Giornata mondiale dei poveri (1)

«Viviamo un momento storico che non favorisce l’attenzione verso i più poveri. Il volume del richiamo al
benessere si alza sempre di più, mentre si mette il silenziatore alle voci di chi vive nella povertà. 
I poveri diventano immagini che possono commuovere per qualche istante, ma quando si incontrano in carne e ossa per la strada allora subentrano il fastidio e l’emarginazione. La fretta, quotidiana compagna di vita, impedisce di fermarsi, di soccorrere e prendersi cura dell’altro». L’attenzione al povero, a chi vive qualsiasi forma di povertà, è il nucleo del Vangelo e la prova dell’autenticità della nostra fede.
Scommettiamo sul mistero che ci ha rivelato Gesù: la Sua presenza in ogni povero.
E lasciamoci provocare dalla Sua Parola: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Entrare in relazione col povero è un’esperienza mistica, è accostarsi al Dio Vivente capovolgere il nostro modo di guardare alla vita, scuotendo da noi l’indifferenza. Lasciamoci provocare dalla semplicità – e, al contempo, profondità – di questa proposta, e chiediamo insieme allo Spirito che risvegli in noi il desiderio di rispondere alla Sua chiamata ad amare ognuno, senza distinzioni.
E chiediamo nuova passione e creatività per dare risposte concrete al grido dei poveri che sale incessante.