La croce di Gesù ci insegna che nella vita c’è il fallimento e la vittoria, e a non temere i «momenti brutti», che possono essere illuminati proprio dalla croce, segno della vittoria di Dio sul male. Un male, Satana, che è distrutto e incatenato, ma «abbaia ancora», e se ti avvicini ad accarezzarlo «ti distruggerà». Nella croce fallisce tutto quello che Gesù aveva fatto nella vita, e finisce tutta la speranza della gente che seguiva Gesù.
Non abbiamo paura a contemplare la croce come un momento di sconfitta, di fallimento. La nostra vita va avanti con Cristo vincente e risorto, che ci invia lo Spirito Santo, ma anche con quel cane incatenato, «al quale non devo avvicinarmi perché mi morderà». Dobbiamo essere capaci di tollerare le sconfitte, di portarle con pazienza, le sconfitte, anche dei nostri peccati perché Lui ha pagato per noi. Tollerarle in Lui, chiedere perdono in Lui ma mai lasciarci sedurre da questo cane incatenato. Anche questo venerdì di quaresima sarà bello se riusciremo a radunarci come comunità parrocchiale davanti al crocifisso: guardarlo, è il nostro segno di sconfitta, che provoca le persecuzioni, che ci distruggono, è anche il nostro segno di vittoria perché Dio ha vinto lì.
Ringrazio coloro che, anche questo venerdì di quaresima, alle ore 21.00 animeranno questo momento.