Il tempo della Quaresima, occasione speciale, per migliorare e intensificare la preghiera personale, familiare e comunitaria. Anche perché, in questo anno pastorale dedicato alla Santità, siamo pienamente consapevoli che non esiste santità senza preghiera. La preghiera è il respiro dell’anima, è uno stare costantemente alla presenza di Dio tenendo in lui l’affetto del cuore, è un trovare casa nel suo mistero di grazia, un abbandonarsi fiduciosi e grati al suo amore misericordioso, un sentirsi accolti nella sua trascendenza luminosa.
La preghiera è prima di tutto ed essenzialmente un movimento del cuore, un atteggiamento interiore permanente, un sentire Dio e un sentirsi di Dio in ogni momento. Come tale, la preghiera accompagna l’intera esistenza. È incessante. A questo esorta san Paolo quando, scrivendo ai cristiani di Tessalonica, dice: «Siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è la volontà di Dio in Cristo Gesù». La preghiera fa da sfondo a un agire che diviene culto spirituale e abbraccia l’intera esistenza.
La testimonianza più bella della preghiera viene da Gesù stesso, il Figlio amato che tutto riceve dal Padre
e tutto dona a lui. «Io e il Padre siamo una cosa sola», dice Gesù ai suoi discepoli. Una simile comunione trova la sua espressione più alta nell’obbedienza di Gesù al Padre, che suppone una totale sintonia.
Le parole della preghiera di Gesù che troviamo nei Vangeli ne sono la testimonianza. Ogni invocazione che viene riportata nei Vangeli prende avvio con la stessa parola: «Padre!». Acquista poi una propria forma a seconda del sentimento che la accompagna. «Ti rendo lode Padre, Signore del cielo e della terra»; «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!»; «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno»; «Padre nelle tue mani consegno il mio spirito»; «Padre, glorifica il tuo nome»; «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi».
Il desiderio di mantenersi in costante comunione con Dio porta necessariamente a riservare dei momenti nei quali dedicarsi totalmente ed esclusivamente alla preghiera. Lo spirito di preghiera esige tempi di preghiera, momenti nei quali raccogliersi in silenzio per discendere nel nostro mondo interiore e ascoltare la voce amica di Dio. I Vangeli ci dicono che Gesù trascorreva notti intere in preghiera.