Qual è il significato di questo titolo mariano?

Maria Madre della Chiesa

Qual è la motivazione di questa celebrazione?

«Il Sommo Pontefice Francesco», si legge nel decreto, «considerando attentamente quanto la promozione di questa devozione possa favorire la crescita del senso materno della Chiesa nei Pastori, nei religiosi e nei fedeli, come anche della genuina pietà mariana, ha stabilito che la memoria della beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, sia iscritta nel Calendario Romano. Questa celebrazione ci aiuterà a ricordare che la vita cristiana, per crescere, deve essere ancorata al mistero della Croce, all’ oblazione di Cristo nel convito eucaristico, alla Vergine offerente, Madre del Redentore e dei redenti».

Si legge nel decreto: «La gioiosa venerazione riservata alla Madre di Dio dalla Chiesa contemporanea, alla luce della riflessione sul mistero di Cristo e sulla sua propria natura, non poteva dimenticare quella figura di Donna la Vergine Maria, che è Madre di Cristo e insieme Madre della Chiesa. Ciò era già in qualche modo presente nel sentire ecclesiale a partire dalle parole premonitrici di sant’ Agostino e di san Leone Magno. Il primo, infatti, dice che Maria è madre delle membra di Cristo, perché ha cooperato con la sua carità alla rinascita dei fedeli nella Chiesa; l’ altro poi, quando dice che la nascita del Capo è anche la nascita del Corpo, indica che Maria è al contempo madre di Cristo, Figlio di Dio, e madre delle membra del suo corpo mistico, cioè della Chiesa. Queste considerazioni derivano dalla divina maternità di Maria e dalla sua intima unione all’ opera del Redentore, culminata nell’ ora della croce. La Madre infatti, che stava presso la croce, accettò il testamento di amore del Figlio suo ed accolse tutti gli uomini, impersonati dal discepolo amato, come figli da rigenerare alla vita divina, divenendo amorosa nutrice della Chiesa che Cristo in croce, emettendo lo Spirito, ha generato. A sua volta, nel discepolo amato, Cristo elesse tutti i discepoli come vicari del suo amore verso la Madre, affidandola loro affinché con affetto filiale la accogliessero. Premurosa guida della Chiesa nascente, Maria iniziò pertanto la propria missione materna già nel cenacolo, pregando con gli Apostoli in attesa della venuta dello Spirito Santo. In questo sentire, nel corso dei secoli, la pietà cristiana ha onorato Maria con i titoli, in qualche modo equivalenti, di Madre dei discepoli, dei fedeli, dei credenti, di tutti coloro che rinascono in Cristo e anche di “Madre della Chiesa”.

Il 3 marzo 2018, con un decreto pubblicato dalla Congregazione del Culto divino, 
papa Francesco ha iscritto nel Calendario romano la memoria obbligatoria 
della beata  Vergine Maria Madre della Chiesa fissandola al lunedì dopo la domenica di Pentecoste. 

Degna dimora dello Spirito Santo

Sono tre i momenti nei quali, in modo tutto particolare, lo Spirito Santo scende con la sua potenza divina d’amore sulla Madonna e compie in Lei le sue meraviglie: l’Immacolata Concezione, l’Annunciazione e la Pentecoste.
Lo Spirito Santo agisce in Maria fin dal primo istante della sua concezione nel seno materno: la libertà dal peccato originale, la redime in modo sublime in vista dei meriti del mistero pasquale di Gesù e la colma della sovrabbondanza dei suoi doni. La Madonna diviene “degna dimora dello Spirito Santo” che regna in Lei nella maniera più perfetta e la rende “Immacolata”: non solo assenza di peccato, ma pienezza di grazia. «La Madonna è plasmata e formata come nuova creatura» dallo Spirito Santo. Quando l’Angelo Gabriele le appare la saluta senz’altro: «Ave, o Maria, piena di grazia». La Potenza dello Spirito Santo rende la Madonna capace di un abbandono totale alla parola di Dio ed Ella pronuncia il suo “Eccomi”, il suo “Fiat”. La Chiesa ha raccolto questo momento essenziale della nostra salvezza e nel simbolo della fede ci fa pregare: «Per opera dello Spirito Santo, [Gesù] si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo» (Credo). Nel giorno della Pentecoste troviamo Maria con gli Apostoli nel cenacolo, implorante con le sue
preghiere il dono dello Spirito Santo. Anche Maria riceve la sovrabbondanza dello Spirito Santo e diviene un miracolo di grazia e di amore: la sua santità tocca le soglie dell’infinito.

Sotto il segno dello Spirito Santo

Tutta la vita della Madonna, come la vita terrena di Gesù, è posta sotto il segno dello Spirito Santo.
È lo Spirito che infiamma il cuore di Maria e lo fa traboccare nel canto del Magnificat. È ancora lo Spirito Santo che spinge Maria a sollecitare amabilmente dal Figlio suo il primo miracolo alle nozze di Cana. Fu certamente lo Spirito Santo che sostenne Maria ai piedi della Croce e che dilatò il suo cuore per accogliere tutti noi come figli nella persona dell’apostolo Giovanni. Fu infine «lo Spirito Santo che, divampando con supremo ardore nell’animo di Maria pellegrina sulla terra, la rese bramosissima di riunirsi al Figlio glorioso e la dispose a conseguire degnamente, a coronamento dei suoi privilegi, quello dell’Assunzione in anima e corpo al cielo».

Sposa dello Spirito Santo

Il Concilio Vaticano II, nel capitolo VIII della Lumen Gentium afferma che la Madonna, in quanto scelta ad essere la madre di Dio e del Redentore, è la figlia prediletta del Padre e il tempio dello Spirito Santo.
Nell’opera della nostra salvezza, Maria è la collaboratrice della Trinità e, in particolare è il capolavoro dello Spirito Santo. Tutta la vita della Madonna infatti è permeata, pervasa e plasmata dallo Spirito Santo.
Maria è legata allo Spirito Santo da un vincolo così profondo e personale che qualche Padre della Chiesa e diversi santi, l’hanno chiamata “Sposa dello Spirito Santo”

Avvenga di me secondo la tua parola

Da notare che Maria non risponde: “va bene, d’accordo, lo faccio”; oppure “accetto”; o anche: “d’accordo, se proprio lo devo fare”. Non c’è nella sua risposta alcun accenno di doverismo. Il termine greco esprime un auspicio, qualcosa per cui non si vede l’ora che accada. Maria risponde con entusiasmo. La fede cerca il gusto dello straordinario.
Si dice che “un santo triste è un triste santo”, ed è vero: la fede cerca quella parte di noi che è aperta alla bellezza, che si basa sul gusto, su un piacere, su qualche cosa di luminoso, di bello; non è fondamentalmente basata sul dovere. Che tristezza e che contro testimonianza quella di quei cristiani che fanno le cose per dovere. Maria ha capito: “io sono la serva del Signore, voglio questa cosa qui!”. Nell’assenso della fede c’è l’aprirsi ad una bellezza, ad un gusto, ad una sorpresa, a qualcosa di splendido. Questa ragazza ha capito: è meraviglioso passare dalla parte di Dio, è meraviglioso lasciarsi guidare da lui, è splendido entrare nell’avventura di Dio, è splendido credere! Noi lo diciamo, lo vogliamo dire: “Avvenga la tua Parola. Che bello, Signore”.
Dobbiamo cercare quella parte profonda di noi che risponde con gioia a Dio. Non vuol dire che non ci sia fatica e sofferenza nel dire certi sì a Dio. Certamente ci sono spade dentro il nostro cuore. ma nel profondo di noi stessi deve esserci qualcosa che si illumina. Se tutto è oscurità e ribellione, prepariamoci al disastro. “Avvenga di me secondo la tua parola”: entriamo in questa avventura, entriamo in questa grandezza, entriamo in questa bellezza.
Non lasciamoci paralizzare dall’ovvietà, dalle comodità, dall’abitudinario.
È lo straordinario, è l’inaspettato, è la novità di Dio che ci apre alla bellezza.

Sono la serva del Signore

Noi siamo servi. L’unico senso della vita è l’amore: servire a qualcuno, saper servire è saper vivere.
Non basta servire. Si può servire anche un padrone sbagliato. Non solo siamo servi, dobbiamo servire il Padrone e nessun altro. Dice san Paolo: “Servite a Cristo Signore”. È importante che nella vita scopriamo, ad un certo punto, che stiamo servendo un padrone sbagliato, uno che non merita il nostro servizio. Maria sa chi è, conosce la verità della sua vita, conosce la verità della vita di tutti, perché tutti noi siamo servi del Signore.

Eccomi, sono la serva…

Eccomi; ecco. È semplicemente una disponibilità.
Dobbiamo ricordare che la grazia di Dio è sempre e solo offerta, mai imposta. Nella fede c’è un’ampia libertà da parte dell’uomo: noi possiamo dire di sì o no; possiamo accogliere o rifiutare la grazia.
E come si dice sì a Dio? Contempliamo l’atteggiamento di Maria. “Eccomi”, ecco qua. Sarebbe bastata questa parola. L’espressione ebraica e greca esige che si aggiunge altro. Maria prosegue: “Sono la serva del Signore”. Maria dice esplicitamente come si considera. C’è la ricerca del nostro proprio nome, si cerca di farsi un nome, invadendo la dimora di Dio. Maria ha di sé una conoscenza chiara. Questa parola “serva” non ci piace, ci dà fastidio. Eppure, pensiamoci bene: qual è l’angoscia del disoccupato, di un anziano? Quella di non servire più a nessuno e a nulla: “non servo a niente”. Non serve più perché non gli è chiesto più nessun servizio. Al contrario, siamo felici quando ci sentiamo utili, a volte pretendendo di imporre la nostra utilità. “Se non servo a che servo?”
Io sono un servo, quando faccio qualcosa per qualcuno, quando so dare gioia, essere utile.
La mia vita ha lasciato un segno?

Ave Maria… un saluto inatteso

“Noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno”.

(Rm 8,28)

Ave Maria: un saluto inatteso, un saluto che ha portato un cambiamento, grazie a Maria. L’Ave, il saluto che Dio rivolge a ciascuno di noi è l’eco dell’Ave rivolto a Maria. Maria era pronta all’annuncio di Dio è giusto che anche noi ci chiediamo se siamo pronti all’annuncio di Dio. Nella quotidianità è importante farsi trovare pronti. Il Signore si serve di molti mezzi per far giungere a noi la sua parola e rivelare il suo Progetto: tocca a ciascuno di noi mettersi in atteggiamento di ascolto.

Ave Maria… “buon giorno” alla mamma

“Chi è mai questa ragazza amabile come l’aurora, bella come la luna, splendente come il sole, affascinante come un miraggio?”.

(Ct 6,10)

Buon giorno Maria! Salutandoti ho l’impressione di sentire augurare pure a me il Buon giorno! Ci sono impegni, problemi non risolti …, comportamenti ambigui …, ingratitudine. Per questo ho bisogno del tuo: Buon giorno!
Per ritrovare la forza e la gioia di ricominciare. Questa giornata non la sprecherò, con la cattiveria, con l’egoismo. Devo inventare una nuova giornata.

Ave Maria… la prima preghiera

“Gli apostoli erano tutti concordi, e si riunivano regolarmente per la preghiera con le donne, con Maria, la madre di Gesù”.

(At 1,14)

Se nella vita siamo soli possiamo anche cadere, ma se ci teniamo l’uno con l’altro, troviamo sempre una mano amica pronta ad aiutarci: questo è vivere. Tutti camminiamo verso qualcosa che, alla fine, ci renderà felici. Gli uomini sono assetati, ma cercano nella direzione sbagliata. In questo mondo non possiamo soddisfare pienamente le aspirazioni.
È bello dire a Maria i desideri del nostro cuore.