Ucraina, papa Francesco: ho un grande dolore…

Preghiera e digiuno per la pace

L’appello a credenti e non credenti

Papa Francesco sa che la politica non basta a cambiare i cuori, solo Dio può farlo, si rivolge quindi a tutti invitando credenti e non credenti ad unirsi in una supplica corale per la pace: Gesù ci ha insegnato che alla insensatezza diabolica della violenza, si risponde con le armi di Dio, con la preghiera e il digiuno.
Invito tutti a fare 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, una giornata di digiuno per la pace.
Incoraggio in modo speciale i credenti perché in quel giorno si dedichino intensamente alla preghiera e al digiuno. La Regina della Pace preservi il mondo dalla follia della guerra.

Mercoledì delle ceneri

II rito delle Ceneri dà inizio al tempo di Quaresima. Siamo invitati a cambiare il nostro cuore, a tornare a Dio, ad abbandonare ciò che non è bene per noi, a cambiare qualcosa nella nostra vita.
La Quaresima è un cammino di 40 giorni e ci conduce per mano alla Pasqua.
Viviamolo come tempo favorevole di grazia e di conversione.
Il mercoledì delle ceneri è sicuramente un appuntamento vissuto da tante persone della nostra comunità
parrocchiale con intensità e offre la possibilità di dare l’intonazione giusta al cammino di quaresima.
La nostra comunità si riunisce in questo importante momento dell’anno liturgico per “cambiare registro”
e intraprendere una strada di conversione che conduce fino alla Pasqua del Signore Gesù.
L’imposizione delle ceneri sul capo va vissuta perciò come un forte gesto di penitenza e di desiderio di tornare al Signore che deve corrispondere ad un atteggiamento del cuore.

Educare alla salute, educare alla vita (2)

Oggi siamo immersi in una “religione della salute”: non Dio, ma la salute individuale assurge a indiscusso “bene massimo”. Salvezza e redenzione non sono più attese in un qualche “al di là”, ma qui ed ora. Certo, deve essere evitato il pericolo di cadere nell’estremo opposto, e cioè in un disprezzo della salute basato sul disprezzo del corpo. Il cristianesimo ha creduto fin dal principio, con sconcerto dei filosofi neoplatonici, all’incarnazione di Dio; per questo il corpo, quale “Tempio dello Spirito Santo” (1Cor 6,19), è degno di una grande importanza e merita di essere curato in strutture adeguate e ospitali, quei luoghi di carità che da sempre la Chiesa si è impegnata ad attuare.
Così, la salute del corpo, anche se non è il bene massimo, è comunque indiscutibilmente un valore molto importante. Le guarigioni operate da Gesù ne sono una dimostrazione.
Mai però, nell’intera tradizione cristiana, la salute ha rappresentato il massimo valore.
Essendo la salute un bene essenziale della persona, è ragionevole e doveroso che la società si impegni per riconoscere e promuovere per ognuno il diritto alla salute.
L’espressione diritto alla salute, tuttavia, non può indicare il diritto ad essere in salute, perché la condizione di salute spesso non è conseguibile attraverso la medicina o altri mezzi umanamente accessibili. Esiste, piuttosto, il diritto ad essere aiutati dalla società e dalla medicina socializzata a riacquistare o conservare la propria salute.

Con la parola e con l’esempio, nella quotidianità dei rapporti e delle scelte e mediante gesti e segni concreti, i genitori iniziano i loro figli alla libertà autentica, che si realizza nel dono sincero di sé, e coltivano in loro il rispetto dell’altro, il senso della giustizia, l’accoglienza cordiale, il dialogo, il servizio generoso, la solidarietà e ogni altro valore che aiuti a vivere la vita come un dono.
L’opera educativa dei genitori cristiani deve farsi servizio alla fede dei figli e aiuto loro offerto perché adempiano la vocazione ricevuta da Dio.