La Quaresima conduce ogni cristiano su un sentiero di novità, per vivere una nuova primavera dello spirito. È un sentiero antico, collaudato e tuttavia sempre ricco di scoperte.
Ci induce a scoprire quello che conta veramente, l’essenziale. Apre il nostro cuore all’amore di Dio e del prossimo, e lo strappa alle prigioni dell’egoismo.
In che modo la Quaresima realizza tutto questo? Attraverso il digiuno, pratica antica che riporta armonia nel corpo e gli fa avvertire il desiderio di ciò che conta più di qualsiasi cibo: lui, Dio, la sua presenza, la sua Parola. Il digiuno è una medicina tradizionale, estremamente semplice, ma efficace. Ci fa percepire un po’ di fame perché venga a galla quella fame che troppe volte è coperta dal nostro rapporto consumistico con il cibo. Ed è la fame di senso, di luce, di saggezza, di fraternità.
Attraverso l’elemosina che ci distoglie dai nostri mali, dalle nostre piccole sofferenze e ci fa piegare sull’altro, su chi si trova nel disagio e non sa come fare per andare avanti.
Ci fa conoscere la compassione, che è desiderio di portare insieme all’altro il suo peso.
Ci fa tendere la mano e il cuore. Ci fa scegliere la strada dell’aiuto concreto, ricco di amore e di discrezione.
Attraverso la preghiera che nasce, prima di tutto, dal desiderio di Dio, non dalla ripetizione di formule o dal bisogno di ricevere qualcosa.
Questo desiderio è la fiamma autentica della preghiera, la tiene accesa e viva.
È desiderio di incontrarlo, di ascoltarlo, è tempo “perso” per lui, senza misurare i minuti che passano. Sprofondando in quell’attesa che caratterizza ogni autentico credente che ha sete di Dio. Strade antiche, che anche quest’anno ci vengono proposte. Rimedi buoni per guarire il nostro cuore malato. Proposte semplici ma efficaci, per farci vivere al ritmo di Dio, della sua presenza di gioia e di pace.