Grest 2023: si parte!

IL TEMA: Sempre più Umani

Da qualche anno i temi elaborati per il Grest dell’estate cercano di tornare a restituire alle nuove generazioni la consapevolezza e l’esperienza di alcune fondamentali dimensioni umane. Quest’anno saranno la cura ed il servizio ad “impastare” le nostre giornate estive. Capaci di cura? Persone che si “accorgono” di una situazione; che si “avvicinano” e “prendono in mano la realtà”; che “agiscono” in una modalità di attenzione, tenerezza, condivisione, tutela, accompagnamento. Persone che “portano dentro” il gruppo chiunque, che sarebbe rimasto estraneo, isolato, e che attraverso questi gesti “fanno da ponte” per facilitare incontri, relazioni, senso di appartenenza. Sono i gesti che ha compiuto il Buon Samaritano dopo l’incontro, imprevisto e anche scomodo, con l’uomo incappato nei briganti. Gesti semplici e quotidiani, e insieme, libera decisione di fermarsi, di farsi vicino, di attuarli. I gesti quotidiani sono umani, comprensibili, condivisibili. La scommessa è di far uscire allo scoperto la capacità di cura che è dentro di noi, e di renderla condivisa e aperta non solo a sé e al vicino, ma all’intera comunità degli uomini. Educare significa coltivare nell’altro la capacità e la passione di dare forma a sé stessi, orientare l’altro ad avere cura di sé. La cura di sé e di ciò che è affidato all’uomo non è quindi azione e pensiero solo da adulti, ma interessa nel profondo anche i bambini, che grazie alla capacità di ricevere cure e prendersi cura dell’altro, possono sbocciare lungo la loro esistenza. Se noi fossimo degli dei, non avremmo bisogno della cura, perché un dio basta a se stesso, la sua vita non ha bisogno di altro al di fuori di sé. Gli esseri umani sono differenti. Noi che siamo/veniamo al mondo, abbiamo sempre bisogno di qualcosa che solo l’altro ci può dare.