Poi prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me» (Lc 22,19).
Scrive San Giovanni Paolo II in Ecclesia de Eucharistia: «Mistero della fede!». Quando il sacerdote pronuncia o canta queste parole, i presenti acclamano: «Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo
la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta». In queste o simili parole la Chiesa, mentre addita il Cristo nel mistero della sua Passione, rivela anche il suo proprio mistero: Ecclesia de Eucharistia. In questo dono Gesù Cristo consegnava alla Chiesa l’attualizzazione perenne del mistero pasquale. (n. 5).
L’Eucaristia è il sacramento che rende presente la Pasqua di Gesù, donandoci la possibilità di riviverla in ogni tempo e in ogni luogo per riceverne i frutti e condividere la novità di vita del Risorto. La Chiesa considera l’Eucaristia il tesoro più prezioso lasciatole da Cristo a nutrimento, sostegno, unità per l’intero corpo ecclesiale, che viene assimilato al Signore nella condivisione del dono di sé e della vita senza fine che scaturisce da questo amore. Siamo tutti riportati al Calvario per cogliere dall’albero della croce il frutto della redenzione. L’Eucaristia ci pone di fronte alla tomba vuota per risorgere con Cristo, diventando popolo sacerdotale, profetico, regale inviato a rendergli testimonianza.