Via Crucis di Cristo, via Crucis dell’Uomo

Via di spogliazione, umiliazione, di abbassamento, di Kenosi fino alla polvere. Via dell’uomo abbandonato, “ferito e mezzo morto”, in cammino sulle strade della speranza.
Nell’itinerario di preghiera, meditazione e contemplazione della Via Crucis, mentre è descritta l’esperienza “fallimentare” della vita del Gesù storico, è offerta a tutti noi, una luce (o lo stile) di come vincere gli tsunami della storia e della vita: restare ancorati, come Cristo, alla fedeltà dell’amore del Padre, che “non abbandona il suo Consacrato”.
“Fare la via Crucis”, significa fare sosta! La via del Golgota è una strada che si percorre a passo lento, a velocità ridotta! Nel breve tratto che dal Pretorio giunge al Gòlgota, per Gesù non sono ammesse distrazioni. Il suo passo faticoso, prima di giungere in cima, cerca ancora! Cerca gli occhi di Petro per rivestirlo del “mantello della giustizia”; il volto delle donne in pianto, per consolarle; l’amico dell’ultim’ora, Simone di Cirene; il ladrone pentito, primo invitato al banchetto del regno della vita, il paradiso; Giovanni, il “discepolo amato”, a cui consegnare la Madre.
Così, il Maestro, vero Samaritano della storia, “che nella sua vita mortale passo sanando e beneficando tutti”, anticipa nei gesti e parole della via Crucis, i frutti della Pasqua, primavera dello Spirito, profumo di giorni nuovi. Così, l’olio e il vino della Pasqua, tornano a inebriare il cammino dell’uomo, “oltre il buio della siepe” (G. Leopardi), il mattino della speranza!

Venerdì 8 marzo la via Crucis della sera (ore 21.00)
Sarà animata dall’ASD Oratorio san Fiorano, all’oratorio.