Solennità S. Giuseppe ci insegna la via della Giustizia

Il Vangelo ci presenta la figura di Giuseppe come «un uomo giusto». Egli si è fidato di ciò che il Signore gli ha rivelato e ha accolto la sua sposa Maria. La giustizia è una virtù importante, fondamentale, per la vita umana ed è la costante e ferma volontà di dare a ciascuno il suo. È una virtù della volontà, corrisponde al voler bene – volere il bene dell’altro, il bene della società – e questo porta ad un comportamento retto e onesto. Molte volte sentiamo nei casi di cronaca che i parenti delle vittime vogliono giustizia, ma sembra che la giustizia debbano farla gli altri; dobbiamo imparare invece che ognuno di noi deve fare giustizia – non aspettare che altri compiano delle opere giuste – io devo essere giusto in tutto ciò che faccio.
La giustizia è volere il bene e dare a ciascuno quello che gli è dovuto. Pertanto ci accorgiamo che molti nostri atteggiamenti, anche nei piccoli, sono invece segnati dall’ingiustizia: imbrogliare durante un gioco, ingannare con una menzogna è un danno che facciamo all’altro, è un’azione ingiusta. Sono piccole cose, ma sono sbagliate. Dobbiamo imparare nelle piccole cose di tutti i giorni a essere giusti e precisi.
Il mondo dell’economia, dei soldi, è segnato da una quantità immensa di ingiustizie: le truffe, gli imbrogli,
i furti, le rapine, le omissioni di offerta; per fare soldi si commettono facilmente ingiustizie, si compiono azioni sbagliate, perché c’è un ideale superiore: quello del denaro. Vogliamo imparare a essere persone oneste, giuste nei conti, anche nelle piccole cose, anche nelle relazioni con gli altri – i figli coi genitori, fra marito e moglie, nei conti della spesa, nei piccoli acquisti. La giustizia entra in tutte le nostre attività.
La giustizia può essere violata anche con le parole: la maldicenza, il disprezzo per qualche persona, il pettegolezzo; la calunnia è una violazione della giustizia, perché non viene dato l’onore a quella persona, ma le viene tolto … è perciò un danno. Dire bugie o cattiverie contro le persone è una azione ingiusta.
Allora dobbiamo imparare sempre di più a essere corretti nei pensieri (non pensiamo male del prossimo!), nelle parole (non diciamo cose cattive degli altri!), nelle azioni (non inganniamo!), proprio perché vogliamo essere coerenti e trasparenti, dando a ciascuno ciò che gli è dovuto. Ma non dimentichiamo che anche a Dio dobbiamo qualcosa – anzi – dobbiamo tutto! La virtù della giustizia nei confronti di Dio si chiama religione: l’atteggiamento religioso che considera Dio e gli dà attenzione, gli offre gratitudine, riconoscenza è atteggiamento giusto, perché Dio se lo merita proprio. Non prendere in considerazione Dio, non dargli tempo, non dargli affetto, è al contrario ingiustizia, è come ingannare la nostra natura. Giuseppe – uomo giusto – era tale non solo perché faceva i conti in regola, ma perché, ascoltando il Signore, gli ha obbedito e si è fidato. È un uomo giusto perché è un uomo di fede, un uomo obbediente. Ecco un altro settore importante della giustizia: l’obbedienza … dovuta ai genitori, a coloro che ci guidano, che di educano, che ci governano nella vita. L’obbedienza è un dovere di giustizia ed è un atteggiamento che, già da bambini, rischia di essere proprio la fonte di peccato. Il peccato più comune che confessano i bambini è infatti di essere disobbedienti, di rispondere male ai genitori, ma è l’atteggiamento comune che manteniamo anche da grandi! Non nel caso dei genitori, ma l’obbedienza ci dà fastidio. Anche l’obbedienza a Dio … e se potessimo, risponderemmo male anche a Lui … e qualche volta lo facciamo. La giustizia come virtù umana ci insegna a volere bene a Dio, a riconoscerlo come creatore e salvatore, e a obbedirgli in tutto, non quando ci fa comodo, in tutto! È l’obbedienza della fede che ci salva. San Giuseppe ascolta quella parola divina che lo riguarda in prima persona e gli chiede un sacrifico, un coraggio enorme: egli obbedisce.
Perciò è un grande maestro per noi. Chiediamo al Signore che ci aiuti in questo tempo di Quaresima a diventare più umani. E quando le persone sono più umane, più giuste, più moderate, si vive molto meglio. Il mondo nuovo lo creiamo noi! Gesù è venuto per creare un mondo nuovo attraverso di noi; ognuno di noi si ripeta: “Voglio giustizia” — cioè voglio fare giustizia io per primo: se gli altri non la fanno, pazienza, io voglio essere giusto!