Io sono il dormiente. Sono uno dei pastori che hanno saputo della nascita straordinaria di un Bambino a Betlemme. Tutti insieme abbiamo lasciato il gregge con soli 2 o 3 guardiani quella notte, e siamo andati lì, davanti alla mangiatoia, per vedere coi nostri occhi cosa stava accadendo.
Ogni volta che guardi un presepe mi vedi steso a terra e dormire con indosso un giaccone di pelle di pecora senza maniche e un bastone sottobraccio. Spesso sogno quella notte straordinaria, mi rivedo in quel paesaggio con la greppia, il muschio, il fiumicello e quasi mi ritrovo assieme all’uomo con la lanterna, all’incantato, alla donna col bambino in braccio e, ovviamente, al Bimbo appena nato, a Maria e Giuseppe, al bue, all’asinello e ai Magi.
Mi vedi sdraiato perché spesso sono cotto dal caldo e dalla fatica del lavoro; portare al pascolo le pecore è un lavoro pesante. A dir la verità però, alcune volte mi addormento perché alzo un po’ troppo il gomito: quando succede mi vedi con le guance arrossate e un fiasco di vino vuoto in mano.
Io sono il dormiente. E nel presepe c’è spazio anche per me che, dormendo, non ho ben capito cosa sia successo quella notte e anche oggi a chi me lo chiede non so bene cosa rispondere!
Nel presepe c’è spazio anche per me, che non ho ancora imparato a gestire le mie debolezze e i miei capricci e che, a volte, mi lascio prendere dagli eccessi. Nel presepe c’è spazio anche per me, che sembro indifferente a tutto perché tengo gli occhi chiusi mentre tu li hai aperti.
E non immagini quanto mi piacerebbe che tutti trovassimo il nostro posto nel presepe, qualunque siano le scelte di vita che abbiamo fatto!
Io sono il dormiente e tu chi sei?