Via Vai: mi indicherai il sentiero della vita

A conclusione delle tre settimane del Grest, la mente torno che ci ha guidato in questa esperienza estiva: “Via vai. Mi indicherai il sentiero della vita”. Infatti, se c’è un grande insegnamento che ci possiamo
portare via dal Grest di questo anno, è proprio l’aver scoperto che la vita è cammino. Diventa cammino sicuro se il sentiero della vita è il Signore. Alla fine del Grest si fanno dei bilanci, si tira la riga dopo le colonne delle cose andate bene e male per far emergere ciò che di positivo c’è stato e quello che andrà rivisto e corretto.
Penso che il punto di vista più adatto per rispondere alla domanda: “com’è andato il Grest?”, sia quello dei discepoli di Emmaus, che tornano verso Gerusalemme pieni della gioia provata nell’aver incontrato il Signore e non possono trattenersi dal narrare quello che hanno vissuto.
Allora anch’io, se devo provare a raccontare qualcosa di quest’esperienza, vorrei raccontarvi della gioia che ho provato nell’esserne parte. Condividere con tantissimi tra ragazzi, bambini, animatori ma anche mamme, genitori, nonni e tante persone che erano lì per darci una mano o anche solo per salutarci, ha riacceso in me, e spero anche in altri, la speranza per un futuro bello e ricco di sorprese per tutti noi.
L’esempio che tanti di loro mi hanno dato in queste tre settimane, è stato quello di farmi vedere che non è vero che siamo tutti indifferenti, poco disponibili. Ci sono persone che sanno mettersi in gioco, desiderano donare del loro tempo per un servizio, che hanno un enorme desiderio di bene. Se fatto insieme con Dio diventa una vera e propria opera d’arte. Gli adulti che hanno condiviso con noi queste settimane o anche i genitori che sono passati, sono testimoni di queste cose e possono aiutarci a diffondere questo annuncio: i ragazzi, i più giovani sono vivi e vogliono vivere!
La gioia, la tristezza, la rabbia, la paura e l’amore sono alcuni dei sentimenti vissuti durante il Grest, ma sono soprattutto quello che viviamo tutti i giorni e che, come una tavolozza di colori, pitturano la nostra vita di tutte le sfumature possibili. Col cuore pieno di gratitudine per tutte le persone che ci hanno dato una mano, sono fiducioso che tutto ciò che abbiamo provato non è destinato a spegnersi come un fuoco, ma può continuare nella quotidianità: sufficiente per continuare a percorrere la strada che il Signore ci sta tracciando. Buona continuazione di estate!

«La storia di tutti e di ciascuno ricomincia senza sosta: camminare, camminare giorno dopo giorno sulla Terra, sfidando la pesantezza e l’immobilità, affrontando i cammini del tempo, del reale e del sogno, scrutando la notte e la luce, prestando ascolto ai detti del vento, alle parole degli altri, al canto sordo della Terra, ai clamori della storia, al rumore confuso del proprio sangue, in cui scorrono tutti i misteri, degli echi e delle domande». È un elogio dell’arte del camminare che tiene conto della sua imprevedibilità, della scoperta del silenzio ma anche della fatica e dei pericoli.
Camminare diventa anche un’occasione di pensiero. «Gli uomini, in fondo, non sono stati fatti per ingrassare alla mangiatoia, bensì per dimagrire lungo i cammini, oltrepassando alberi e alberi, senza mai rivedere gli stessi. Muoversi spinti dalla curiosità, conoscere, questo è conoscere». C’è una vera e propria filosofia del camminare, perché camminare significa anche poter pensare, analizzare la propria anima, ritrovare il gusto di vivere.