Maria donna dell’Avvento

Maria, la donna dell’Avvento, ci accompagna in questo cammino di fede e di speranza: nessuno come lei ha vissuto nella fede l’apertura alla novità di Dio; nessuno come lei si è aperto alla presenza di Dio nella storia; nessuno come lei ha collaborato responsabilmente alla costruzione della speranza degli uomini. Soprattutto nel tempo di Avvento, che è il vero periodo Mariano, Maria è presente nella celebrazione, svolge la sua intercessione materna, risplende come segno di consolazione e di sicura speranza, ci è posta innanzi come modello di vigilanza, pazienza, obbedienza, gioia e abbandono in Dio.
Maria è la donna della Vigilanza, che è uno degli atteggiamenti fondamentali dell’Avvento.

Pensieri per l’Avvento

Con il tempo dell’Avvento ricomincia il nostro cammino verso il Signore.
Un cammino fatto di gioia ma anche di dolore, di luce ma anche di buio. E il cammino diventa combattimento, è la buona battaglia della fede. Dio è più potente e più forte di tutto. Questa convinzione dà al credente serenità, coraggio e la forza di perseverare nel bene di fronte alle peggiori avversità. Anche quando le forze del male si scatenano, i cristiani devono rispondere all’appello, a testa alta, pronti a resistere in questa battaglia in cui Dio avrà l’ultima parola.
E questa parola sarà d’amore e di pace!

Pensieri per l’Avvento

La persona vigilante è quella che accoglie l’invito a vegliare, cioè a non lasciarsi sopraffare dal sonno dello scoraggiamento, della mancanza di speranza, della delusione; e nello stesso tempo respinge la sollecitazione delle tante vanità di cui trabocca il mondo e dietro alle quali, a volte, si sacrificano tempo e serenità personale e familiare.
È l’esperienza dolorosa del popolo di Israele, raccontata dal profeta Isaia: Dio sembrava aver lasciato vagare il suo popolo lontano dalle sue vie, ma questo era un effetto dell’infedeltà del popolo stesso.
Anche noi ci troviamo spesso in questa situazione di infedeltà alla chiamata del Signore: Egli ci indica la via buona, la via della fede, la via dell’amore, ma noi cerchiamo la nostra felicità da un’altra parte. Essere attenti e vigilanti sono i presupposti per non continuare a “vagare lontano dalle vie del Signore”, smarriti nei nostri peccati e nelle nostre infedeltà; essere attenti ed essere vigilanti sono le condizioni per permettere a Dio di irrompere nella nostra esistenza, per restituirle significato e valore con la sua presenza piena di bontà e di tenerezza. Maria Santissima, modello nell’attesa di Dio e icona della vigilanza, ci guidi incontro al suo figlio Gesù, ravvivando il nostro amore per Lui.

Verso la festa dell’Immacolata (2)

La solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria si inserisce nel contesto dell’Avvento e del Natale, congiungendo l’attesa messianica e il ritorno glorioso di Cristo con la memoria della Madre. In tal senso questo periodo liturgico deve essere considerato un tempo particolarmente adatto per pregare la Madre del Signore. 
Maria è la tutta santa, immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo quasi plasmata e resa nuova creatura. Maria è la Vergine che concepirà e partorirà un Figlio il cui nome sarà Emmanuele.

Verso la festa dell’Immacolata

Novena nel suo significato spirituale vuol dire nove giorni di preparazione a una festa religiosa.
Nel nostro caso è la solennità dell’Immacolata Concezione.
La Novena dell’Immacolata è ben inserita nell’Avvento perché guida il credente a riflettere sul peccato dei progenitori e sulla promessa da parte di Dio di una salvezza all’umanità. In particolare la Chiesa attraverso la parola dei profeti riflette sulla preparazione a questo mistero di salvezza fino a giungere al momento della realizzazione del concepimento immacolato (immune da macchia di peccato) della Vergine Maria.
L’apertura di Maria all’azione di Dio Padre, in particolare la sua totale disponibilità alla proposta dell’angelo produce tutto il suo frutto nel giorno dell’Incarnazione del Verbo.

Novena all’Immacolata

In preparazione all’Immacolata la nostra comunità, da lunedì 29 novembre fino alla vigilia della Solennità, avrà un momento di preghiera mezz’ora prima dell’inizio della Messa feriale.
Alla sera si ritroverà per tre brevi momenti di preghiera e riflessione: mercoledì 1, giovedì 2 e venerdì 3 dicembre alle ore 21.00 in chiesa parrocchiale

Pensieri per l’Avvento

Cammino a passi lenti con lo zaino pesante e carico di tutti i miei pezzi rotti: il volto di chi piange mentre io non so come aiutarlo; il dolore di chi ha perso il lavoro; l’umiliazione di non avere i soldi per pagare la bolletta della luce; gli scontri con una persona che avrei voluto semplicemente amare; la volta che ho mancato di rispetto; le sconfitte brucianti di fronte alla malattia che mi sta rubando la vita; le incomprensioni con un volto a me caro; le parole taglienti che mi hanno ferito; il senso di inutilità; la volta che mi sono sentito in imbarazzo; il tono di voce gelido dell’amore che ha preso un’altra strada; la paura di non essere all’altezza; il terrore di fare del male alle persone che amo; l’incapacità di accettare me stesso; il silenzio assordante di coloro da cui attendevo una parola.
 La notte più lunga sta per terminare, non avere paura, non chiudere gli occhi dinanzi al buio, non gettare alla spazzatura i tuoi pezzi rotti. Sono preziosi quanto te, sono la parte tua più vera, più umana, sono gli “eroi” sopravvissuti alla battaglia, sono i testimoni di chi vive la vita per davvero, di chi ce la mette tutta. Prepara lo zaino, alzati e vai alla Luce.
Questa Luce ti illuminerà, ma non proverai vergogna. Non ti giudicherà per le tue mancanze. Scoprirai che ogni spazio lasciato vuoto dalla tua fragilità sarà colmato di amore, sarà quello spazio che ti permetterà di provare l’unica emozione che conta veramente: il sentirsi amati.

Pensieri per l’Avvento

Il nuovo anno liturgico è già iniziato. Stiamo infatti vivendo il tempo dell’Avvento.
Gli eventi dolorosi che hanno colpito il nostro mondo hanno semplicemente fatto emergere la nostra fragilità. Dal latino fragilis, ossia “che si può rompere, rovinare, spezzare”.
Proviamo a portare questa situazione dentro la nostra vita, nella nostra storia, nel nostro cuore.
La maggior parte dei problemi della nostra vita risiedono nell’incapacità di ammettere di fronte a noi stessi la nostra fragilità. Forse perché siamo figli di una storia scritta dai vincitori, forse perché ci siamo fatti travolgere dal mito della tecnica, dove efficienza, perfezione, competenza e prestazione sentenziano la riuscita, la qualità di un oggetto.
Ma io e te siamo altro. Io e te siamo esseri umani.
Quest’anno desidero avvicinarmi al Natale con tutte le mie fatiche, mi presenterò al Signore con tutta quanta la verità di me stesso.