Sui passi del Vivente

Via Lucis – In cammino con il Risorto

Occorre seguire Gesù anche sulla via della risurrezione. Anche quando si è provati dalla paura, è bello dare testimonianza della fede, consapevoli di essere nelle mani di un Dio che è Padre e che sempre ci solleva vicino a sé. Con questa preghiera mediteremo alcune manifestazioni del Risorto per dare nuovo sapore alla nostra quotidianità.
Dobbiamo testimoniare Lui, il risorto.
Vuol dire essere ogni giorno più gioiosi.
Ogni giorno più coraggiosi.

Con cuore di padre

Breve riflessione nell’anno di San Giuseppe

Il nome Giuseppe significa “Dio aggiunge”. Mai nome fu più azzeccato per un uomo come Giuseppe di Nazareth. La sua stessa persona è da considerarsi una benedizione. Giuseppe è un più che, messo accanto a ogni cosa, ne accresce il valore. Questa è la caratteristica di coloro che vivono la propria vita non preoccupati di dover affermare sé stessi, perché invece provano gioia nel far emergere chi hanno accanto. Non è l’atteggiamento remissivo o perdente, bensì il contrario. Solo una personalità forte può permettersi di indietreggiare per far emergere gli altri. Chi invece ha una personalità fragile ha bisogno costantemente di conferme e, per questo, si arrampica sugli altri per occupare la scena. Tutto l’insegnamento del Vangelo è l’elogio dell’umiltà. E l’umiltà è la caratteristica dei liberi. Giuseppe è un uomo libero e, per questo, può permettersi l’umiltà della seconda fila. Ognuno di noi ha bisogno di imparare quest’arte di saper godere del bene degli altri. Troppe volte capita che il nostro normale atteggiamento sia l’invidia, la gelosia, la messa in paragone.
Giuseppe non prova nessuna invidia se la scena della storia è tutta concentrata su Gesù, e se la luce di questo centro si riverbera con potenza su Maria. Lui è un paralume, un abbraccio che protegge la luce e la indirizza verso ciò che è più buio. Giuseppe è un più, ed è il più che Dio ha voluto accanto a Maria e a Gesù. In fondo, questo è ciò che egli continua a fare anche ora, nella vita di tutti coloro che a lui si affidano.

La famiglia per il cristiano

La famiglia, costituita nel matrimonio, è una “realtà umana” così preziosa agli occhi e al cuore di Dio, che il Signore Gesù l’ha elevata a sacramento. Dio Trinità, in Gesù, si è incarnato in una famiglia, ha vissuto in famiglia ed è stato con le famiglie.
Nei racconti evangelici infatti vediamo che Gesù è presente alle Nozze di Cana; Gesù è presente nelle relazioni con la famiglia di Pietro e di Lazzaro; Gesù è presente nell’ascoltare il pianto dei genitori come per Giairo e la vedova di Nain.
Questa è la intima relazione tra Gesù Cristo e la Famiglia!
La famiglia che si costituisce nel matrimonio, per il cristiano è una vera e propria risposta vocazionale, in cui le ricadute
abbracciano ambiti di primaria importanza, quali il suo ruolo sociale, formativo ed ecclesiale. Per questo è importante
coltivare, condividere e prendersi cura di questa vocazione.
Ad esempio la famiglia ha ricadute a livello Sociale, quale luogo primario dell’umanizzazione della persona e della società;  a livello formativo della persona umana, quale ambito in cui si educano le nuove generazioni, preparandole a stabilire sane relazioni interpersonali che incarnino sani valori morali e umani a livello Ecclesiale, in cui gli sposi sperimentano e imparano la cura reciproca, il servizio e il perdono vicendevole.
La visione Cristiana della famiglia è il cammino di conversione personale e di coppia verso la vita buona del Vangelo, incarnata nel quotidiano. Prendersi cura delle nostre e altrui povertà spirituali, umane e psichiche; essere a servizio nell’accoglienza di famiglie e di coppie che desiderano condividere questo viaggio fantastico della vita a due; essere costruttori di ponti tra la comunità cristiana e chi si riaffaccia dopo tanto tempo, magari ferito … sono gesti di carità per noi stessi e per gli altri.

Perché non ci siano case senza famiglia

“La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa.
Spero che ognuno si senta chiamato a prendersi cura con amore della vita delle famiglie, perché esse non sono un problema,
sono principalmente un’opportunità”

Domenica della Divina Misericordia

Domenica “in Albis”

Questa domenica – seconda domenica di Pasqua o Domenica in albis, cioè in cui si deponevano le vesti bianche del battesimo celebrato nella veglia pasquale – è diventata anche la domenica della divina misericordia, per iniziativa di s. Giovanni Paolo II nel 2000, con riferimento a s. Faustina Kowalska. I discepoli erano scappati, il loro leader, Pietro, aveva rinnegato il Maestro, quasi tutti l’avevano abbandonato: che cosa di meno affidabile di quel gruppo allo sbando? E tuttavia Gesù viene e offre il suo perdono. Lo offre in particolare a Tommaso, che non riusciva ad aprirsi alla fede nella risurrezione. Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero delle fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza. Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre.

Pasqua del Signore

Tanti modi per dire Pasqua

Perché i discepoli dissero: “Abbiamo visto il Signore”. E chiamarlo il Signore significa che Egli è il fondamento, lo scopo e il destino dell’uomo, del mondo e della storia. Nella sua Risurrezione, Gesù Cristo rivive in maniera piena, e vive tutto per Dio e per gli uomini; e questa è la vita che Gesù comunica ai suoi. Lui è la salvezza presente e futura nella sua pienezza, perché Egli è il Signore.

Pasqua di gloria

Tanti modi per dire Pasqua

Poiché “era necessario che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria”. Anche se le nostre lotte si riducono molto spesso al fallimento, anche se i nostri sogni non si realizzano, anche se i nostri sacrifici sembrano sterili, possiamo gridare che la morte non è la fine assoluta della vita; ciò che abbiamo seminato con fatica e amore nella nostra vita diventerà Pasqua di gloria.

Pasqua di risurrezione

Tanti modi per dire Pasqua

Quando noi confessiamo Cristo risorto non diciamo semplicemente che la sua tomba fu trovata vuota, ma che Egli vive per darci la vita. Quando ogni prova si trasforma in grazia, ogni tristezza e sofferenza in gioia, ogni peccato in perdono, quando ci liberiamo da ogni schiavitù e passiamo anche noi dalla morte alla vita, è la Pasqua di risurrezione.

Ecco il giorno che ha fatto il Signore! Rallegriamoci

È il grido di gioia della Pasqua. È il grido di gioia della nostra comunità cristiana che insieme ha percorso il cammino quaresimale per ora esultare all’unisono in questo giorno. È il giorno della speranza.
Se nella vita odierna si sono rimpicciolite le speranze tanto da ridursi di giorno in giorno di fronte alla pandemia, ora è il momento di rinvigorire il nostro cuore, il nostro coraggio, le nostre passioni.
È l’annuncio di un Dio vivo e vicino, che ci chiama ad una profonda comunione con Lui e di conseguenza ci apre ad una speranza certa. Che cosa significa per la nostra comunità cristiana celebrare insieme la Pasqua del Signore, quali conseguenze?
La vita umana, dono prezioso di Dio, è sana e inviolabile. Sì, questa vita è, nonostante il travaglio dell’ora presente, nonostante i suoi lati oscuri, le sue sofferenze, la sua fatale caducità, un fatto bellissimo, un prodigio sempre originale e commovente, un avvenimento degno di essere cantato in gaudio e in gloria. Ritorniamo a correre, se non troppo lontano perché limitati dalle attuali restrizioni, almeno con il cuore, con la mente e con l’animo. Chi crede non può non sentire su di sé il peso della sofferenza, dei dolori, delle incertezze, delle paure, ma in lui prevale la forza dell’annuncio pasquale. Oggi la nostra comunità parrocchiale si apre all’annuncio del Risorto, perché nel nostro paese rifiorisca la speranza, la gioia, la comprensione, la condivisione.
O Padre, tu che sei il Padre della vita, donaci di vivere la gioia profonda della Risurrezione, di nutrirci di quella speranza che cambia il nostro modo di guardare fin da ora la nostra esistenza e il nostro modo di guardare e valutare la storia dell’umanità.
Maria, Madre di Gesù, che per prima hai visto tuo Figlio risorto, fa di noi dei testimoni della gioia e della speranza. È il mio augurio a tutti voi.