Martedì 23 Settembre facciamo memoria di un santo che è diventato universale: San Pio da Pietrelcina. Questo piccolo è semplice frate Cappuccino è diventato un compagno di viaggio per migliaia di uomini e donne che in lui hanno trovato un’intercessione, una guida, uno strumento di conversione, un’esperienza di misericordia. Eppure egli avrebbe desiderato passare tutta la sua vita nel totale nascondimento, ma gli è toccato in sorte stare sul palcoscenico della storia guardato da tutti, esaltato e accusato con la stessa intensità. Lui si definiva soltanto “un povero fraticello che prega”, ma la povertà di questo frate è tutta nella ricchezza del suo amore per Cristo.
Non a caso è stato il primo sacerdote Santo stigmatizzato nella storia della Chiesa. Quei segni della passione non erano su di lui come semplici segni di sofferenza, ma come testimonianza del suo totale essersi conformato a Cristo. San Pio ha amato da morire la gente che a lui si è rivolta, e per essi ha offerto e sofferto tutte le pene possibili pur di guadagnarli a Cristo.
Non è santo perché aveva le stimmate, ma è santo per come ha amato.
Tutta la sua vita altro non è stata se non una lunga spiegazione del Vangelo.
Infatti quest’uomo ha cercato di vivere la propria vita spalancando se stesso a tutto l’amore di Dio fino al punto di voler essere associato alla stessa passione di Cristo. L’amore vero desidera la condivisione totale della vita dell’altro. San Pio ha passato la vita amando ciò che amava Cristo. E che cosa amava Cristo? I peccatori, i poveri, gli afflitti, i disperati, i malati.
Tutta la vita di San Pio è stata un soccorrere il dolore del mondo che ha incontrato.
È così che si spiega il lungo apostolato nel confessionale, gli innumerevoli miracoli anche nelle piccole cose della vita della gente, e in fine il desiderio di un ospedale che fosse sollievo per la sofferenza di molti.
“Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che, dopo aver ascoltato la parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza”.