Ottobre, il mese dedicato al S. Rosario, ci offre l’occasione di poter riscoprire la bellezza e ricchezza di una delle forme di preghiera più belle della tradizione cristiana. Questa ha nei fatti caratterizzato la devozione di una moltitudine di fedeli nel corso del tempo ed è da sempre stata valido strumento di sostegno della fede, nel suo essere mezzo semplice ed accessibile a tutti per mettere in contatto con i principali misteri della nostra salvezza, insieme a Colei che più di tutti li ha vissuti da vicino, la Vergine Maria.
Il comando della preghiera
L’urgenza di affermare l’importanza del Rosario è tanto più necessaria oggi, in un tempo in cui sembra che la maggior parte degli uomini abbia smarrito il significato autentico della preghiera. Non possiamo dimenticare che essa è indispensabile al progresso nella vita spirituale, dunque a tutti noi che siamo chiamati alla santità.
Se infatti l’orazione, come ricorda san Giovanni Damasceno, è «elevazione della mente in Dio», essa vuole essere modo di entrare in comunione, in intimità con Colui a cui siamo ordinati come compimento della nostra felicità. Non dovrebbe sembrarci strano il comando del Signore di «stare sempre in preghiera, senza stancarsi. Certo, ciò può apparire difficile, soprattutto per coloro che, non essendo consacrati, sono impegnati nella vita attiva, nel lavoro, nella famiglia, nelle cose del mondo. Difficile, forse, ma non impossibile. Ed il Rosario è in questo una provvidenziale soluzione.