Giornata della carità del Papa

Nell’imminenza delle vigilia della solennità dei santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, si celebra la “Giornata per la carità del Papa” in tutte le diocesi del mondo, con la raccolta di quello che viene storicamente chiamato l’Obolo di San Pietro. In questa occasione tutti siamo invitati ad offrire il nostro contributo per sostenere il Santo Padre nella sua azione di aiuto ai tanti poveri che a lui si rivolgono. Papa Francesco con il suo magistero e le sue iniziative non cessa di ricordarci come la testimonianza della carità sia la caratteristica distintiva dei discepoli di Gesù, i quali proprio dall’amore reciproco saranno riconosciuti come tali dagli uomini. E questa giornata ci aiuta a tenere desta questa coscienza e a evitare che cadiamo nell’indifferenza che umilia, nell’abitudinarietà che anestetizza l’animo, nel cinismo che distrugge.

Quella dell’Obolo è una storia antica e moderna allo stesso tempo.

Antica perché ha radici evangeliche. I primi cristiani che si riunivano intorno agli apostoli mettevano infatti in comune le loro sostanze per venire incontro alle necessità dei fratelli più deboli e bisognosi ed è nell’ottavo secolo comunque che gli anglosassoni ‘inventano’ il cosiddetto Denarius Sancti Petri a favore del successore di Pietro.

Moderna perché l’Obolo così come lo conosciamo oggi è stato normato dal beato Pio IX con l’enciclica Saepe venerabilis emanata nel 1871, dopo che la Santa Sede si era trovata in uno stato di particolare debolezza e vulnerabilità materiale in conseguenza della fine dello Stato pontificio. Così nel giorno della solennità dei santi Pietro e Paolo, o nella domenica più vicina, in tutte le Chiese del mondo ogni singolo fedele è invitato ad offrire il suo contributo, piccolo o grande a seconda della propria disponibilità e generosità, in favore del Papa. E questo invito riguarda tutte le comunità e non solo quelle più facoltose.

Le offerte raccolte durante le Celebrazioni Eucaristiche verranno consegnate secondo questa intenzione.