Categoria: Avvisi
Apertura pesca di beneficenza
Giorni e orari di apertura della pesca di beneficienza.
Sabato 25 aprile: 16.00-20.00
Domenica 26 aprile: 10.00-12.00 / 16.00-20.00
Venerdì 1 maggio: 16.00-20.00
Sabato 2: 16.00-22.00
Domenica 3: 10.00-12.00 / 16.00-22.00
Lunedì 4: 10.00 -12.00 / 16.00- ……..
Martedì 5: 10.00-12.00
Resoconto economico Parrocchia e Oratorio
Sì pubblica il resoconto economica dal 31 dicembre 2025.
Papa Leone a Sant’Angelo Lodigiano
Carissimi,
con grande gioia, desidero confermare l’annuncio del passaggio del Santo Padre Leone XIV a Sant’Angelo Lodigiano, città natale di Santa Francesca Saverio Cabrini, nel pomeriggio di sabato 20 giugno. Siamo grati al Signore che benedice la terra lodigiana con questa, seppur breve, ma significativa e storica visita del Successore di Pietro, a trentaquattro anni da quella di San Giovanni Paolo II avvenuta anch’essa il 20 giugno. Sua Santità giungerà da Pavia e si trasferirà nella Basilica parrocchiale per adorare il Santissimo Sacramento e venerare le reliquie della Santa. Ci rivolgerà la Sua parola e riceveremo la Benedizione Apostolica.
Fin d’ora accompagniamo con la preghiera Papa Leone.
Maurizio Malvestiti – Vescovo di Lodi
Elenco Bisettimanale delle Ss. Messe
La Divina Misericordia
SAN GIOVANNI PAOLO II
San Giovanni Paolo II fu strenuamente legato alla storia e alla spiritualità di santa suor Faustina e improntò tutto il suo pontificato sulla Divina Misericordia, onorando il principale attributo di Dio nel Grande Giubileo dell’anno 2000 e istituendo l’odierna celebrazione della Divina Misericordia. Proprio durante la Seconda Guerra Mondiale (l’occupazione tedesca in Polonia durò cinque anni) quando il giovane Karol Wojtyła lavorava a Cracovia nella fabbrica chimica Solvay, non lontano dalla collina dove si trovava il cimitero delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, iniziarono le prime visite del futuro papa presso la tomba di santa suor Faustina. Il giovane Wojtyła si fermava lì per pregare … iniziando così a legare la sua vita e la sua vocazione alla missione della segretaria della Divina Misericordia. Egli continuò le sue visite alla tomba della mistica anche poi … da sacerdote, da vescovo e da cardinale. Ripercorrendo gli anni della giovinezza di san Giovanni Paolo II si può affermare che la sua vita spirituale fu plasmata dal mistero della Misericordia di Dio che divenne, in seguito, il filo d’oro del suo pontificato. Nel 1965 l’arcivescovo Wojtyła inaugurò il processo informativo relativo alla vita e alle virtù della mistica, dopo di che nel 1968 iniziò a Roma il processo di beatificazione. Il processo si concluse nel 1992 e il 18 aprile del 1993, sulla piazza di San Pietro, Giovanni Paolo II beatificò suor Faustina, mentre il 30 aprile 2000, anno del grande Giubileo, la canonizzò. Il Santo Padre considerò il messaggio della Misericordia trasmesso da Suor Faustina così importante che decise di dedicargli la sua seconda enciclica, Dives in Misericordia (Dio ricco di misericordia). In questa enciclica, il Santo Padre descrive come la rivelazione dell’Amore Misericordioso di Dio nell’Antico e nel Nuovo Testamento trova il suo compimento nel mistero pasquale di Cristo. È proprio in questo testo che si possono trovare innumerevoli concordanze con i contenuti teologici presenti nel Diario di Santa suor Faustina. La missione profetica che Gesù consegnò a santa suor Faustina diviene quindi, con il pontificato di san Giovanni Paolo II, l’impegno principale di tutta la chiesa: il culto della Divina Misericordia non è da considerarsi una devozione secondaria, ma va riconosciuta come la dimensione fondamentale e integrante della fede di ogni battezzato. Ogni credente ha il compito di promuovere il messaggio della Divina Misericordia nel mondo perché diventi scintilla di una nuova civiltà: quella dell’amore. Il Papa aveva sempre in mente le parole di Gesù riportate nel Diario di Suor Faustina (699): “Desidero che la festa della misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime. L’umanità non troverà pace finché non si rivolgerà alla sorgente della mia misericordia”. Per questo motivo ha istituito la domenica della Divina Misericordia, la prima domenica dopo Pasqua. Volle anche fondare un centro internazionale della Divina Misericordia a Roma nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, poco distante dal Vaticano, dove nella seconda domenica di Pasqua del 1 1995 celebrò la Messa e benedì l’immagine di Gesù misericordioso. Il 17 agosto 2002 Giovanni Paolo II, durante il suo ultimo viaggio in Polonia, a Lagiewniki, volle presiedere alla dedicazione del santuario della Divina Misericordia e durante la Santa Messa solenne affidò il mondo alla Divina Misericordia. L’affidamento alla misericordia divina, un concetto centrale nel pensiero teologico di Giovanni Paolo II, implica una fiducia totale in Dio, riconoscendo la Sua bontà e il Suo amore incondizionato, anche di fronte alle proprie debolezze e peccato. Il suo intento è stato quello di diffondere la misericordia nei cuori in cui regna l’odio e la divisione perché possa trionfare la pace e la bontà tra gli uomini. La benedizione dell’immagine, l’affidamento alla Divina Misericordia, l’annuncio e la diffusione del culto nella predicazione e nei testi ufficiali, l’istituzione della Festa della Misericordia: possiamo affermare che il mistero dell’Amore misericordioso di Dio è stato al centro del pontificato di Giovanni Paolo II che ha notevolmente contribuito a prolungare e attualizzare la missione di suor Faustina fino al giorno in cui concluse il suo pellegrinaggio terreno il 2 aprile 2005 alle ore 21,37 … Era un sabato, vigilia della domenica della Divina Misericordia.
Via Crucis in Mortorino
Venerdì 27 marzo ore 21.00
Genitori in gioco
Lavora su te stesso per condurli verso nuovi orizzonti
Sabato 28 ore 18 presso Oratorio S. Giovanni Bosco a San Fiorano.
Incontro per i genitori di bambini, ragazzi e giovani con Silvia Poletti, psicologa e pedagogista strategica.
Indulgenza plenaria legata alla Cappella “Cascina Grande”
Prot. N. 01358/2023-140/23/I
La Penitenzieria Apostolica, per incrementare la religione e la salvezza delle anime dei fedeli, in virtù delle facoltà conferitele in modo del tutto speciale dal Santissimo Padre e Signore Nostro, Signore Francesco, per Divina Provvidenza Papa, dopo aver ascoltato le preghiere recentemente presentate dal Rev. do Giuseppe Castelvecchio, Parroco della Parrocchia di San Fiorano Martire presso la Chiesa di San Fiorano, Diocesi di Lodi, concede benignamente dai tesori celesti della Chiesa l’Indulgenza plenaria da lucrare da parte di tutti e singoli i fedeli, che potranno applicare anche alle anime dei fedeli trattenuti in Purgatorio a titolo di suffragio, purché, veramente pentiti, confessati e nutriti della Santa Comunione, abbiano devotamente visitato in forma di pellegrinaggio la Cappella campestre della “Cascina Grande”, situata entro i confini della suddetta Parrocchia, e vi abbiano partecipato ai solenni riti, o almeno abbiano dedicato un congruo periodo di tempo a pie riflessioni, concludendo con il Padre Nostro, il Credo e le invocazioni alla Beata Vergine Maria:
- il giorno 25 marzo, Annunciazione della Beata Vergine Maria;
- il giorno 8 settembre, Natività della Beata Vergine Maria;
- il giorno 8 dicembre, Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria;
- una volta all’anno, in un giorno liberamente scelto da ciascun fedele;
- ogni volta che abbiano partecipato a un sacro pellegrinaggio, che si svolga in gruppo.
I fedeli impediti dall’età avanzata, dalla malattia o da altra grave causa, potranno ottenere l’Indulgenza plenaria in determinati giorni se, concepita la detestazione di ciascun peccato e il proposito di adempiere, appena sarà consentito, le tre consuete condizioni, si uniranno spiritualmente a celebrazioni e pellegrinaggi davanti a qualche immagine sacra, offrendo a Dio misericordioso le loro preghiere e i loro dolori, o i disagi della propria vita.
Pertanto, affinché l’accesso al perdono divino ottenuto attraverso le chiavi della Chiesa sia reso più facile dalla carità pastorale, questa Penitenzieria chiede vivamente che il Parroco e i sacerdoti, dotati delle opportune facoltà per ricevere le confessioni, si presentino con animo pronto e generoso alla celebrazione della Penitenza.
La presente avrà validità di sette anni, purché sia stata debitamente esibita all’Ordinario del luogo. Nonostante qualsiasi disposizione contraria.
Dato a Roma, dalla Penitenzieria Apostolica, il giorno 13 maggio, nella memoria della Beata Vergine Maria di Fati-ma, nell’anno dell’Incarnazione del Signore 2023.
Mauro Card. Piacenza – Penitenziere Maggiore
Cristoforo Nykiel – Reggente
Lasciarsi amare
Anno Francescano
Il fascino che San Francesco continua ad esercitare su molti potrebbe trarci in inganno. Ad esempio, potremmo convincerci che la sua grandezza risieda nell’eroismo della radicalità, della povertà, della testimonianza senza fronzoli della vita del Vangelo e in quella serie infinita di fioretti sulla sua vita che i suoi contemporanei ci hanno lasciato. Potremmo quasi convincerci che la sua santità risieda in quel-la stranezza che tanto metteva a disagio i grandi, i benpensanti e persino la sua famiglia. Ma il segreto di San Francesco non è nella sua forza, o nella sua stranezza ma nell’amore con cui è stato conquistato da Cristo. Infatti, mai dobbiamo dimentica-re che l’iniziativa non è mai nostra ma sempre di Gesù: “nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”. E allora che merito ha San Francesco se in fondo gli è solo capitata la grazia di essere amato fino al punto da conoscere l’amore del Padre? Il suo merito è nell’essersi lasciato ama-re. È questa la cosa più difficile della vita. È umanamene possibile vivere la povertà, i sacrifici, gli sforzi umani, ma la cosa più difficile della vita è lasciarsi amare senza porre nessuno ostacolo a questo amore. È questa la definizione di umiltà. L’umile (il piccolo) è colui che si lascia amare e si sente forte solo ed esclusivamente di questo amo-re. La grandezza di Francesco d’Assisi è tutta qui. Imitarlo non significa per forza fare le cose che lui ha fatto, ma fare come lui ha fatto.