L’impazienza non è evangelica (2)

È doveroso interrogarsi se sia possibile soprattutto per i più giovani aver fiducia nel futuro. Sembra infatti che risulti molto difficile impegnarsi in una scelta precisa e coerente per “qualcosa” che può essere colta solo con la fatica, con l’impegno, con la fiducia, con i tempi lunghi. Per molti giovani – ma vale un po’ per tutti – appare troppo difficile guardare avanti e collocare le scelte personali in una prospettiva temporale a lungo periodo. Occorre infatti esercitare la pazienza, che viene però considerata una perdita di tempo, un’anticaglia. Sembra che oggi non sia possibile permetterci la pazienza, la virtù più incompresa e inattuale. Anche perché l’opinione diffusa confonde la pazienza con l’inerzia, con un compromesso al ribasso o, peggio, con una sconfitta, una resa passiva ai fatti che accadono. Mentre l’impazienza, magari dimostrata con parole dure e con gesti di collera, viene intesa come una risposta pronta e risoluta, un segno di forza, di determinazione del carattere.