Apertura oratorio: perché non rimanga un forte desiderio

Ci siamo trovati domenica 2 maggio alle ore 16.00 in chiesa per organizzare l’apertura dell’oratorio, resa possibile dopo essere passati in zona gialla. La volontà e il desiderio di spalancare i cancelli è in noi molto vivo come in tanti ragazzi e familiari. Lo possiamo, lo vogliamo fare, certamente seguendo le normative, sempre impegnative, ma non impossibili. Per passare dal desiderio all’azione concreta, oggi siamo nelle condizioni in cui è necessario l’aiuto, la disponibilità di parecchie persone. Purtroppo con le 6 persone presenti alla riunione non era possibile aprire con continuità. Probabilmente molti avrebbero voluto esserci, ma impossibilitati da altri impegni. Se veramente esiste nelle persone una reale volontà di impegno e disponibilità, possono contattarmi. Oggi più che mai abbiamo bisogno, per riaprire subito. Grazie

Chiarimenti in merito alle zone e alle aperture dei bar degli oratori

Carissimi, con il passaggio alla zona gialla di alcune regioni, e in particolare di quelle in cui “NOI Associazione” è più presente, sono circolati – ma non da parte nostra – alcuni comunicati circa la riapertura dei bar degli oratori che necessitano però di ulteriori interpretazioni e di precisazioni. I bar che “NOI Associazione” gestisce all’interno delle strutture oratoriali si configurano come entità a sé stanti rispetto alla parrocchia stessa (infatti sono dotati di un codice fiscale differente) e non sono per nulla assimilabili ad un bar commerciale (il bar della parrocchia, per essere commerciale, deve avere registratore di cassa, registri IVA, ecc). Il bar del circolo è inoltre beneficiario di una decommercializzazione dei corrispettivi qualora l’attività venga svolta nei confronti dei soci; tale funzione deve comunque essere esercitata in forma secondaria rispetto a quella istituzionale, detta principale (attività educative, ricreative, ecc…). Assunto ciò, le attuali disposizioni vietano le attività ricreative e aggregative (attività principali) escludendo di fatto le attività ad esse collegate (comprese le secondarie). Per questa ragione non è ancora possibile aprire i bar dei circoli e pertanto anche i nostri bar dovranno rimanere chiusi. Tale divieto è contenuto nell’art. 1, comma 10, lett. f) D.P.C.M. del 14 gennaio 2021 (richiamato dall’Ordinanza del Ministro della Salute del 29 gennaio u.s.) che dispone la sospensione, su tutto il territorio nazionale, delle attività dei centri culturali, centri sociali e centri ricreativi. In queste categorie rientriamo anche NOI. Capisco molto bene quali disagi porti con sé tale incomprensibile e danneggiante scelta. Posso assicurarvi che tutto il comparto associativo ha manifestato, già da tempo, tutto il proprio disappunto rispetto a questa discriminazione. Ringraziandovi del prezioso e meticoloso lavoro svolto, sono fiducioso che i nostri oratori torneranno presto ad essere vivi, allegri e ricchi di iniziative e proposte.

Un caro saluto.

Luca Uberti Foppa

Segretario Nazionale

Chiusura dell’Oratorio

L’ultimo decreto approntato dal Governo per contrastare la pandemia da coronavirus limita fortemente l’attività dei circoli e quindi anche quella del nostro oratorio, che appartiene a tale categoria. La nuova normativa, infatti, determina la sospensione della somministrazione di alimenti e bevande sia ai soci sia a frequentatori occasionali. E’ quindi impossibile proseguire con la normale attività del bar dell’oratorio, che aveva riaperto grazie all’impegno di alcuni volontari. Il decreto non impedisce l’utilizzo degli spazi per attività di religione e di culto e, di conseguenza, il salone dell’oratorio potrà continuare a essere utilizzato per gli incontri di catechesi. La legge prevede la possibilità dell’utilizzo dei soli spazi esterni, ma, vista la chiusura del bar e la necessaria sorveglianza perché siano attuate le norme del distanziamento sociale, si è deciso di interrompere momentaneamente la frequentazione dell’intero sito fino al 24 novembre come indicato nel decreto.

L’oratorio riapre

L’oratorio può ripartire, grazie all’impegno dei volontari che si sono resi disponibili dopo la riunione dello scorso 27 settembre. La prima apertura sarà domenica 11 ottobre, dalle 15.30 alle 19.00. Poco prima, alle 15.00, i volontari si incontreranno per organizzare insieme la gestione della ripresa dell’attività, che, naturalmente, sarà soggetta alle norme anti-covid. Rispetto alle indicazioni precedenti, c’è stato un cambiamento favorevole. All’oratorio sarà consentita la libera frequentazione e non sarà più necessario partecipare solo ad attività organizzate. Le norme di igiene e di comportamento che saranno indicate agli utenti dai volontari devono essere seguite scrupolosamente e senza alcuna eccezione. Non è ancora disponibile un calendario organizzato delle aperture, ma confidiamo che sarà presto possibile compilarlo. 

Una nuova riapertura

Don Giuseppe e i Consigli Parrocchiali stanno lavorando insieme per pensare una riapertura degli spazi dell’oratorio, la cui chiusura si è protratta per diversi mesi a causa dell’emergenza sanitaria. Purtroppo, le norme da seguire per ricominciare a usufruire della struttura sono molto rigide, addirittura in misura maggiore rispetto a quelle utilizzate per gli altri locali con frequenza del pubblico. Proprio per questo ci sono limiti oggettivi che momentaneamente limitano l’utilizzo degli spazi alle attività sportive organizzate. Per pensare insieme al futuro e, soprattutto, per trovare nuovi volontari, indispensabili in questa fase, vi invitiamo a una riunione fissata per domenica 27 settembre, alle 17, in chiesa. Il fatto di costituire un gruppo di persone che possa gestire in sicurezza l’oratorio è condizione indispensabile per la riapertura. 

Sospensione delle attività estive

Vista l’emergenza sanitaria che ci ha profondamente colpito, il consiglio dell’oratorio in linea con i decreti emanati dal governo e le linee guida della Diocesi, ha deciso di sospendere per questa estate le iniziative in programma.

Non si svolgerà il GREST e non si farà il CAMPOSCUOLA.

È stata un decisione difficile e molto sofferta perché crediamo fermamente nella valenza educativa di queste esperienze, ma siamo stati costretti dagli eventi a procedere in questa direzione.

Alle famiglie che avevano già iscritto i loro figli al camposcuola versando la caparra comunichiamo che i soldi verranno restituiti appena possibile.