concreta di quella fede che hanno abbracciato e portato avanti con tenacia.
È una Chiesa che si fa madre, grembo, famiglia accogliente, generatrice di vita e si fa sorella e discepola che ascolta e include tutta l’umanità, che denuncia qualsiasi abuso e ingiustizia e si spoglia di tutto il superfluo per continuare a camminare per le strade del mondo.

Annunciazione del Signore

Nel cuore della Quaresima la liturgia ci mette una solennità liturgica che sembra stridere con i tempi della passione, morte e risurrezione di Cristo. Se poi aggiungiamo che questa festa cade nel giorno di venerdì.
Eppure la festa odierna è la radice più vera della Pasqua. Infatti Gesù non ha salvato il mondo solo a partire dagli ultimi giorni della sua vita terrena. Egli ha cominciato a salvare il mondo fin dal primo istante in cui è entrato nella storia.

Oggi è la festa della prima vera grande alleanza concreta tra la grazia di Dio e l’umanità.
È Maria la protagonista di questo inizio.
È la sua libertà la cosa che rende possibile tutto il resto. In questo senso la solennità che celebreremo è come la cartina di tornasole davanti a cui dobbiamo chiederci a che punto è la nostra vita. Infatti la nostra esistenza non è la somma degli eventi o delle cose che ci sono successe. La nostra vita è la somma delle nostre scelte, dei nostri sì, dei nostri eccomi. Solo guardando a quanto abbiamo messo in gioco la nostra libertà riusciamo anche a capire a che punto ci troviamo. Ecco perché il male non è semplicemente fare scelte sbagliate, ma è innanzitutto non fare mai delle scelte. E molto spesso la scusa per non fare mai delle scelte è nel fatto che non sempre capiamo tutto, che non sempre abbiamo sotto controllo le situazioni, che non sempre ci sentiamo pronti. Anche Maria si è trovata in una situazione simile ma ha compreso che a un certo punto della vita ciò che più conta è il rischio della libertà e non le rassicurazioni.
Onorare questa festa significa rischiare di decidere oggi qualcosa.

E questo ingresso lo ha fatto prima attraverso la libertà di questa donna e poi attraverso il suo grembo. Infatti non dobbiamo mai dimenticarci che Dio è onnipotente, cioè può tutto.
Eppure vincola la sua onnipotenza alla libertà dell’uomo. La storia della salvezza è una storia che si intreccia inevitabilmente anche con le scelte che ognuno fa.
Direbbe sant’Agostino: “Il Dio che ci ha fatto senza di noi, non ci salva senza di noi”.

Giovedì 24 marzo: XXX giornata di preghierae digiuno in memoria dei missionari martiri

Papa Francesco, nel suo magistero, ripete che «Sempre ci saranno i martiri tra noi: è questo il segnale che andiamo sulla strada di Gesù». Cristo stesso consola e prende in braccio chi soffre e versa il sangue mentre segue i Suoi passi. Possiamo domandare: come avete fatto a sopportare tanta tribolazione? Ci diranno quello che scrive nella seconda Lettera di Paolo ai Corinzi: “Dio è Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione. È stato Lui a consolarci”. In loro anche la pazienza e l’assenza di rancore verso chi li tormenta non sono effetto di un rigido auto-controllo. Nascono come riverbero di un miracolo, segno della consolazione che Cristo stesso dona a chi soffre portando il Suo nome. Il martirio cristiano sgorga dalla vita di Cristo, operante nelle vite di uomini e donne. Il testimone missionario, come il martire, è colui che offre il proprio corpo, mette a disposizione la concretezza della propria condizione umana affinché in essa agisca e risplenda la grazia del Signore. Nel progressivo aumento del numero di Paesi e aree geografiche in cui viene sparso il sangue dei missionari, rimangono impressi soprattutto i cenni biografici delle singole vittime, e i racconti asciutti delle circostanze in cui hanno offerto il loro ultimo sacrificio. Lì si coglie con mano che la gran parte di loro sono stati raggiunti da morte violenta nella luminosa ordinarietà delle loro vite intrecciate alle vite degli altri, al servizio del bene di tutti, compresi – a volte – i loro stessi carnefici. Sono stati spesso uccisi da una rabbia e da una violenza senza ragione, da una ingratitudine che svela il mistero del male, come dice Gesù nel Vangelo di Giovanni: “Questo perché si adempisse la parola scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione”. (Gv 15, 25)

Conversione alla spiritualità (2)

Lo Spirito domanda al credente di considerare ancora oggi la realtà in chiave pasquale, come ha testimoniato Gesù, e non come la vede il mondo. Per il discepolo una sconfitta può essere una vittoria, una perdita una conquista. Cominciare a vivere la Pasqua, che ci attende al termine del tempo di Quaresima, significa considerare la storia nell’ottica dell’amore, anche se questo comporta di portare la croce propria e altrui. Un modo nuovo di ascoltare la realtà per giudicarla in modo spirituale e produrre scelte più evangeliche. Lo Spirito infatti non aliena dalla storia: mentre radica nel presente, spinge a cambiarlo in meglio. Per restare fedeli alla realtà e diventare al contempo costruttori di un futuro migliore, si richiede una interiorizzazione profonda dello stile di Gesù, del suo sguardo spirituale, della sua capacità di vedere ovunque occasioni per mostrare quanto è grande l’amore del Padre. Per il cristiano questo non è semplicemente il tempo segnato dalle restrizioni: è invece un tempo dello Spirito, un tempo di pienezza, perché contiene opportunità di amore creativo.
Forse non siamo abbastanza liberi di cuore da riconoscere queste opportunità di amore, perché frenati dalla paura o condizionati da aspettative irrealistiche. Mentre lo Spirito, invece, continua a lavorare come sempre. Quale azione dello Spirito è possibile riconoscere in questo nostro tempo?
Andando al di là dei meri fatti che accadono nel nostro presente, quale lettura spirituale possiamo fare della nostra epoca, per progredire spiritualmente come singoli e come comunità credente?

Conversione alla spiritualità (1)

Restare fedeli alla realtà del tempo presente non equivale però a fermarsi alla superficie dei fatti né a legittimare ogni situazione in corso.
Si tratta piuttosto di cogliere “la pienezza del tempo” ovvero di scorgere l’azione dello Spirito, che rende ogni epoca un “tempo opportuno”. L’epoca in cui Gesù ha vissuto è stata fondamentale per via della sua presenza all’interno della storia umana e, in particolare, di chi entrava in contatto con lui. I suoi discepoli hanno continuato a vivere la loro vita in quel contesto storico, con tutte le sue contraddizioni e i suoi limiti: ma la sua compagnia ha modificato il modo di essere nel mondo.
Il Maestro di Nazaret ha insegnato loro a essere protagonisti di quel tempo attraverso la fede nel Padre misericordioso, la carità verso gli ultimi e la speranza in un rinnovamento interiore delle persone.
Per i discepoli è stato Gesù a dare senso a un’epoca che altrimenti avrebbe avuto ben altri criteri umani per essere giudicata. Dopo la sua morte, dall’assenza fisica di Gesù è fiorita la vita eterna del Risorto e la presenza dello Spirito nella Chiesa: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani».

Raccolta fondi per l’Ucraina

Continua la raccolta di beni alimentari a supporto dei profughi Ucraini che verranno ospitati nel nostro territorio. È questa l’iniziativa della Caritas Diocesana.
Quanto stiamo raccogliendo nella cesta ai piedi dell’altare verrà consegnato alla Caritas Diocesana. I beni alimentari non verranno inviati nei territori di confine dove si sta combattendo, ma verranno destinati ai profughi che saranno presenti sul nostro territorio.

Raccolta di zucchero, caffè, latte, te, biscotti, olio di oliva e di semi, merende per i bambini.

Anche le donazioni che verranno fatte in questo tempo di quaresima saranno consegnate alla Caritas Diocesana. Tutte le offerte saranno poi date alla Caritas Italiana per realizzare progetti di ricostruzione nelle zone distrutte dalla guerra. Ad oggi nella nostra Parrocchia sono stati raccolti € 200.

Dalla visita e benedizione delle famiglie è stato offerto per la Parrocchia un totale di € 635.