TAPPA 5 COSA VEDO?
Passo dopo passo, non dimentichiamoci di attivare tutti i sensi per assaporare fino in fondo l’esperienza del cammino e i luoghi che il nostro sentiero attraversa: la natura incontaminata, i campi coltivati, le strade animate di una città, il cielo che cambia colore, il mondo sotto un tombino, le zone degradate nei quartieri. Probabilmente i nostri occhi saranno i più sovraccaricati di stimoli, ma se lasciamo le cuffie nello zaino, anche le orecchie possono allenarsi ad un ascolto autentico. L’olfatto potrà essere raggiunto da profumi di prelibatezze culinarie, anche sconosciute, così come da odori poco gradevoli a ricordarci di un creato da salvaguardare.
Ultimo ma non meno importante, entriamo in contatto perché il mondo diventi sempre più casa, quel giardino affidatoci da custodire e coltivare.
TAPPA 6 QUANTO MANCA?
E quando ciò che sperimentiamo è troppo? Quando ci sentiamo sopraffatti e stanchi per il cammino?! Nasce spontanea una domanda: quanto manca? È la domanda dei meno atletici quando si va in gita in montagna oppure dei più piccoli quando ci si mette in viaggio, magari sul pullman. Potrebbe essere impazienza di arrivare alla meta perché le forze sono finite o perché non si vede l’ora di vivere l’esperienza. A volte possiamo sentirla come una domanda fastidiosa, ma lungo un cammino a piedi è sicuramente preziosa: è occasione per fare i conti con i propri limiti, per riprendere in mano la cartina e accertarsi di non essersi perdersi, per comprendere come affrontiamo la fatica, per riscoprire il valore del tempo e dell’attesa. Forse anche il popolo di Israele avrà rivolto spesso questa domanda a Mosè mentre attraversavano il deserto, la terra era stata promessa, ma il cammino si apriva camminando.