Quarta domenica dell’ottobre missionario: FRATERNI

In questa ultima domenica del mese missionario la parola che ci guida è: Fraterni.

Il tema che ci ha accompagnato in questo mese trova nella liturgia della Parola di oggi il suo coronamento: potremo essere veri “tessitori di fraternità” soltanto se prenderemo sul serio il comandamento dell’amore, che è la sintesi di tutto l’insegnamento della Parola di Dio. Se il nostro amore per Dio è sincero, non può che tradursi in un concreto amore verso il prossimo, disposti ad accoglierlo e valorizzarlo con autentico spirito fraterno. Preghiamo perché il Signore ci liberi da ogni egoismo e chiusura e, nell’eucarestia

celebrata oggi in tutte le comunità cristiane del mondo, aiuti la sua Chiesa a dare il suo speciale contributo nel risollevare questo mondo dalla profonda crisi generata dalla pandemia con autentico spirito di fraternità universale.

Via Crucis missionaria

Ore 17

Il tema della Via Crucis è: “Innamorati e vivi”. Un messaggio che custodisce in sé due significati. Il primo, nell’accezione qualificativa, descrive appieno coloro che ardenti di amore per Dio Padre e le Sue creature hanno investito la totalità del loro tempo per prendersene cura. Dei veri e propri giardinieri del Regno. Tanto appassionati al Mondo quanto a chi lo abita.  Il secondo è un vero e proprio imperativo, l’eredità che i martiri hanno ricevuto da nostro Signore  trasmettendola a noi, oggi. Solo chi si innamora è disposto ad abbandonare il superfluo per cogliere al  fine l’essenza della vita. Questa promessa non è solo speranza per l’avvenire ma prima di tutto garanzia per il presente. Passo dopo passo seguiremo il cammino di Cristo verso la croce. Il suo dono, frutto dell’Amore, sia ancora una volta sostegno per chi soffre, viatico per chi cerca la propria strada, braccia spalancate per chi pensa di essere abbandonato al proprio destino. Sulla croce non c’è un uomo morto,  ma un uomo che sta per risorgere. Da ciò nasce la nostra speranza: noi crediamo in Te, uomo della croce, Tu ci sostieni e ci indichi la strada.

Terza domenica dell’ottobre missionario: SOLIDALI

In questa domenica in cui celebriamo la Giornata Missionaria Mondiale la parola che ci guida è:

Solidali. Vogliamo sentirci in comunione spirituale e di preghiera con tutte le Chiese del mondo, in particolare con le Giovani Chiese dei paesi di missione e con le Chiese povere che vivono tra i popoli più impoveriti del mondo. Saremo anche chiamati ad esprimere nei loro confronti la nostra solidarietà concreta con le offerte della colletta che verranno trasmesse, attraverso il nostro Centro Missionario Diocesano alle Pontificie Opere Missionarie. La nostra solidarietà concreta verso le attività dei missionari sparsi nel mondo allarghi il nostro cuore e lo renda capace di vera fraternità verso tutti gli uomini e in particolare verso i più poveri e bisognosi.

Il Vangelo di questa domenica ci invita a dare a Dio lo spazio e l’importanza che egli merita nella nostra vita, senza comunque esonerarci dall’impegno di contribuire alla crescita della vita della società civile. Preghiamo perché il Signore ci guidi nella vita di ogni giorno a fare la nostra parte per la crescita della società e l’inclusione di tutti, con particolare attenzione verso i più deboli. Il Signore ci dia fedeltà e generosità nel «dare a Dio ciò che è di Dio, a Cesare ciò che è di Cesare e al fratello più debole ciò che è del fratello: solidali nella fraternità».

Veglia missionaria

Stasera ore 21.

La veglia missionaria di quest’anno ha una particolarità: parte dall’esperienza vissuta di una comunità che, in “tempo di coronavirus”, ha condiviso il proprio cammino con impegno e creatività.
C’è qualcosa di più importante della condivisione quotidiana in una comunità di e in formazione?
Il tema della missione e della risposta personale alla chiamata del Signore è qualcosa di tangibile: uomini in cammino, rappresentando ben 12 Paesi diversi, condividono quotidianamente la fede nel Signore che conduce ogni discepolo nell’esperienza più forte, cioè con Gesù, l’uomo nuovo, il Dio vicino!
La comunità del seminario del PIME di Monza ha elaborato la veglia missionaria che, ci auguriamo, possa essere vissuta dalla nostra Comunità parrocchiale quale preparazione alla 94° Giornata Missionaria Mondiale (domenica 18 ottobre 2020). Possiamo condividere con persone lontane e vicine la nostra fede, l’amicizia col Maestro che mostra la sua umanità (come quando si commuove davanti ai malati, quando parla alla folla assetata della sua Parola, come quando piange la morte dell’amico Lazzaro); Gesù, con la sua persona, ci insegna a mettere in gioco la nostra umanità. Diventeremo tutti “tessitori di fraternità”, con la vicinanza ai fratelli coi quali viviamo, per dare concretezza alla Chiesa, comunità di famiglie, luogo di scambio, di accoglienza e di parole, per tessere pazientemente la “fraternità”, quale risposta alla chiamata del Signore: Sì, vengo io, manda me!

La veglia missionaria di quest’anno ha una particolarità: parte dall’esperienza vissuta di una comunità che, in “tempo di coronavirus”, ha condiviso il proprio cammino con impegno e creatività. C’è qualcosa di più importante della condivisione quotidiana in una comunità di e in formazione? Il tema della missione e della risposta personale alla chiamata del Signore è qualcosa di tangibile: uomini in cammino, rappresentando ben 12 Paesi diversi, condividono quotidianamente la fede nel Signore che conduce ogni discepolo nell’esperienza più forte, cioè con Gesù, l’uomo nuovo, il Dio vicino! La comunità del seminario del PIME di Monza ha elaborato la veglia missionaria che, ci auguriamo, possa essere vissuta dalla nostra Comunità parrocchiale quale preparazione alla 94° Giornata Missionaria Mondiale (domenica 18 ottobre 2020). Possiamo condividere con persone lontane e vicine la nostra fede, l’amicizia col Maestro che mostra la sua umanità (come quando si commuove davanti ai malati, quando parla alla folla assetata della sua Parola, come quando piange la morte dell’amico Lazzaro); Gesù, con la sua persona, ci insegna a mettere in gioco la nostra umanità. Diventeremo tutti “tessitori di fraternità”, con la vicinanza ai fratelli coi quali viviamo, per dare concretezza alla Chiesa, comunità di famiglie, luogo di scambio, di accoglienza e di parole, per tessere pazientemente la “fraternità”, quale risposta alla chiamata del Signore: Sì, vengo io, manda me!

Partecipi

Seconda domenica dell’ottobre missionario

In questa seconda domenica del mese missionario la parola che ci guida è: Partecipi.  Il Vangelo che ascolteremo ci rende ancora più chiara ed esplicita la chiamata del Signore: egli ci invita  a partecipare al suo banchetto di fraternità. Non vogliamo mancare a questo invito comunitario, troppo ripiegati sulle nostre necessità e sui nostri interessi particolari. Vogliamo rispondere con gioia all’invito del Signore e lasciarci da lui educare alla fraternità per poter partecipare un giorno a quel banchetto di vita piena che egli preparerà nel suo Regno per tutti i popoli. Preghiamo perché la fraternità che sperimentiamo intorno a questo altare ci conduca a vivere con spirito di apertura e accoglienza anche nei confronti di tutti gli uomini, di tutti i popoli e di tutte le culture, e a percepirli come nostri fratelli, perché tutti figli dello stesso Padre.

Adorazione missionaria

Vogliamo trovarci insieme come comunità cristiana per metterci in ginocchio, per dire che riconosciamo la presenza del Signore, unico maestro e salvatore: come il pubblicano del Vangelo, non abbiamo nulla da rivendicare; anzi ci riuniamo per adorare, per ringraziare, per ascoltare quanto oggi vuole dirci il Signore. Siamo piccoli discepoli, talvolta spaesati in questo mondo dal quale non vogliamo solo difenderci, ma al quale ci sentiamo da inviati.

Il Signore oggi riscalda il nostro cuore e ci manda il suo Spirito perché illumini ogni passo delle nostre giornate.

Stasera ore 17 e ore 21.

Beata Vergine del Rosario

E’ spontaneo passare dalla preghiera dell’Angelus a quella del Rosario. Le Ave ne formano la trama. Il metodo di meditazione dei misteri, evocati brevemente, e che formano la base del rosario, è strettamente legato al modo, con cui le tre piccole frasi dell’Angelus rievocano il mistero dell’Incarnazione. Fra le preghiere e le devozioni in onore di Maria, il rosario è certamente la più popolare, e nello stesso tempo una delle devozioni in cui c’è più spiccato il senso della Chiesa. La preghiera del rosario orienta a Cristo, per mezzo di Maria. La Vergine aiuta a penetrare e a vivere il mistero di Cristo, come ella lo ha vissuto. La semplicità del rosario, la sua atmosfera di pura ed evangelica contemplazione, quando i misteri sono meditati come le parti di un solo tutto, fanno del rosario una via facile per estendere la contemplazione liturgica a tutta la vita quotidiana, e per ricondurre continuamente tutta la nostra vita alla sua fonte celeste.

Stasera alle ore 21 recita del Santo Rosario meditato.

Prima domenica dell’ottobre missionario: ELETTI

Il tema del mese missionario che iniziamo oggi è caratterizzato da una forte spinta vocazionale: il Signore  ci chiama a contribuire alla realizzazione del suo progetto di salvezza per tutti gli uomini. In questa prima domenica la parola che ci guida è: Eletti. Siamo chiamati da Dio a lavorare nella sua vigna e vogliamo rispondere con generosità: “Eccomi, manda me”. Siamo eletti dal Signore come “tessitori di fraternità”,  perché la sua vigna possa produrre buoni frutti e il suo Regno di giustizia, di amore e di pace possa crescere giorno per giorno anche con la nostra disponibilità e il nostro prezioso contributo. Preghiamo perché nella nostra comunità si rinnovino i legami fraterni e perché dall’eucarestia possiamo ricevere la forza per essere messaggeri di fraternità nelle nostre case, nei nostri ambienti di vita e di lavoro, ma anche profeti di fraternità per il mondo intero.

Rosario Missionario

“Eccomi: manda me”. Tessitori di fraternità è il tema per l’ottobre missionario di questo anno 2020. La preghiera del Rosario ci aiuta a interiorizzare cinque grandi “parole” che, quasi come “fili”, tessono la fraternità; ciascuna di esse è frutto della storia e delle caratteristiche di uno dei cinque continenti.

Stasera alle ore 21 recita del Santo Rosario presso la Grotta di Lourdes.

Tessitori di fraternità

Noi cristiani siamo così abituati al lessico della fraternità – si pensi solo a quante volte, durante la liturgia, risuona la locuzione: “Fratelli e sorelle” – che parlare di missione oggi in termini di “tessitori di fraternità” sembra qualcosa di estremamente semplice, se non banale. Certamente l’inclinazione alla fraternità è qualcosa che come umani ci portiamo dentro. Noi siamo “animali fatti di relazione e di relazioni”, come si sa bene sin dai tempi di Aristotele. Tuttavia, se c’è una cosa che vale per ogni aspetto della nostra umanità, è il dato per il quale in essa non vi sono automatismi di nessun tipo. Anche un’inclinazione così  profonda, come quella verso l’altro, verso il prossimo, richiede sempre un atto di volontà, una decisione, un passo da compiere in libertà. Ed ecco allora il punto: cosa succede al tempo della fraternità, quando le parole che sentiamo in mezzo al nostro quotidiano non riecheggiano quasi per nulla quelle liturgiche di “Fratelli e Sorelle”, quando scompare il bisogno dell’altro, quando cioè le condizioni economiche, sociali, culturali, di sviluppo sono tali da affrancare la maggior parte delle persone dalle situazioni di povertà, di indigenza, di fame, di esposizione a malattie incurabili così frequenti anche nelle parti ora ricche del mondo sino a poco tempo fa? In una parola: cosa succede alla questione della fraternità  quando il denaro, la tecnologia, l’espansione e la promozione dell’esistenza di ciascun soggetto prendono il sopravvento? Accade che essa diventi un compito, un impegno: una missione. Di più, secondo una possibile lettura di Evangelii gaudium, la fraternità diventa la missione specifica della comunità ecclesiale per questo tempo ed in questo tempo.

La fraternità è un tema attuale, è fondamentale per la Chiesa, ma accomuna anche l’intera umanità: lo si può cogliere immediatamente nei molteplici richiami di Papa Francesco, dall’Esortazione apostolica Evangelii gaudium, al recente Documento sulla fratellanza umana. Tutto a richiamarci che la fraternità, prima ancora di essere una caratteristica dei cristiani è un’esperienza propria di ogni donna e ogni uomo e che i discepoli di Gesù sono chiamati a custodire e a coltivare in pregnanza di significato, perché è vissuta direttamente o indirettamente da ognuno di noi fin dai primi istanti della propria vita. Proprio per non banalizzare il termine “fraternità” e non chiuderlo nell’ovvietà, è utile comprenderlo nella novità che il Vangelo ci consegna e conseguentemente cogliere la prospettiva di responsabilità che ne scaturisce a partire dalla domanda “che cosa chiederemmo se la fraternità la guardassimo stando dalla parte dell’altro, di colui che chiamiamo fratello?”, e assumere tutta la responsabilità di essere noi propulsori di fraternità. Forse proprio nel sentirci coinvolti in un progetto di vita che ha nella fraternità una urgenza ecclesiale e sociale del nostro momento, ci sentiremo ulteriormente interpellati a verificare in essa una corretta  accoglienza del Vangelo, e così dire anche noi con coraggio “Ecco, manda me” (Is 6,8). Per strappare la fraternità dal rischio di una espressione scontata e per certi aspetti logora, la prospettiva che rimane è veramente quella di convertirci in un rinnovato stile di azione pastorale.