Mese di Maggio

Continua il mese di Maggio, dedicato alla Vergine Maria. Continua il nostro bel appuntamento serale, come comunità cristiana, a pregare insieme alla grotta di Lourdes. Occasione propizia per poter riscoprire, o far continuare a vivere, la devozione a Maria mediante la recita del Santo Rosario.
PregarLa è fonte di grandi grazie, e su questo duemila anni di cristianesimo ci hanno mostrato come chi
si rivolge a Maria con fiducia e la riconosce come Madre, ottiene aiuti e protezioni spirituali, che sanno tenere la persona saldamente ancorata alla sua vita. Ecco allora l’invito a vivere questo tempo alla luce dell’essere figli amati dalla Madonna. La recita del Rosario, fatta in modo comunitario, ci aiuta a sentirci popolo, a coltivare la serena evidenza che attorno a Maria ci possiamo sentire tutti amati e cercati.
Questo cammino che stiamo vivendo insieme diventi un beneficio per tutti noi e per la nostra vita da credenti. Il mese di Maggio sia occasione per incidere nel nostro cuore una sempre più fervente devozione mariana. 

Maria: Regina della Famiglia

Queste poche righe vorrebbero essere un invito a tutte le famiglie della nostra Parrocchia: vivete questa seconda parte del mese di maggio, invocando Maria come Regina della Famiglia.
È stato Papa Giovanni Paolo II ad avere questa ispirazione meravigliosa nell’inserire nelle litanie lauretane questo appellativo.
Ritrovandosi insieme intorno alla Vergine, la famiglia riscopre la bellezza di una preghiera unanime. Pregando uniti, la famiglia si rafforza.
Sentano i genitori questo impulso spirituale: invocare, con i propri figli, la protezione di Maria, nostra Madre. Un’occasione propizia per crescere nell’amore di Gesù e perché la famiglia possa adempiere all’impegno assuntosi nel giorno del Matrimonio e nell’occasione del Battesimo di un proprio figlio/a: camminare nella fede. Chi meglio di Maria può favorire questo itinerario familiare?
Il mese di maggio ha ancora alcuni giorni: spero proprio che qualche famiglia raccolga questo umile e semplice suggerimento.

Il significato teologico del messaggio di Fatima

Tra le feste mariane che caratterizzano il mese di Maggio, il giorno 13, ricordiamo la Madonna di Fatima.

Il santuario mariano di Fatima è uno dei luoghi più venerati dai fedeli cattolici e in questo luogo, sacro per l’apparizione di Maria, papa Giovanni Paolo II volle recarsi di nuovo il 13 maggio 2000, per procedere alla beatificazione dei fratelli Marto. Al termine della celebrazione il cardinale Segretario di Stato, Angelo Sodano diede lettura della comunicazione in lingua portoghese, sul terzo segreto di Fatima.
Ed appena un mese dopo, il 26 giugno 2000, il Papa ne autorizzò la divulgazione pubblica da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede, accompagnata da opportuno commento teologico del Prefetto, cardinale Joseph Ratzinger.
Ecco uno stralcio: «La parola chiave di questo “Segreto”, è il triplice grido: “Penitenza, Penitenza, Penitenza!… A suor Lucia appariva sempre più chiaramente come lo scopo di tutte quante le apparizioni sia stato quello di far crescere sempre più nella fede, nella speranza e nella carità – tutto il resto intendeva portare solo a questo….”».

Maria ci riporta a Gesù

Il racconto delle nozze di Cana ci ricorda che Maria è l’unica che si accorge del problema, ovvero la mancanza di vino che determinerebbe come conseguenza la fine della festa. 
E cosa fa? Rivolge la parola ai servi, dicendo loro cosa fare: “Fate quello che Lui vi dirà”.
Li riporta, cioè, a Cristo, li rimette all’insegnamento di Gesù.
Grazie alla sua intercessione la difficoltà viene risolta e trasformata in un miracolo.


Riscoprire la preghiera del Santo Rosario

Perché quella del Rosario è una preghiera che va sempre riscoperta.
Ci insegna due cose fondamentali: a tenere lo sguardo fisso sul Vangelo, perché tutti i misteri del Rosario sono solo episodi del Vangelo; e poi il valore della semplicità.
Pregare il Rosario, affidandoci totalmente a Gesù e a Maria meditando il Vangelo.
Siccome abbiamo almeno 20 misteri del Rosario, ogni giorno potremmo prendere l’impegno di mediarne uno solo, andandoci a leggere il brano del Vangelo corrispondente e, sostando su quel passo, recitare 10 Ave Maria.

La presenza di Maria ci ricorda che non siamo soli

Per molti, soprattutto per chi ha una fede acerba, i tempi che viviamo (prima la pandemia, ora la guerra) sono il segno di come Dio sia lontano dall’uomo. 
Pensare alla Vergine Maria, alla sua esperienza terrena e alle difficoltà che ha dovuto affrontare, può aiutarci a sentirci meno soli e a “camminare” con più coraggio.
Il problema è che noi abbiamo paura nella misura in cui ci sentiamo soli. Appena realizziamo che non siamo soli, la paura non scompare ma non ha più l’ultima parola. La presenza di Maria è per ricordarci che non siamo soli. C’è Lei dalla nostra parte ci accompagna ogni giorno.

Il mese di maggio per avvicinarci a Maria

Niente di nuovo, però credo sia utile – per i credenti ma anche per i più tiepidi – sapere che c’è un tempo speciale in cui la Chiesa ci propone di avvicinarci a Maria. 
Madre del Signore Gesù e Madre di tutti gli uomini.
Maria ha una doppia vocazione: se, da una parte, è la Madre di Gesù e quindi di Dio, dall’altra parte, Gesù sotto la croce, spalanca la maternità di Maria a tutti sin dal principio. La Chiesa ha capito che, se doveva assomigliare a qualcuno, quel qualcuno era Maria. Attraverso la figura della Vergine possiamo comprendere la missione di Cristo, il senso del Vangelo stesso.

L’Immacolata

I segni che ci parlano di Lourdes

È questa la rivelazione che Maria fa a Bernardette durante l’ultima apparizione… E a questo punto noi ci riempiamo di gioia, contemplando il dono che Dio ha fatto a una figlia del nostro popolo, della nostra famiglia. L’ha resa immune da ogni colpa di peccato!
Cosa vuol dire? Dice la liturgia: “Il Signore si è preparata una degna dimora”.
È un’immagine bellissima.
In vista della nascita di Cristo, Dio ha preparato questa dimora, questo grembo purissimo, Maria.
In Maria noi scopriamo un’altra cosa interessante.
Troviamo la nostra vocazione alla santità… ad essere anche noi santi e ‘immacolati’!
Cioè… persone che accolgano la volontà del Padre… che si lascino abitare sempre di più dalla parola di Gesù… che si lascino guidare dallo Spirito!
Ecco la dimensione trinitaria della nostra vita!
Il Signore non si impressiona: sa che siamo peccatori… è decisivo che noi abbiamo fiducia in lui e che con la stessa fiducia da caduti ci rialziamo per… ricominciare!
Maria, la donna piena della grazia e della simpatia di Dio, ci conservi un cuore puro, come quello che piccoli, capace di attendere e accogliere i regali di Dio.

Il Santuario

I segni che ci parlano di Lourdes

Ogni costruzione materiale, Chiese, Santuari, Cappelle, richiamano alla ‘vera costruzione’, non di mattoni o di pietre, ma di persone che è la… CHIESA!
La volontà del Signore è che non si edifichino solo chiese bellissime, ma che si costruisca la ‘comunità
dei credenti’.
La Chiesa è la dimora del Signore… dove il Signore continua a ricolmare di favori la famiglia pellegrina sulla terra: il Pane… la Parola… il Perdono… la Pace… la Preghiera…
Sono i ‘doni’ indispensabili per costruire la ‘Chiesa dei credenti’… che diviene la vera dimora di Dio nella vita! Noi siamo il ‘Tempio dello Spirito”, “la dimora dell’Altissimo”, “le membra di Cristo”.
Noi siamo la ‘pietre vive’… che fanno il ‘tempio spirituale’ nel ‘tempio materiale!
Quindi… quando il Signore chiede anche a noi di costruire la Chiesa, ci chiede di costruire una comunità vera che ha al suo centro Cristo Signore… che si raduna in Chiesa… che viene guidata dalla Parola… che celebra i sacramenti… e che poi ‘esce’ per vivere la carità!
Maria, madre della Chiesa, sia nei nostri banchi con noi, come nel cenacolo degli apostoli, e ci faccia crescere nell’unità, nella fraternità e nella pace.

La penitenza

I segni che ci parlano di Lourdes

“Penitenza, penitenza, penitenza…”. Per ben tre volte Maria ripete questa parola-chiave dell’itinerario di fede. È il ‘cuore’ del messaggio di Lourdes.
PENITENZA: una parola che ha in sé un mucchio di significati e che si riferisce a più svariate situazioni.
Vuol dire nella traduzione pratica: CONVERSIONE… cioè ‘cambiamento radicale’ che parte… dalla scoperta del Signore… dalla coscienza del peccato… dalla decisione di riprendere un cammino diverso… La coscienza del peccato, nasce dalla coscienza dell’amore di Dio nella vita.
Non dalla ricerca a partire da se stessi… MARIA, la donna della riconciliazione, ci metta nel cuore il desiderio di purificazione e di ricostruirci nuovi nel dono del perdono di Gesù.

Beata Vergine di Lourdes

La memoria della beata Vergine Maria di Lourdes, da trent’anni, per volontà di San Giovanni Paolo II, incrocia la Giornata mondiale del malato. Questo incontro tra la Maternità di Maria e la sofferenza è accompagnata dalla preghiera e dalla penitenza, richieste che sono venute dalle apparizioni di Maria alla Grotta. Si intitola «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso». Porsi accanto a chi soffre in un cammino di carità il Messaggio di Papa Francesco per la XXX Giornata Mondiale del Malato. Il Pontefice ricorda “i progressi che la scienza medica ha compiuto soprattutto in questi ultimi tempi; le nuove tecnologie hanno permesso di approntare percorsi terapeutici che sono di grande beneficio per i malati; la ricerca continua a dare il suo prezioso contributo per sconfiggere patologie antiche e nuove;
la medicina riabilitativa ha sviluppato notevolmente le sue conoscenze e le sue competenze”.
Lanciando tuttavia un monito e invitando a trattare sempre il malato come persona portatrice della propria dignità. “Tutto questo, però, non deve mai far dimenticare la singolarità di ogni malato, con la sua dignità e le sue fragilità. Il malato è sempre più importante della sua malattia, e per questo ogni approccio terapeutico non può prescindere dall’ascolto del paziente, della sua storia, delle sue ansie, delle sue paure.
Anche quando non è possibile guarire, sempre è possibile curare, sempre è possibile consolare, sempre è possibile far sentire un atteggiamento che mostra interesse alla persona prima che alla sua patologia”.