I progetti grandi non si compiono con un colpo di bacchetta magica, senza ostacoli e senza problemi: essi maturano, invece, giorno dopo giorno, con il sole e con la pioggia, nelle tenebre e nella luce, in mezzo alla nebbia e sotto il gelo. Per questo, Gesù, tu ci chiedi di vivere il tempo dell’attesa: tempo in cui il seme, caduto nella terra, deve marcire per far nascere una nuova pianta, tempo in cui il bene cresce, al di là di qualsiasi apparenza, perché porta in sé una forza segreta che niente può annientare, tempo di una pazienza solerte, di una fedeltà operosa che non cede alla stanchezza.
Per questo, Gesù, tu ci additi l’atteggiamento saggio del contadino, sicuro della fecondità del terreno e di ciò che vi ha seminato, certo che il raccolto verrà e sarà al di là di ogni più rosea previsione.