La scuola è ripartita…

L’anno scolastico è partito. Quando si intraprende un cammino però, non si può avere la pretesa di avere tutto pianificato e di riuscire a tenere tutto sotto controllo. Ci accorgiamo che l’imprevisto e l’inedito fanno parte dell’esperienza stessa del viaggiare. Viaggia solamente chi ha dentro di sé il desiderio di scoprire qualche cosa di nuovo che riguarda sé e gli altri. Non solo: il viaggio ci fa prendere consapevolezza dei nostri limiti e di aver bisogno certamente dell’aiuto di qualcuno, per arrivare a destinazione. Si va a scuola per imparare. Non si deve avere paura nel riconoscere le proprie fragilità, a farsi aiutare a superarle per apprendere sempre di più e meglio. Ogni fatica, ogni difficoltà, se riconosciuta come tale, non è da leggere come un ostacolo, ma come un’occasione.
La scuola è occasione propizia per imparare a percorrere la strada della vita, della crescita, della conoscenza, imparando a misurarsi con le proprie fatiche, scoprendo che l’umiltà è la via della perfezione.
Il più grande e necessario insegnamento è il valore del rispetto che non tollera nessuna forma di presunzione e di maleducazione, che non pretende nulla, e che riconosce nell’altro non un nemico, un rivale, ma un fratello dell’avventura stupenda della vita.
Il compito più affascinante è quello di proporre una didattica che attraverso lo studio delle materie conduca gli alunni a riscoprire il valore immenso della persona, ricordando come la debolezza sia il vero trampolino di lancio per un futuro promettente. Non bisogna avere paura, né incertezza, nel richiamare chi si atteggia in modo superbo, ricordando la via dell’educazione e dell’umiltà. La scuola proponga modelli di vita umili, evidenziando come i grandi scienziati siano arrivati alle loro scoperte attraverso la via dell’umiltà e dello stupore. Di fronte ad ogni risultato non pienamente positivo, indicare da subito la strada per il miglioramento. Come un marinaio che conosce i punti di forza e di debolezza delle sue vele, anche in questo anno scolastico si affronterà la navigazione che sta davanti, consapevoli che il vento che gonfia le vele a volte le metterà a dura prova, a volte servirà per sospingerle nel momento della fatica e a volte invece sarà quella brezza leggera che in modo lieve, ma costante, conduce l’imbarcazione al porto sicuro.
Anche Gesù sulla barca, nel pieno della tempesta, rimprovera i suoi discepoli che non hanno fede in lui. Lui si addormenta nel pieno della tempesta per smorzare il loro orgoglio e risvegliare in loro la consapevolezza della loro umanità. Così si legge nel Vangelo di Matteo: “Essendo poi salito su una barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco scatenarsi nel mare una tempesta così violenta che la barca era ricoperta dalle onde; ed egli dormiva”. Allora, accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!».
Sì! È perduto l’uomo che non si affida, che crede di bastare a sé stesso, che non si apre all’aiuto fraterno e all’azione dello Spirito. Affidiamo il nuovo anno scolastico a Maria e affidiamo tutti alla grazia sanante dello Spirito perché sospinga con la sua forza la debolezza della vita. Ci basti la Sua grazia, che sgorga proprio dalla nostra fragilità e debolezza. Buon anno scolastico a tutti.