Con cuore di Padre

Breve riflessione nell’anno di San Giuseppe

Il valore di una persona lo si vede nelle difficoltà. È una cosa che sappiamo bene, specie se abbiamo attraversato dei momenti difficili e ci siamo domandati, alla fine, “come ho fatto a venirne fuori?”. Ci sono in noi forze nascoste che emergono solo nei momenti di maggior pericolo e difficoltà. È vero però anche il contrario: infatti delle volte sono
proprio le situazioni difficili che ci costringono a scoprire le nostre paure e difficoltà e ci aiutano a ridimensionarci nel nostro io e nella nostra superbia. Un dolore, una prova o una pandemia ci ricordano in fondo che siamo umani, fragili e bisognosi gli uni degli altri. La spavalderia di Pietro si ridimensiona immediatamente dopo aver passato la triste vicenda del rinnegamento del Maestro. Giuseppe sembra invece un uomo già nella sua giusta dimensione, e ciò lo si evince da come reagisce di fronte alle avversità. Invece di scoraggiarsi o di lamentarsi, cerca sempre ingegnosamente una soluzione. Così la notte in cui Gesù viene al mondo lo troviamo capace di riadattare un rifugio per animali a luogo per un parto. O davanti alla minaccia di Erode non ha paura di partire immediatamente di notte, affrontando l’incognita. Giuseppe è un uomo forte, concreto e creativo. In lui vediamo esorcizzata la tentazione di lamentarci, scoraggiarci e arrenderci agli “ormai”. In questo senso, possiamo rivolgerci a lui chiedendo di essere liberati da ogni scoraggiamento e di essere illuminati su come diventare creativi in tempi di prova.