L’amore vero è fecondo

Nell’anno dedicato alla “Famiglia Amoris Laetitia”

L’amore di coppia non termina nella coppia. Più vero è l’amore più si configura come esodo, apertura all’alterità. Ogni vero amore è fecondo. Secondo una bella espressione di papa Francesco l’amore dà sempre vita.
Per Giovanni Paolo II nella donazione dell’amore coniugale, mentre gli sposi si donano tra loro, donano al di là di se stessi la realtà del figlio, riflesso vivente del loro amore, segno permanente dell’unità coniugale e sintesi viva ed indissociabile del loro essere padre e madre.
Amori Laetitia ribadisce il costante insegnamento della Chiesa riguardo allo stretto rapporto tra fecondità e responsabilità invitando a istituire un circolo virtuoso tra apertura alla vita e paternità responsabile.

Sognare con Dio

L’esperienza della gravidanza è sublime perché mai come in quest’esperienza l’essere umano si avvicina alle sorgenti della vita. La madre collabora con Dio perché si produca il miracolo di una nuova vita.
Nonostante le difficoltà innegabili di questo periodo, il Papa invita a non perdere di vista la bellezza che esso racchiude, anzi, rivela. Ogni bambino è un progetto eterno d’amore. Ogni bambino è da sempre nel cuore di Dio. Ogni bambino è un sogno di Dio. I genitori sono chiamati a sognare con Dio. Sognare è desiderare. È allargare il cuore per far spazio alla persona amata. Pur riconoscendo le difficoltà che accompagnano la gravidanza, con grande tatto Francesco rivolge a ogni donna un appello accorato: Abbi cura della tua gioia, che nulla ti tolga la gioia interiore della maternità. Quel bambino merita la tua gioia. Non permettere che le paure, le preoccupazioni, i commenti altrui o i problemi spengano la felicità di essere strumento di Dio per portare al mondo una nuova vita.

Grest: si parte!

Si riapriranno i cancelli e l’esperienza del “grest” vedrà il suo inizio nel nostro oratorio.
Come parroco non smetto di pensare che questa esperienza è un dono di Grazia.
Dopo un anno di chiusura sono felice di poter riavviare questa progettazione di vita comune dove, il dono
gratuito ed il servizio reciproco, sono alla base dell’offerta proposta.
Per la parrocchia il Grest è e rimane una straordinaria avventura. Continuiamo a credere che l’oratorio sia un luogo educativo, dove le regole possano essere davvero indicazioni per una vita buona. Piccoli segreti che non sono forse di moda ma che, noi cristiani, possiamo affermarne la loro perenne attualità.
I volontari sono davvero ammirevoli. La Provvidenza non fa mai mancare l’aiuto…
Nella situazione pandemica che stiamo vivendo l’organizzazione e la realizzazione non sono proprio semplici. La disponibilità di adolescenti, di maturandi e di adulti (anche coloro che sono impegnati con il lavoro) che non hanno esitato a dare del tempo prezioso, è un segno straordinariamente bello.
Ringrazio di cuore perché la presenza attiva è nata spontaneamente ed è ancora più bella e ammirevole (non ci si mette in moto solo perché cercati o supplicati). Uno sa che c’è bisogno e si fa avanti.
Grazie di cuore. Evidentemente a tutta la comunità cristiana di San Fiorano chiedo una partecipazione nella preghiera. Siamo certi che l’aiuto del Signore è la nostra forza. Siamo certi che anime che penseranno a noi e pregheranno per noi saranno un ulteriore aiuto e presenza per l’attività estiva.
Comunque, per chi lo vuole, c’è sempre spazio per dare una mano.

Amabilità e perdono

Nelll’anno dedicato alla “Famiglia Amoris Laetitia”

Amare significa anche rendersi amabili. Amare è un arte con cui si entra nella vita dell’altro senza appesantirla. Esso richiede la delicatezza di un atteggiamento non invasivo, che rinnova la fiducia e il rispetto. Una cosa è sicura: più si ama, più si custodisce l’altro nella sua libertà e nella sua alterità. Questo predispone a un vero incontro con l’alterità dell’altro.
Quanto al perdono, esso è indispensabile, perché nella vita comune non ne mancano certamente le “occasioni”.
Se permettiamo a un sentimento cattivo di penetrare nelle nostre viscere, diamo spazio a quel rancore che si annida nel cuore. È questo il tener conto del male ricevuto.
Quando siamo offesi e delusi, il perdono non è facile, ma non è neppure impossibile. Esso è piuttosto indispensabile per custodire la vita della famiglia. Per poter perdonare abbiamo bisogno di passare attraverso l’esperienza liberante di comprendere e perdonare noi stessi. C’è bisogno di pregare con la propria storia, di accettare se stessi, di saper convivere con i propri limiti e anche di perdonarsi, per poter avere questo medesimo atteggiamento verso gli altri. Quest’esperienza di perdono orizzontale si fonda sull’esperienza di essere perdonati da Dio, gratuitamente e senza meriti previ. Siamo stati raggiunti da un amore previo ad ogni nostra opera, che offre sempre una nuova opportunità, promuove e stimola.
Se accettiamo che l’amore di Dio è senza condizioni, che l’affetto del Padre non si deve comprare né pagare, allora potremo amare al di là di tutto, perdonare gli altri anche quando sono stati ingiusti con noi.
L’amore umano nella sua piccolezza e povertà, ha un germe di grandezza divina ed è chiamato a crescere, con la grazia di Dio, fino alla piena fioritura di questa bellezza.
Mediante il sacramento del matrimonio, l’uomo e la donna diventano specchio e icona dell’amore di Dio. I coniugi non si sposano solo per sé, ma in forza del sacramento, vengono investiti di una vera e propria missione, perché possano rendere visibile, a partire dalle cose semplici, ordinarie, l’amore con cui Cristo ama la sua Chiesa, continuando a donare la vita per lei.

Il Sacramento e la sacralità del matrimonio

Nelll’anno dedicato alla “Famiglia Amoris Laetitia”

Il matrimonio si presenta come palestra dell’amore e come scuola di bellezza perché l’amore è la bellezza delle anime. Senza un’educazione alla concretezza dell’amore, la vita della fa miglia rimane un’operazione ad alto rischio. Se non si cresce nella capacità di amore, la coppia implode o esplode. Una prima concretezza dell’amore, definendola
come santa patrona, si potrebbe dire, con un pizzico di umorismo, che sia la pazienza. Essere pazienti non significa lasciare che ci maltrattino continuamente, o tollerare aggressioni, o permettere che ci trattino come oggetti. La pazienza è richiesta e cruciale dinanzi all’illusione che le relazioni debbano essere sempre rosee e idilliache o che le persone siano perfette, o quando ci collochiamo al centro e aspettiamo unicamente che si faccia la nostra volontà. La pazienza si acquisisce quando si riconosce che anche l’altro possiede il diritto a vivere su questa terra insieme a me, così com’è. Non importa se è un fastidio per me, se altera i miei piani, se mi molesta con il suo modo di essere e le sue idee, se non è in tutto come mi aspettavo. L’amore comporta sempre un senso di profonda compassione, che porta ad accettare l’altro come parte di questo mondo, anche quando agisce in un modo diverso da quello che io avrei desiderato.

Il Sacramento e la sacralità del matrimonio

Nelll’anno dedicato alla “Famiglia Amoris Laetitia”

Il matrimonio è ben più di una “convenzione sociale, un rito vuoto o il mero segno esterno di un impegno”. Il matrimonio è una vocazione, un sacramento ovvero è un dono per la santificazione e la salvezza degli sposi. Nel matrimonio si riflette il volto della Trinità, la quale si rivela con tratti familiari.
Nella famiglia umana radunata da Cristo, è restituita l’immagine e somiglianza della Santissima Trinità, mistero da cui scaturisce ogni vero amore. Da Cristo, attraverso la Chiesa, il matrimonio e la famiglia ricevono la grazia dello Spirito Santo, per testimoniare il Vangelo dell’amore di Dio.
Parlare di sacramento non è parlare di una cosa, ma è parlare di Cristo stesso che diventa fonte, custode e fine dell’amore degli sposi. Cristo stesso viene incontro ai coniugi cristiani attraverso il sacramento del matrimonio. Egli rimane con loro, dà loro la forza di seguirlo prendendo su di sé la propria croce, di rialzarsi dopo le loro cadute, di perdonarsi vicendevolmente, di portare gli uni i pesi degli altri. Il matrimonio cristiano è un segno che non solo indica quanto Cristo ha amato la sua Chiesa nell’alleanza sigillata sulla croce, ma rende presente tale amore nella comunione degli sposi.
Gli sposi indicano lo sposalizio di Cristo con la nostra natura umana. Nella vita nuziale, gli sposi sperimentano e indicano, in una analogia imperfetta ma reale, una pregustazione del banchetto delle nozze dell’Agnello.

Celebrazione del sacramento della Cresima

Oggi, alle 17.30, sarà amministrata la Cresima alle classi prima e seconda media della nostra parrocchia. I ragazzi riceveranno il Sacramento dal Vescovo, Maurizio Malvestiti. Per ragioni di spazio e per ottemperare alle norme antiCovid la celebrazione si terrà nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano Lodigiano e sarà riservata esclusivamente e senza deroghe solo allo stretto nucleo familiare di ogni cresimando. Sarà però possibile seguire la Messa su YouTube al seguente link: https://www.youtube.com/channel/UCRhl2Jwga4PkOiD7ylChvtQ

Orario estivo delle Messe e nuova iniziativa in occasione della Sagra

Dall’inizio del mese di maggio, abbiamo apportato alcuni cambiamenti nell’orario delle Messe. La celebrazione della Messa feriale sarà dunque alle 18 e non più alle 17.30. La Messa Vespertina della domenica, invece, si terrà alle 21 alla Grotta della Madonna. In caso di maltempo sarà utilizzata la chiesa. Colgo l’occasione per informarvi che, in occasione della Sagra, la Parrocchia metterà a disposizione di ogni famiglia che lo volesse un’immagine di San Floriano, che può andare ad aggiungersi a quelle che molti di voi possiedono già. L’immagine, nel limite di una per casa, potrà essere richiesta ai volontari al termine delle Messe

Per vivere meglio le nostre celebrazioni eucaristiche

Alcuni semplici suggerimenti per vivere sempre meglio le nostre celebrazioni eucaristiche.

  1. Ricordo che l’assemblea è in piedi quando il sacerdote invoca Dio con la Preghiera di Colletta. Si alza in piedi al termine della Celebrazione per la Preghiera dopo la Comunione. Ci si alza in piedi anche dopo l’offertorio per la Preghiera sulle Offerte.
  2. Quando è già iniziato un incontro di preghiera o le celebrazioni, chi entra in Chiesa eviti di parlare con altre persone. Indossando la mascherina è inevitabile che per farsi capire è necessario alzare la voce, ma questo comporta un disturbo per coloro che stanno pregando.
  3. Al momento della Consacrazione, quando il celebrante stende le mani sulle offerte e invoca lo Spirito Santo, quando è possibile e non si è impediti da motivi logistici o di salute, è bene inginocchiarsi. Gesù prega in ginocchio suo Padre nell’orto degli ulivi. Molti che lo incontrano si inginocchiano. Paolo ai Filippesi dice “nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra”. L’inginocchiarsi è un gesto di adorazione e di umiltà.