Verso la festa dell’Immacolata

Novena nel suo significato spirituale vuol dire nove giorni di preparazione a una festa religiosa.
Nel nostro caso è la solennità dell’Immacolata Concezione.
La Novena dell’Immacolata è ben inserita nell’Avvento perché guida il credente a riflettere sul peccato dei progenitori e sulla promessa da parte di Dio di una salvezza all’umanità. In particolare la Chiesa attraverso la parola dei profeti riflette sulla preparazione a questo mistero di salvezza fino a giungere al momento della realizzazione del concepimento immacolato (immune da macchia di peccato) della Vergine Maria.
L’apertura di Maria all’azione di Dio Padre, in particolare la sua totale disponibilità alla proposta dell’angelo produce tutto il suo frutto nel giorno dell’Incarnazione del Verbo.

Novena all’Immacolata

In preparazione all’Immacolata la nostra comunità, da lunedì 29 novembre fino alla vigilia della Solennità, avrà un momento di preghiera mezz’ora prima dell’inizio della Messa feriale.
Alla sera si ritroverà per tre brevi momenti di preghiera e riflessione: mercoledì 1, giovedì 2 e venerdì 3 dicembre alle ore 21.00 in chiesa parrocchiale

L’importanza del Rosario

Il Rosario è una preghiera mariana?

Il Rosario non è principalmente una preghiera rivolta a Maria, ma una preghiera con Maria. Non è quindi una preghiera mariana, ma è una preghiera essenzialmente cristologica.
I misteri, che esso propone, mettono al centro il personaggio principale: Cristo Gesù.

Esiste anche un Rosario missionario?


Sì, ed è molto suggestivo: una decina, quella bianca è per la vecchia Europa, perché sia capace di riappropriarsi della forza evangelizzatrice che ha generato tante Chiese; la decina gialla è per l’Asia, che esplode di vita e di giovinezza; la decina verde è per l’Africa, provata dalla sofferenza, ma disponibile all’annuncio; la decina rossa è per l’America, vivaio di nuove forze missionarie; la decina azzurra è per il Continente dell’Oceania e dell’ Australia che attende una più capillare diffusione del Vangelo.

L’importanza del Rosario

Qual è il rapporto tra il Rosario e la vita quotidiana?

Pace e famiglia: sono questi, per il Papa Giovanni Paolo II, due ambiti particolari in cui la preghiera del Rosario si rivela capace di “far sperare in un futuro meno oscuro”.
“Il Rosario è preghiera orientata per sua natura alla pace”, scrive Giovanni Paolo II nella lettera apostolica del 2002, “anche per i frutti di carità che produce” , tra cui il “desiderio di accogliere, difendere e promuovere la vita, facendosi carico della sofferenza dei bambini in tutte le parti del mondo”; di “testimoniare le beatitudini nella vita di ogni giorno”; di “farsi ‘cirenei’ in ogni fratello affranto dal dolore o schiacciato dalla disperazione”. Di diventare, in una parola, “costruttori della pace nel mondo” e di “sperare che, anche oggi, una ‘battaglia’ tanto difficile come quella della pace possa essere vinta”.
Altro versante critico del nostro tempo, per il quale Giovanni Paolo II ha chiesto un supplemento di impegno, è quello della famiglia. Il rilancio del Rosario nelle famiglie cristiane, nel quadro di una più larga pastorale della famiglia, può costituire, secondo il Papa, un’ottima occasione per:

  • alimentare la preghiera familiare tanto importante anche oggi;
  • affidare alla preghiera del Rosario, l’itinerario di crescita dei figli;
  • aiutare i genitori a colmare la distanza culturale tra le generazioni;
  • riscoprire il valore del silenzio;
  • favorire lo stare insieme, e il comunicare nella preghiera, fra i vari membri della famiglia.

L’importanza del Rosario

Qual è il rapporto tra il Rosario e la vita quotidiana?

“Il nostro cuore aveva affermato Giovanni Paolo II nel suo primo anno di pontificato può racchiudere in queste decine del Rosario tutti i fatti che compongono la vita dell’individuo, della famiglia, della nazione, della Chiesa e dell’umanità”. E proprio sulla “implicazione antropologica” del Rosario si sofferma il Papa, definendolo il “segreto per aprirsi più facilmente a una conoscenza profonda e coinvolgente di Cristo attraverso Maria”, ma anche un modo per chiedere aiuto a Cristo per “i tanti problemi, assilli, fatiche e progetti che segnano la nostra vita”. Il Rosario è anche una risposta a quella “rinnovata esigenza di meditazione”, tipica della nostra epoca.

Ottobre: mese del Rosario

Continua il mese di ottobre, mese del Rosario.
Rinnovo un invito a tutta la comunità: quello di trovare del tempo o occasioni per recitare il santo rosario in famiglia e così condividere questo momento di preghiera, meditazione e affidamento a Dio della propria esistenza personale e familiare sotto lo sguardo amorevole della Vergine Maria.
Un invito, o meglio un appello, rivolto in particolare alle realtà familiari ricordando a tutti gli sposi che la loro relazione d’amore vissuta nella quotidianità e segnata dalla fecondità, è benedetta da Dio e in quanto tale luogo della Sua Presenza.
L’invito è quello di riannodare a Dio la nostra vita quotidiana, con le preoccupazioni e le situazioni dolorose e gioiose che essa ci riserva. Come si dice nella Supplica alla Madonna di Pompei, “c’è una Catena dolce che riannoda a Dio: il Santo Rosario recitato in famiglia. Recitatelo ogni giorno, in questo mese
di ottobre a Lei dedicato, sicuramente sperimenterete che esso risulterà: “torre di salvezza negli assalti del Nemico, porto sicuro nel comune naufragio, conforto nell’ora della prova”. San Giovanni Paolo II ci assicura che “la famiglia che prega unita, resta unita” e questo è il più bel dono che la Vergine Maria, attraverso la preghiera del Rosario vuole farvi: l’armonia della vostra vita familiare.

Beata Vergine del Rosario (2)

Preghiera tradizionalmente semplice e popolare, ma profondamente teologica, il Rosario è da sempre preghiera della famiglia e per la famiglia. La famiglia che prega unita, resta unita.
Riprendere a recitare il Rosario in famiglia significa immettere nella vita quotidiana ben altre immagini, quelle del mistero che salva: l’immagine del Redentore, l’immagine della sua Madre Santissima: due immagini che non possono mancare nelle case dei cristiani.
Mi auguro, pertanto, che nelle famiglie si torni a pregare col Rosario per i figli e ancor più con i figli.
Le nuove generazioni, se verranno iniziate a questa preghiera con opportuni accorgimenti simbolici e pratici che ne favoriscano la comprensione e la valorizzazione, saranno capaci di sorprendere ancora una volta noi adulti, nel far propria questa preghiera e nel recitarla con l’entusiasmo tipico della loro età.

Beata Vergine del Rosario (1)

Giovedì 7 ottobre celebreremo la Memoria della B.V. Maria del Rosario. Questa festa dà l’opportunità, alle comunità cristiane, come ad ogni fedele, di valorizzare, nel mese di ottobre, questa preghiera mariana.
Il Rosario ci mette alla scuola di Gesù, il nostro unico Maestro: non solo per imparare le cose che Egli ha insegnato, ma per ‘imparare Lui’. Maestra impareggiabile di questo apprendimento è Maria: nessuno tra gli esseri umani conosce meglio di lei Gesù, nessuno come lei può introdurci a una conoscenza profonda del suo mistero, per capirne il messaggio, per conformarci a lui.
Conformarci sempre più pienamente al nostro Maestro è il principale impegno di noi cristiani.
Il Rosario, immettendoci nella vita di Cristo e facendoci come respirare i suoi sentimenti, ci aiuta a crescere nel cammino di assimilazione a Lui, sorretti dall’azione materna di Maria. Madre di Gesù e madre nostra, icona perfetta della maternità della Chiesa, Maria, attraverso il Rosario, ci accompagna in questo cammino con la stessa sollecitudine materna con cui seguì la crescita umana di Gesù.
Maria ci sostiene sempre con la sua intercessione e, come a Cana, si fa portavoce presso Gesù delle nostre necessità. Ciò appare in modo particolare nella recita del S. Rosario: ‘mentre è supplicata da noi, Maria si pone per noi davanti al Padre che l’ha colmata di grazia e al Figlio nato dal suo grembo, pregando con noi e per noi’. Scuola di preghiera, il Rosario è anche un percorso di annuncio e di approfondimento del mistero di Cristo e offre una significativa opportunità catechetica attraverso la ripresentazione orante e contemplativa dei suoi misteri.
Questa preghiera è stata utilizzata dai Domenicani in un momento difficile della Chiesa a causa della diffusione delle eresie. Oggi deve essere utilizzata da noi, come comunità parrocchiale, insieme prima delle sante Messe e in casa con i nostri familiari, in un momento nel quale vogliamo ripartire con la consapevolezza di dover crescere nella centralità di Cristo e della sua Parola a fondamento di tutto il nostro essere ed agire. Il Rosario, se riscoperto nel suo pieno significato, riaccende nel cuore dei cristiani l’impegno di annunciare il Vangelo contemplato nei misteri.

Nella Memoria della B.V. Maria del Rosario, alle ore 17.30 reciteremo il santo Rosario in maniera più solenne, con canti e con testi meditativi che ci aiuteranno a comprendere meglio ogni mistero proclamato.

Perché l’ottobre Mariano (1)

Per fare chiarezza, mi sembra opportuno richiamare quanto insegna San Giovanni Paolo II nella Rosarium Virginis Mariae, vedendo nel Rosario una “sintassi del Regno” : l’ enunciazione del mistero trinitario, cristologico e storico-salvifico a cui è stata associata per divina provvidenza Maria; l’ ascolto della Parola di Dio nella consapevolezza ch’ essa è data, donata per l’ oggi della Chiesa e del mondo e “per me”; il silenzio come nutrimento dell’ ascolto e della meditazione dell’ evento contemplato; la recita del Padre Nostro che, mentre innalza l’ orante verso il Padre di Cristo e il Padre di tutti nella comunione dello Spirito, anche quando tale recitazione è personale, o è compiuta in solitudine, è resa esperienza ecclesiale; la ripetizione delle dieci Ave Maria, che pone l’ orante “sull’ onda dell’ incanto di Dio: è giubilo, stupore, riconoscimento del più grande miracolo della storia”, recitazione che esprime la fede cristologica, fa ripetere il santo e salvifico nome del Redentore, declina l’ affidamento nella vita e nell’ ora della nostra morte, del discepolo di Gesù, alla materna intercessione di sua Madre; la dossologia trinitaria del Gloria è la meta della contemplazione credente, anticipazione della contemplazione escatologica che porta e pregustare come per gli Apostoli sul Tabor, la bellezza dello stare per sempre con Dio; la possibile recitazione della giaculatoria finale o la preferibile orazione a conclusione di ciascun mistero, avente lo scopo di ottenere i frutti specifici della meditazione del mistero enunciato; lo strumento  della Corona, che mentre risulta utile per conteggiare il succedersi delle salutazioni evangeliche, simboleggia plasticamente come la stessa Corona converga verso il Crocifisso, in quanto in  Cristo è incentrata ogni preghiera cristiana e, per usare la bella espressione del beato Bartolo Longo, essa può essere considerata come una “catena dolce che ci rannoda a Dio”, simbolo non ultimo del vincolo di comunione e di fraternità che lega tutti al Figlio di Dio e di Maria, vera e amabile mater viventium.
Forse saremo nella condizione non solo di “recuperare” il significato e il valore del Rosario, ma l’importanza della stessa preghiera e quindi sapere “insegnare” e fare “amare” il Rosario.

Perché l’ottobre Mariano (1)

La devozione del “mese di Ottobre” in onore della Beata Vergine Maria del Rosario è da attribuirsi al frate domenicano spagnolo p. Giuseppe Moran (+ 1884) che si fece zelante promotore presso i vescovi spagnoli di istituire nelle chiese cattedrali e nelle parrocchie tale devozione perché si affermasse il Rosario come “mezzo” di evangelizzazione per meditare gli episodi principali del Vangelo che richiamano le verità della nostra fede cristiana. Dopo la Spagna, tale devozione si diffuse anche in Francia e in Italia, tanto che Leone XIII la raccomandò nel 1883 alla Chiesa universale.
La volontà di estendere la celebrazione della preghiera del Rosario ad un mese intero nasce soprattutto dalla grande affermazione che la stessa ebbe dopo la battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571) ottenuta, secondo San Pio V, per l’ intercessione della Madonna invocata con il Rosario. Secondo la tradizione il Papa, diede l’ ordine di suonare le campane in segno di vittoria, prima ancora che l’esito della battaglia giungesse a Roma.

Ci sono cristiani che vedono nel Rosario una preghiera “per vecchi, ripetitiva e noiosa” e quindi da mettere da parte. E ci sono i “ferventi e veri devoti” che, rimproverano alla Chiesa di essere “poco devota” al Rosario e quindi per rilanciare il ruolo della Vergine Maria nella vita della Chiesa propongono nuove devozioni.
Bisogna conoscere e venerare la Madre di Dio, attraverso la Sacra Scrittura e le devozioni che ad essa, direttamente si richiamano. Così insegna anche il Vaticano II e il Magistero della Chiesa.