Il silenzio

Gli ultimi giorni che preparano al natale dovrebbero essere più silenziosi. Approfittiamone per un tempo di quiete, di gioia serena che sboccia dall’ascolto, dalla meditazione, dal silenzio. Già Seneca ci ricordava che “le altre forme di allegria non riempiono il cuore, sono esteriori e vane. Credimi, la gioia è austera”. Un altro grande dell’antichità, il filosofo greco Eraclito, in uno dei suoi “Frammenti” raffigura l’anima come una terra sterminata, come un oceano sconfinato che si percorre senza mai ritornare alle stesse acque (“Non potrai bagnarti due volte nelle acque dello stesso fiume”).
Lui parla di “Logos”, il nodo d’oro che tiene insieme tutto il mistero dell’anima.
Allora perché non navighiamo – nel silenzio – nel mare dell’anima alla ricerca di quel “Logos” che per noi ha un nome e un volto, del quale stiamo per festeggiare la sua natività? Spesso invece la nostra nave è sballottata qua e là senza giungere mai all’approdo sicuro. Corriamo senza una meta. Scrutiamo l’orizzonte senza una stella polare. Proviamo, in questi giorni, a stare davanti a Dio in silenzio, magari dicendogli soltanto: “Sono qui”. Stare in silenzio, in abbandono fiducioso senza moltiplicare le parole, in un dialogo di intimità. Stare davanti al Presepio e guardare. Come un bambino, guardare e credere… Il silenzioso sguardo d’amore vale più di mille doni. Un silenzio illuminato dal chiarore della luce di Betlemme da trovare nella profondità dell’anima. Un silenzio che non pretende di soffocare il buio ma lo invita a diventare luce, seppure tenue. Un silenzio benedetto e prezioso con la propria anima, con le miserie e grandezze che forse ignoriamo di custodire nel cuore. Lasciarsi cercare, raggiungere, interpellare da Lui.
È nel silenzio del cuore che Dio parla. “Dio è amico del silenzio” (Madre Teresa).
Vieni Signore Gesù, vieni nel silenzio, Tu ci sei necessario!