Tempo di Avvento: la Speranza non delude

La speranza non delude! San Paolo più volte ha saggiato l’amaro della delusione, il fallimento della predicazione rimanendone sempre forte nella speranza che Dio era con lui, il figlio Gesù Cristo lo arricchiva per annunciare nell’amore la lieta parola di Dio.
Cos’è la speranza cristiana? Per chiarire l’idea di speranza ci facciamo aiutare dalle parole del catechismo della chiesa cattolica che dice: “La speranza è la virtù teologale per la quale desideriamo il Regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci non sulle nostre forze, ma sull’aiuto della grazia dello Spirito Santo… La virtù della speranza risponde all’aspirazione alla felicità, che Dio ha posto nel cuore di ogni uomo… salvaguarda dallo scoraggiamento; sostiene in tutti i momenti di abbandono; dilata il cuore nell’attesa della beatitudine eterna”.
All’inizio del nuovo anno liturgico non possiamo non iniziare con la Speranza che ci porta a credere e confidare nell’amore di Dio. Sperare per il cristiano è un obbligo, sperare diventa stile di vita, scuola per un cristianesimo che ancora può dire la sua in un mondo profondamente cambiato.
La speranza ci ha sorretto e ci sorregge, soprattutto nei momenti di difficoltà, di fatica, di prova, di delusione.
Per questo nel tempo di Avvento il cristiano entra nel portico della speranza, dove trova forza per leggere la vita e il mondo con occhi diversi, pieni e desiderosi di Dio.
Se Dio viene abbandonato, la speranza diventa interesse personale, proprio tornaconto, con Dio la speranza diventa vita, bellezza, concordia.
Nell’attesa della nascita del figlio di Dio deve crescere il senso dell’attendere come momento di profondo desiderio della ricchezza dei doni divini.
Si, la preparazione al Natale è prepararsi a capire che sperare è possibile solo se si accoglie la Parola che diventa carne, il Dio che si fa bambino, l’Amore che diventa luce per gli uomini.
Favorire l’entrata di Dio nella nostra storia è darle ancora, oggi, un salvatore.
Il poeta Mario Luzi scrisse prima di morire alcuni versi in cui immagina la speranza come un bulbo che vuole nascere e germogliare:
“Vorrei arrivare al varco con pochi, essenziali bagagli, liberato dai molti inutili,
di cui l’epoca tragica e fatua ci ha sovraccaricato…
E vorrei passare questa soglia sostenuto da poche,
sostanziali acquisizioni
e da immagini irrevocabili per intensità e bellezza
che sono rimaste come retaggio.
Occorre una specie di rogo purificatorio del vaniloquio cui ci siamo abbandonati
e del quale ci siamo compiaciuti.
Il bulbo della speranza, ora occulto sotto il suolo ingombro di macerie non muoia,
in attesa di fiorire alla prima primavera”

Maria la madre della nostra speranza, guidi i nostri passi verso il giorno in cui nasce l’Amore!