Martedì Santo

Con intensa drammaticità la liturgia del Martedì Santo ci fa presentire l’avvicinarsi dell’ora in cui, in assoluta solitudine, Gesù porterà a compimento il suo sacrificio redentore. In questo giorno, infatti, ci pone davanti allo sconcertante fatto che gli apostoli, e lo stesso Pietro, vengono meno nella fedeltà.
Il brano del Vangelo si chiude con parole cariche di un inquietante presagio che Gesù rivolge al primo degli apostoli: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte». Darai la tua vita per me? È una domanda che ci interpella personalmente e fa sgorgare anche dai nostri occhi le molte lacrime di pentimento che Pietro versò dopo il suo triplice rinnegamento.

Lunedì Santo

La liturgia del Lunedì Santo ci fa uscire da Gerusalemme e ci conduce nella calma atmosfera di Betania, in casa degli amici Marta, Maria e Lazzaro, presso i quali Gesù, per l’ultima volta, va a cercare un po’ di ristoro fisico e morale. La squisita finezza di questi amici ha la sua espressione più alta e più pura nel gesto di Maria che, quasi presagendo la sorte cui il Maestro sta per andare incontro, versa una libbra di olio profumato di vero nardo sui piedi di Gesù e li asciuga con i suoi capelli.
Essa viene biasimata, ma quello che a Giuda sembra uno “spreco” da condannare, per lei è ancora poco.
Il profumo versato vuole significare, infatti, il dono di sé come risposta d’amore all’amore del suo Signore che va a morire per lei e per tutti. Anche oggi Gesù cerca un luogo dove riposare…
Ognuno di noi può essere la sua accogliente Betania.

Sabato Santo

Nel giorno del grande silenzio, come è il Sabato Santo, vorrei abbandonarmi ai ricordi.
Ricorderò innanzitutto il centurione romano, uomo di diversa mentalità, ignaro della Legge e dei Profeti, uomo concreto e attento, che alla fine del terribile dramma del Golgota, ebbe ad esclamare: “Veramente quest’uomo è Figlio di Dio”. Ricorderò i discepoli che si affrettarono a chiedere a Pilato il corpo di Gesù. Non si deve abbandonare Dio nelle mani di quanti non lo amano, di quanti non credono in lui, di quanti lo condannano e lo rinnegano. C’è un sepolcro nel quale deve essere riposto. È il tabernacolo del cuore dell’uomo che può e deve accogliere il grande Martire offertosi come prezzo del nostro riscatto. Ricorderò la Madre. Quella donna forte, la piena di grazia, la sempre Vergine, trafitta dalla lancia, che al termine compì il resto della sua missione: abbracciò quel Figlio generato, abbracciò i figli redenti da quel sangue. Non si deve coprire tutto con la pietra tombale, perché la pietra deve essere tolta e gli uomini devono risuscitare con il “Colui che è morto per amore”. Sarà l’amore la forza che deve trasformare tutti per giungere alla “conformità” con l’Uomo Dio. 

Appuntamenti del Sabato Santo

Ore 8.00: Canto dell’Ufficio e delle Lodi mattutine in Chiesina

Ore 21.30 S. MESSA DELLA VEGLIA PASQUALE

La veglia pasquale inizierà al Mortorino con la benedizione del fuoco e l’accensione del Cero pasquale. Camminando insieme, dal luogo dove abbiamo ricordato la Passione di Cristo, ci porteremo in Chiesa dove celebreremo la vittoria di Cristo sulle tenebre del male e della morte.
Nel momento del Rito del Battesimo, verranno battezzate Alice e Sara, che dopo il cammino catecumenale, entrano a far parte della Comunità Cristiana.

Una luce si intravede nella sera del Sabato Santo: è il fuoco nuovo che si accende all’inizio della solenne Veglia Pasquale, che benedetto dal sacerdote è auspicio per accendere “in noi il desiderio del cielo” perché “la luce del Cristo che risorge glorioso disperda le tenebre del cuore e dello spirito” . Ecco allora che riesplode il canto di gioia “Esulti il coro degli angeli”, e poi ancora le letture bibliche ed i salmi ci raccontano e narrano le prodezze del Signore, dall’Antico al Nuovo Testamento.
È in questa notte che tutta l’austerità della Quaresima viene spazzata via dalla gloria della risurrezione. La luce della risurrezione porterà ai riti battesimali; l’acqua nuova benedetta con cui saremo aspersi in memoria del nostro battesimo sarà per noi segno di salvezza.
Cristo è risorto veramente, alleluia! Gesù è vivente, è qui con noi! Cristo Gesù è il Signore della vita!

Venerdì Santo

Il Venerdì è il giorno del silenzio, della morte in croce del Salvatore del mondo. Una celebrazione austera, dominata dal racconto della Passione secondo il Vangelo di Giovanni. La grande preghiera universale per la Chiesa, per i cristiani, per il mondo, per chi non crede in Dio, per gli oppressi e gli ammalati e per la pace. Poi un crocifisso da adorare, perché “nostra gloria è la croce di Cristo, il Signore è la nostra salvezza, la vita, la risurrezione”.
Dal Venerdì di Passione al Sabato Santo, tutto tace, tutto è buio. La Chiesa non celebra nemmeno la Messa. È il tempo del sepolcro, del silenzio, dell’uomo che fa spazio al mistero.

Appuntamenti del venerdì Santo

Ore 15.00: VIA CRUCIS
(tempo permettendo al Mortorino, altrimenti in Chiesa)

Ore 21.00: CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE
(tempo permettendo al Mortorino, altrimenti in Chiesa)

COLLETTA PER LA TERRA SANTA
Quanto ciascuno offrirà al termine della Via Crucis e durante la Celebrazione della Passione, sarà consegnato alla Curia Diocesana secondo questa intenzione

Giovedì Santo

Il giovedì, al mattino, viene celebrata una sola Eucaristia in Cattedrale a Lodi, per la consacrazione degli Oli Santi e la memoria del Sacerdozio. 

Vengono benedetti: il crisma, olio d’oliva o di altre piante misto ad essenze profumate, olio che consacra nel battesimo, nella cresima, nell’ordine e nei segni dell’altare e dell’edificio chiesa; l’olio per i Catecumeni, che conferisce la forza dello Spirito per la lotta contro il male; l’olio degli infermi che dona lo Spirito Santo per offrire in sacrificio il proprio dolore, strappargli la sua negatività e farlo divenire redenzione e salvezza unendolo a quello di Gesù, guarendo lo spirito e spesso anche il corpo dei fedeli.
All’inizio della Messa nella Cena del Signore, sono recati in processione gli Oli nuovi che tutta la comunità saluta ed accoglie.
Il Giovedì è il giorno della costituzione dell’Eucaristia (prese il pane, lo spezzò, lo diede loro e disse: “Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi”), quando Gesù, radunati i suoi discepoli, prende un oggetto di uso comune – come il pane – e lo offre in sacrificio come suo corpo. E poi il comando a farne memoriale: “Fate questo in memoria di me”. Da quel semplice pane offerto al Padre da Cristo, nasce l’Eucaristia! Ma il Giovedì incontriamo anche un altro simbolo: l’acqua con cui il Signore – chinatosi – lava i piedi ai suoi discepoli, lasciandoci l’insegnamento citato in Gv 13, 14: “Se vi ho lavato i piedi, io Signore e Maestro, quanto più voi avete il dovere di lavarvi i piedi l’un l’altro”.
Il Signore Gesù ci insegna che servire è regnare!

Appuntamenti del Giovedì Santo

Ore 8.00: Canto dell’Ufficio e delle Lodi mattutine in Chiesina

Ore 21.00: MESSA IN COENA DOMINI

Accoglienza degli Oli benedetti dal vescovo la mattina in Cattedrale a Lodi. Lavanda dei piedi ai bambini/e di 4 elementare. La celebrazione si concluderà con la Processione del Santissima Sacramento che terminerà in Chiesina. Breve momento di adorazione Comunitaria. Il Santissimo resterà esposto in Chiesina fino alle ore 23.30 per l’adorazione personale e silenziosa.

Inizia il Triduo Pasquale

Se la Quaresima, Tempo forte che nel cammino della fede ci ha aiutato a prepararci alla
Pasqua, il Triduo Pasquale è il centro ed il fulcro della nostra fede Pasquale.
In tre giorni (da cui la parola Triduo) troviamo il memoriale (= memoria viva) di Gesù, che si esplica nelle celebrazioni della Coena Domini del Giovedì Santo, della Passione il Venerdì
Santo e nella solenne Veglia Pasquale il Sabato Santo.
Ecco allora come il Triduo Pasquale, condensato della nostra fede, è un tempo favorevole per essere Chiesa, Comunità che celebra la misericordia e la gloria del Signore.
È un tempo solenne e grande in cui ognuno di noi può mettersi in gioco con il Signore, sentirlo vicino, godere dei suoi insegnamenti e della sua misericordia, cantare ed esprimere la gioia del cuore perché Lui, con la sua risurrezione ha vinto la morte per sempre!

Settimana santa (3)

Quella della Settimana Santa è l’unica pastorale che chiede di fermarsi per celebrare, di contemplare per rivivere, di fare memoria per poter sperare. È l’occasione propizia per verificare con la partecipazione, anche se questa in certi giorni ed orari chiederà un sacrificio maggiore, quanto sia importante Gesù per me.
Anzi potrebbe essere l’occasione propizia, in questa settimana prima di quella Santa, perché ciascuno nel silenzio del suo essere si faccia queste domande: Sto costruendo attorno alla Persona di Gesù o attorno a delle strategie pastorali, a iniziative, a concetti, a tentativi anche lodevoli in ambito caritativo ma che non sono un modo più forte e decisivo di aggrapparmi a Lui? C’è ancora Gesù lì dove tutto parla di cristianesimo? C’è ancora Lui o l’ombra delle Sue idee? Penso sia bello e importante, ripeto in preparazione alla Settima Santa, che ciascuno con lealtà provi a rispondere senza paura e con umiltà.

“Non si può vivere la Pasqua senza entrare nel mistero.
Non è un fatto intellettuale, non è solo conoscere, leggere. È di più, è molto di più!
Entrare nel Mistero significa capacità di stupore, di contemplazione; capacità di ascoltare il silenzio e sentire il sussurro di un filo di silenzio sonoro in cui Dio ci parla”. (Papa Francesco)

Settimana santa (1)

Con la Celebrazione della “Domenica delle Palme: Passione del Signore”, l’itinerario quaresimale ci introduce in quella settimana i cui giorni vengono chiamati “Santi” e per i quali tutti i giorni vengono santificati. Sono i giorni nei quali si realizza il grande mistero della salvezza: l’uomo Peccatore viene unito alla vita di Cristo, il “Santo” e da lui è redento.
L’uomo è santificato mediante Gesù Cristo e la sua obbedienza al Padre fino alla morte di Croce.
La vita del Figlio offerta e donata ci riporta alla nostra dignità di figli di Padre.
Per partecipare alla gioia della Pasqua incoraggio tutti i cristiani della nostra parrocchia a vivere in tutta la loro pienezza, con una partecipazione reale nella nostra Chiesa e non solo spirituale, i misteri di questi giorni che trovano il culmine nel Triduo del Cristo crocifisso, sepolto e risorto.

Celebrazione della Passione del Signore

La liturgia del venerdì Santo comincia con un tempo di preghiera silenziosa. Dopo la liturgia della Parola con la proclamazione della Passione secondo Giovanni, la celebrazione si svolge in tre momenti: una solenne preghiera universale; la venerazione della Croce; la comunione al pane eucaristico consacrato il giorno prima.
Celebriamo in una Chiesa spoglia, priva di ornamenti, per contemplare Colui che si è lasciato togliere tutto per diventare il servo dell’umanità ed offrirsi interamente. Entriamo in questa liturgia abitati dall’attesa di chi sa che la misericordia di Dio non è finita.