Cosa significa infatti prepararsi a diventare preti oggi? Ce n’è ancora bisogno?

Sono convinto di sì. C’è bisogno più che mai di persone che con tutta la loro vita, e semplicemente con la loro vita, indichino discretamente ma con piena convinzione che il Signore è fondamento dell’esistenza, che stare con Lui conta, e che mettere al centro Lui è sufficiente per vivere una vita riuscita. Scommettere l’esistenza sul Signore diventa poi fondamento di vera comunità, di una comunità che sappia valorizzare la vocazione di ciascuno e di ciascuna, e che sia luogo accogliente per tutti, scuola e casa di autentica fraternità. Il nostro Seminario ha bisogno della preghiera e del sostegno di tutta la Diocesi, al cui servizio continua a porsi per formare preti secondo il cuore di Gesù. Il Signore continua a camminare con noi, a prenderci per mano, a indicarci la via della vita e per questo sempre chiama servitori appassionati della Chiesa, comunità in cammino nella storia chiamata a condurre tutti a Dio.
L’apertura all’amore infinito ed eterno di Dio è fondamento sicuro per umanizzare il presente.
Il nostro Seminario vuole essere scuola semplice e concreta per saggiare la chiamata degli uomini che si mettono a disposizione per provare quest’avventura, in cammino nella Chiesa, a servizio dell’umanità. Accompagniamolo e aiutiamolo in questo cammino.

Giornata per il nostro Seminario

La nostra preghiera a sostegno della chiamata

Domenica 20 novembre, nella Solennità di Cristo re dell’Universo, celebriamo la Giornata per il nostro Seminario. Questa chiesa, la nostra chiesa, ha davvero a cuore la realtà del Seminario? 
Nel Seminario e per il Seminario lavora un gruppo di sacerdoti, dediti con passione alla formazione dei seminaristi: dobbiamo tutti essere grati a loro, perché le loro persone, forse prima ancora che la formazione che essi offrono, sono la proposta educativa più efficace per i ragazzi e i giovani.
E poi ci sono persone che amano il Seminario perché lo vedono come la garanzia che in questa chiesa continuerà ad esserci chi offre la Parola, l’Eucarestia e gli altri segni efficaci della presenza amorosa del Signore che sono i sacramenti; che non mancheranno la cura pastorale delle comunità, la formazione cristiana e l’accompagnamento dei cammini di fede di tante persone, e tanti altri servizi propri del prete necessari alla vita di una chiesa.
Davvero, tra le molte cose che in questa chiesa devono stare a cuore a tutti, non può mancare il Seminario. Perché il Seminario fa sì che la nostra chiesa continui ad essere anche in futuro, per grazia del Signore, grembo di fede e di vita cristiana. Il che significa che, se è compito più specifico del vescovo e di alcuni preti assicurare che il Seminario “funzioni bene”, è compito di tutti, a cominciare dalle famiglie, dalle comunità parrocchiali che si creino condizioni perché la voce del Signore che chiama al ministero
presbiterale sia percepita, e il fascino che emana da quella chiamata non venga oscurato da altre attrattive.
Noi ci ostiniamo a credere che Gesù continua a passare accanto a qualcuno, come lungo il lago di Galilea, dicendo: «Vieni dietro a me, ti farò diventare pescatore di uomini».
L’evangelista riferisce che Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Qualcuno avrebbe potuto dire a quei chiamati: ma dove vai? Sai cosa lasci ma non sai cosa trovi!
Ma che cosa ti viene in mente? Ma in quale strana avventura ti stai infilando?
Probabilmente questa opposizione non avvenne per gli apostoli. In ogni caso è arduo lasciare tutto e seguire Lui avendo molti contro, ed è naturale scoraggiarsi riscontrando perplessità o indifferenza attorno a sé. “Avere a cuore” il Seminario significa, prima di tutto, consentire al Signore di chiamare, e aiutare chi avverte la sua voce a farsi liberamente suo interlocutore.
Purtroppo cala il numero dei preti e ancor più quello dei seminaristi.
Comunque i futuri preti nascono nelle famiglie! E allora domenica prossima alla preghiera per il Seminario si accompagnerà quella per la comunità cristiana e per le famiglie: luoghi in cui nascono i futuri preti.

Domenica 21 novembre: Giornata diocesana del Seminario

La Giornata diocesana del Seminario è una giornata significativa per tutta la diocesi di Lodi. In questo giorno desideriamo porre il Seminario al centro dell’attenzione. I seminaristi hanno bisogno di essere sostenuti nella preghiera, nell’affetto e nell’aiuto per le spese necessarie alla nostra formazione. Ricordare il Seminario (e chi vi abita) significa anche fare memoria del fatto che i preti sono indispensabili per la vita della Chiesa. Siamo invitati, quindi, a pregare il Signore perché mandi operai nella sua messe. Occorre anche pregare affinché la vocazione del Signore sia riconosciuta e accolta. Non solo da chi è chiamato ma anche da chi lo circonda come la comunità parrocchiale e la famiglia.

Domenica 21 novembre, siamo invitati a pregare e sostenere la comunità del Seminario. Affidiamo al Signore questi nostri fratelli e chiediamo al Signore della Vita di arricchire la nostra Chiesa nuove vocazioni al sacerdozio.

Giornata del Seminario

In questa domenica la Comunità del Seminario desidera farsi vicina ad ogni comunità parrocchiale per invitarci a vivere la Giornata del Seminario. Viviamo questa giornata pregando per tutti coloro che si stanno preparando a diventare Ministri Ordinati e per tutti coloro che il Signore sta chiamando a seguirlo per questa via, facendo appello alla generosità di giovani e meno giovani, affinché riescano a trovare la forza per rispondergli di sì.

In questa occasione vogliamo mettere in evidenza un altro elemento della dinamica vocazionale: il ruolo della comunità che prepara e cura le vocazioni ai diversi ministeri.

La cooperazione della comunità non può essere bypassata perché Dio chiama sempre in modo umano: per questo il processo vocazionale rimane connotato da tutta una serie di mediazioni umane indispensabili e insostituibili. Solo successivamente la persona, chiamata a ricevere il sacramento dell’ordine nel dono dello Spirito, verrà configurata in modo specifico a Cristo per svolgere il ministero ordinato. Pertanto, essendo la comunità cristiana parte attiva nel processo vocazionale, è legittimo domandarci: nel contesto socio-culturale-ecclesiale attuale, totalmente diverso da quello di alcuni anni fa, come la Comunità può svolgere questo compito, con quali attenzioni, mezzi, percorsi?

Oltre alla preghiera comunitaria, le offerte che raccoglieremo durante le celebrazioni eucaristiche, saranno consegnate al nostro Seminario