«Qual è la vera letizia?»

«Qual è la vera letizia?».
L’Ordine dei Frati Minori è cresciuto e si è trasformato, e Francesco fa fatica a riconoscere in esso lo spirito che ha animato i suoi inizi. Alla Porziuncola si sente messo da parte, quasi inutile, persino considerato un «idiota». In questo tempo drammatico e tormentato, Francesco apre il suo cuore all’amico e compagno frate Leone. Mentre si trovano insieme a Santa Maria degli Angeli, Francesco elabora ad alta voce il suo dolore raccontando una parabola. Chiede a frate Leone di elencare alcune cose belle che potrebbero rappresentare un vanto per lui e per la Chiesa: numerose vocazioni di frati santi, grande successo nella predicazione, guarigioni, miracoli, stima degli altri. Poi gli dice di scrivere: «in tutte queste cose non è vera letizia». Il compagno, a questo punto, domanda perplesso: ma, allora, «qual è la vera letizia?». Francesco risponde così:
«Ecco, io torno da Perugia e a notte fonda arrivo qui, ed è tempo d’inverno fangoso e così freddo che all’estremità della tonaca si formano dei dondoli d’acqua fredda congelata, che mi percuotono continuamente le gambe, e da quelle ferite esce il sangue. E io tutto nel fango e nel freddo e nel ghiaccio, giungo alla porta e, dopo che ho picchiato e chiamato a lungo, viene un frate e chiede: “Chi è?”. Io rispondo: “Frate Francesco”. E quegli dice: “Vattene, non è ora decente questa di andare in giro; non entrerai”. E poiché io insisto ancora, l’altro risponde: “Vattene, tu sei un semplice e un idiota, qui non ci puoi venire ormai; noi siamo tanti e tali che non abbiamo bisogno di te”. E io resto ancora davanti alla porta e dico: “Per amor di Dio, accoglietemi per questa notte”. E quegli risponde: “Non lo farò. Vattene al luogo dei Crociferi e chiedi là”. Io ti dico che, se avrò avuto pazienza e non mi sarò inquietato, in questo è vera letizia e vera virtù e la salvezza dell’anima» (Della vera e perfetta letizia; FF 278).

Il Crocifisso e le stigmate di San Francesco

S’infiammano i cuori fedeli pensando alle stimmate sacre dell’umile santo Francesco. / Di nulla dobbiamo gloriarci se non della croce di Cristo seguendo l’esempio del Padre. / Sul monte quest’uomo devoto, e vigile, povero, ardente, è tutto un sospiro d’amore. / Raccolto in silente preghiera, pensando al mister della croce, si sente trafiggere il cuore. / Or viene il Re grande dal cielo, affisso sul legno di croce in mite, dolcissimo spetto. / Il povero vede il Signore soffrire, il Re santo ed eterno che regna glorioso nel cielo. / Trasformasi il cuor di Francesco, e il corpo d’un tratto è ornato di santi mirabili segni. / Di Cristo Gesù crocifisso per lui fu la vita e la morte d’assiduo, dolce pensiero. / L’interno ed intenso fervore si mostra di fuori nel corpo coll’orma di stimmate sacre. / Signore Gesù crocifisso, sia sempre alla croce conforme il cuore di tutti e la vita. / Fa’ che noi nel regno di luce i frutti portiam della croce per il gaudio eterno del cielo. / Sia lode a Gesù Crocifisso, a Francesco unito con lui svincolato dai legami del mondo.

Lodi di Dio Altissimo

Le più belle preghiere francescane.

Francesco compose questa preghiera di lode sul Monte della Verna, nel settembre 1224, quando ricevette le stimmate.  La preghiera fu scritta su una pergamena che contiene anche la benedizione di Francesco a frate Leone. La pergamena con l’autografo di Francesco è conservata come reliquia nella Basilica di San Francesco in Assisi.

Tu sei santo,
Signore solo Dio,
che compi meraviglie.
Tu sei forte, Tu sei grande,
Tu sei altissimo,
Tu sei onnipotente,
Tu, Padre santo,
re del cielo e della terra.
Tu sei uno e trino,
Signore Dio degli dèi,
Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene,
Signore Dio vivo e vero.
Tu sei amore e carità,
Tu sei sapienza,
Tu sei umiltà,
Tu sei pazienza,
Tu sei bellezza,
Tu sei sicurezza,
Tu sei quiete.
Tu sei gaudio e letizia,
Tu sei la nostra speranza,
Tu sei giustizia e temperanza,
Tu sei tutto,
ricchezza nostra a sufficienza.
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine.
Tu sei protettore, Tu sei custode e difensore,
Tu sei fortezza, Tu sei rifugio.
Tu sei la nostra speranza,
Tu sei la nostra fede,
Tu sei la nostra carità,
Tu sei tutta la nostra dolcezza,
Tu sei la nostra vita eterna,
grande e ammirabile Signore,
Dio onnipotente,
misericordioso Salvatore.