Novena di Natale

La speranza in Cristo è qualcosa che ha inizio con la sua venuta nel mondo ma che, con largo anticipo, profeti e patriarchi hanno predetto e sempre annunciato alle diverse generazioni. Vogliamo, con questa novena in preparazione al Natale, coltivare questa Speranza. La speranza in colui che già c’è, ma che dovrà ritornare, è anticipata da segni grandiosi, come la Stella nel cielo che guida i Magi, il mutismo di Zaccaria e la sterilità guarita di Elisabetta, ma anche da segni umili, come la scelta di una giovane ragazza quale madre del Messia, il sogno di Giuseppe e la nascita di Gesù in una mangiatoia. Il cammino verso il Natale è un percorso fatto di storie umane che attendono il Re e ripongono in lui tutte loro attese e le loro speranze. Le generazioni di oggi sono piene di titubanze per il loro futuro e l’incertezza del domani genera in loro non poche difficoltà e malesseri. L’atteggiamento della speranza, può offrirci occhi nuovi e incoraggiarci nel nostro cammino, trasformando gli ostacoli in sfide e l’ignoto in esplorazione.
La Novena, ulteriore occasione offertaci in questi giorni per vivere con la speranza nel cuore ed imparare ad avere fiducia in colui che ci ama e ha dato la vita per noi.

Siamo chiamati all’amore; è questa la nostra vocazione di prendiamo consapevolezza se c lasciamo guarire il cuore da Cristo. Rinnovati dal Suo amore possiamo guardare in maniera nuova alla nostra vita, apprezzare le piccole cose di ogni giorno e vivere in pienezza; solo così può emergere la verità su di noi, su Dio e sui fratelli che richiede l’umiltà. Abbiam bisogno di riscoprire la virtù dell’umiltà per non camminare nell’inganno, nel delirio onnipotenza e nella menzogna che ci fanno sprofondare nel male. “Nelle sue Beatitudini Gesù parte proprio da loro: Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli (Mt 5,3). È la prima Beatitudine perché sta alla base di quelle che seguono: infatti la mitezza, la misericordia, la purezza di cuore nascono da quel senso interiore di piccolezza” (Pap Francesco). La forza di ricominciare e di rinasce si trova nella capacità di apprezzare e valorizzare le cose semplici, la nostra quotidianità e i nostri doni. La ricchezza della grazia è un “tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Di e non da noi” (2 Cor 4,7). Siamo come i vasi di creta; avere consapevolezza della nostr debolezza ci preserva dal rischio di falsificare la nostra immagine, di svendere la nostra felicità e di non valorizzare i nostri doni. Come possiamo valorizzare i nostri carismi?