Celebrare il Santo Patrono

Carissimi San Fioranesi,

l’arrivo delle giostre in Piazza degli Orti ci attesta la prossimità della Festa Patronale di San Floriano che, per la prima volta, ho la gioia di celebrare con Voi. Celebrare il santo patrono significa onorare la figura religiosa che i nostri predecessori nella fede hanno scelto come protettore speciale del territorio comunale e della comunità cristiana che in esso si ritrova. San Floriano, per la sua coraggiosa testimonianza di fede, alla consacrazione della chiesa parrocchiale, nel 1892, è stato collocato come aiuto e mediatore tra i credenti residenti a San Fiorano e il Dio scelto individualmente e comunitariamente come quotidiano punto di riferimento. La festa patronale, per essere tale, ha sempre al centro la celebrazione dell’Eucaristica e la processione per le vie del paese con l’effige del Santo per il rafforzamento e la testimonianza della fede comunitaria. La festa incrementa il legame con le proprie radici storiche e rappresenta un punto di convergenza tra la comunità religiosa e quella civile in quanto la vita dei credenti non è una fuga nostalgica nel passato o rifugio in un futuro che ancora non c’è, ma attiva partecipazione alle attuali scelte del paese. Tra le molteplici manifestazioni civili calendarizzate quest’anno, il 3 maggio è prevista l’inaugurazione del nuovo Asilo Nido Comunale. Credo che sia proprio questo l’evento da affidare particolarmente alla testimonianza e all’intercessione di San Floriano. Il Nido è un inequivocabile “segno” che a San Fiorano, in un contesto nazionale e continentale sempre di più caratterizzato dalla denatalità, si desidera andare controcorrente scommettendo fortemente sulla Vita in quanto tale e specificatamente sulla qualità della Vita. Scommessa sulla ricerca ed educazione alla “pienezza di Vita” che, anche noi oggi, come San Floriano ai suoi tempi, sostanzialmente non dissimili dai nostri, confessiamo di aver trovato e vivere condividendo la sua stessa Fede.
Grazie a Tutti i San Fioranesi che ogni giorno, in ambito religioso o civile, con disinteresse personale, dedizione, competenza e gioia, danno il meglio di sé per custodire, rafforzare e tramandare la bellezza dei Valori umani e cristiani vissuti a San Fiorano.

(Immagine: deposizione di San Floriano: Scuola danubiana, 1516 – 1518)

San Floriano

Secondo la tradizione, Floriano era un soldato romano vissuto tra il III e il IV secolo, di stanza nel Norico, una provincia dell’impero corrispondente grosso modo all’attuale Austria. Servì egregiamente da ufficiale in difesa dei confini settentrionali e pare facesse parte di una speciale squadra militare addestrata a spegnere gli incendi. La conversione al cristianesimo gli costò la vita durante la grande persecuzione di Diocleziano. Nel 304 Floriano, in servizio nell’attuale Sankt Pölten, volle raggiungere a Lauriacum (oggi Lorch, un sobborgo di Enns) quaranta correligionari cristiani che erano stati condannati a morte e condividere con loro il martirio. Giunto in città, confessò la propria fede.
Durante il processo sommario il giudice non ebbe pietà: lo fece torturare e gettare nel fiume con una macina di pietra legata al collo.
Si racconta che il corpo fu raccolto dalla matrona Valeria e sepolto sul sito dove i vescovi di Passavia fecero erigere la grande abbazia di Sankt Florian, che è uno dei più celebri monumenti del barocco austriaco. Tra gli affreschi sulla vita del santo che si ammirano in questo luogo, uno mostra il salvataggio, grazie all’intercessione di Floriano, di un uomo caduto nel fuoco.
Nei secoli sono fiorite molte leggende, tra cui quel-la che racconta di come il santo abbia estinto un incendio con una sola brocca d’acqua.
Non era raro un tempo in Austria vedere nelle abitazioni rurali la scritta: «O santo Floriano, risparmia la mia casa». Un’invocazione che oggi vale per quella casa comune che è il pianeta Terra, minacciato dalla nostra cattiva coscienza ecologica.

(Enzo Romeo da Santi e Beati)

San Floriano Martire

Sempre con viva emozione ed interiore compiacimento sono lieto di unirmi alla vostra gioia, della comunità civile e religiosa, mentre insieme ci apprestiamo ad entrare nel vivo dei solenni festeggiamenti in onore del nostro patrono san Floriano martire, discepolo audace di Gesù, nostro esimio compagno di fede e di speranza nel futuro.
In questo Anno Giubilare, indetto dal papa Francesco, recentemente morto e risorto in Cristo e che ricordiamo con affetto nella preghiera, la nostra festa patronale costituirà un tempo singolare di grazia per divenire ‘pellegrini di speranza’ e si configurerà come un’intensa e proficua opportunità per incontrare ancora il Cristo e per ascoltarne la voce, tenendo così «accesa la fiaccola della speranza, che ci è stata donata e facendo di tutto, perché ognuno riacquisti la forza e la certezza di guardare al futuro con animo aperto, cuore fiducioso e mente lungimirante». Il Signore, che in san Floriano ha colmato il nostro popolo di innumerevoli doni di grazia e di santità, chiama in tal modo ancora una volta tutti e ciascuno di noi ad un rinnovato impegno di fedeltà evangelica e ci invita a prendere il largo verso nuove frontiere apostoliche, seguendo il luminoso esempio del nostro Santo, orizzonte della santità, misura alta della vita cristiana ordinaria. Viviamo perciò con gioia cristiana e con santo ardore questi giorni di festa in onore del nostro Patrono! Raccogliamo la sua testimonianza, senza disperdere il patrimonio di fede, che Egli ci ha lasciato! Custodiamolo come il tesoro più prezioso della nostra storia e trasmettiamolo alle nuove generazioni con la parola e con l’esempio, affinché anch’esse riscoprano la bellezza della fede, gli alti ideali di vita e gli autentici valori morali e sociali, che ne derivano! Nessuna difficoltà ci scoraggi: le prove diventino piuttosto occasioni di grazia per alimentare in noi la fiducia nell’azione provvidente dello Spirito, per purificare il nostro agire e nutrire la speranza, stretti gli uni agli altri in un rinnovato vincolo di fraternità e in un più convinto impegno di fede! Ritrovare coesione e slancio per il futuro non è infatti possibile senza questo sguardo contemplativo e trascendente, che dona sicura giustizia e fondata speranza alle nostre aspirazioni, supera stanchezze e delusioni, irrobustisce la carità. E ciò vale per la vita personale e sociale! È dunque questo il senso autentico della nostra Festa Patronale, che non può certamente ridursi a mero sentimento e folklore! Ed è questa l’offerta spirituale più gradita al Signore, che noi desideriamo deporre sul santo altare, attraverso le mani del nostro Santo!
Sarà così più facile – è questo il mio augurio – assicurare al nostro paese un futuro più ricco di speranza, costruendolo sui valori perenni del Regno di Dio che è il Regno della verità e della vita, il Regno della santità e della grazia, il Regno della giustizia, dell’amore e della pace. In questi giorni di festa, rinnovo volentieri tali auspici, invocando la celeste intercessione del santo patrono. Buona festa patronale!

Festa patronale

Al termine di questi giorni di Festa in onore del nostro Patrono san Floriano martire, voglio ringraziare dal più profondo del cuore tutti coloro che hanno partecipato ai momenti di festa, in particolar modo con la presenza alle celebrazioni liturgiche quale grande e bella testimonianza di essere e di appartenere ad una famiglia, la comunità cristiana. Ci siamo stretti, nella fede e nella preghiera, intorno al nostro Patrono, con momenti di grande partecipazione e devozione. 
Voglio ringraziare inoltre tutti coloro che si sono impegnati per la buona riuscita di tutti i giorni di festa. Un grazie a tutti coloro che hanno preparato la nostra Chiesa: uno splendore.
Grazie a tutti coloro che hanno prestato un servizio liturgico: ministranti, organisti, cantori, lettori.
Grazie a coloro che hanno preparato ed organizzato la Pesca di beneficenza.
Grazie al vostro impegno, al calore e alla passione che sempre mettete.

San Floriano, martire nostro Patrono

Nel cammino annuale il tempo della Festa Patronale rappresenta un’occasione speciale a livello identitario per la Parrocchia e per l’intero paese, oltre che per tanti nativi di san Fiorano, ora residenti in altri comuni, è il momento in cui ritornare a respirare l’aria del paese natio e gustare la gioia di ritrovarsi con gli affetti.
San Floriano non è solo il Patrono a cui ricorrere una volta l’anno ma un riferimento certo di vita bella, buona e santa che ci mostra come ogni condizione di vita sia propizia per corrispondere all’amore di Dio e per realizzare la propria gioia facendo la sua volontà, nella fedeltà a quanto chiede il Signore. “La santità è il volto più bello della Chiesa”, scrive Papa Francesco, invitando l’intero Popolo di Dio a camminare davanti al Signore con integrità, a non accontentarsi di “una esistenza mediocre, annacquata e inconsistente”, lasciandosi invece “stimolare dai segni di santità che il Signore presenta attraverso i membri del popolo di Dio… che diffondono la viva testimonianza di Lui, soprattutto per mezzo di una vita di fede e di carità”.
E se anche i più semplici possono offrirci modelli assai grandi, quanto più un santo come San Floriano, che ha avuto il coraggio di fare una scelta radicale: non rinunciare alla sua identità cristiana e manifestandola con fedeltà anche di fronte al pericolo della propria vita.
In San Floriano noi contempliamo un modello di vita cristiana e di uomo di Dio quanto mai attuale. Vogliamo guardare a Lui per cogliere l’attualità del Vangelo, la gioia del discepolato e della sequela, la bellezza dell’apostolato e della missione, lo stupore dell’appartenenza generosa alla Comunità cristiana e civile.

Questa Festa è anche un’occasione propizia per dire “GRAZIE!!!”.
Grazie a tutti coloro che in questa e in molte atre occasioni donano del loro tempo, competenza e passione alla Comunità Parrocchiale e alla Comunità Civile. È la bellezza dei volontari.
Il nostro Paese, soprattutto la nostra Parrocchia, vivono della disponibilità di questi volti, di questi nomi che mettono in evidenza uno dei aspetti più belli della vita comunitaria.
Dire grazie significa riconoscere e quindi accettare il fatto che si ha bisogno l’uno dell’altro. Concetto che è alla base del vivere sociale.
Ma soprattutto è un sentimento positivo, e genera un atteggiamento positivo verso la vita. Esempi da raccogliere e testimonianze da portare avanti: dimostrano a tutti noi che è possibile costruire una convivenza basata sulla cura e l’attenzione verso l’altro, e verso la propria comunità cittadina e parrocchiale.

Con queste considerazioni auguro a tutti voi di vivere serenamente e con i vostri affetti questi giorni di festa. San Floriano vegli sul cammino della nostra comunità civile e parrocchiale.

San Floriano Martire nostro Patrono (2)

Solo chi accoglie la prospettiva di Gesù incontra un Padre che lo ama e che lo rende capace di amare. La fede è amore: partecipazione al grande progetto di un Dio che si è rivelato come amore, e per questo apre la porta ad una vita più autentica, gioiosa, intensa.
La fede è annuncio di Gesù. Per questo Papa Francesco, ha chiesto a tutta la Chiesa di interrogarsi e di confrontarsi, alla scopo di orientare la fede verso l’inalterata verità del Vangelo.
E questo anche a noi, perché una Festa Patronale non è veramente comunitaria se, insieme, non ci impegniamo, sosteniamo vicendevolmente per una vita di comunità cristiana credibile e capace di annunciare Gesù. Attraverso la testimonianza di san Floriano, che ancora oggi si rivolge a tutti i credenti, la nostra Comunità di fede deve saper trasmettere e donare una propria, originale, attuale vita nello Spirito. Basta camminare insieme. Basta lasciare bruciare dallo Spirito ogni paura ed ogni orgoglio. Basta accogliere i doni della sua costante presenza in mezzo a noi per crescere nell’amicizia ed allontanare ogni motivo di divisione.
Ogni uomo sperimenta spesso la sera del mondo, della vita, della stanchezza, della delusione, della mancanza di speranza, della fame, anche della guerra. Ma quando il giorno comincia a declinare, quando si fa sera, il Signore resta con noi per nutrirci di sé. E la fede ci aiuta ad accogliere questo dono senza uguali: nell’Eucaristia Dio si fa nostro cibo e nostra vita. Prendendo a prestito il titolo del libro di un teologo moderno, la nostra Festa Patronale sarà dunque vera e feconda se giungeremo insieme a dire: “Dio c’è ed è bellissimo”.

San Floriano Martire nostro Patrono (1)

In occasione della nostra Festa Patronale in onore di san Floriano martire, desidero rivolgere un pensiero di gratitudine e di speranza:
– di gratitudine per quanti collaborano, con sempre maggiore generosità, alla crescita della nostra Comunità cristiana e civile;
– di speranza per tutti coloro che danno una testimonianza cristiana e umana impegnandosi al servizio del prossimo, nel costruire relazioni fraterne, superando inevitabili incomprensioni, tensioni e malintesi, dando del tempo ed energie per il bene comune.

La Festa Patronale di quest’anno è strettamente connessa con l’Anno Eucaristico diocesano.
La chiesa di Lodi e le comunità parrocchiali, quindi anche la nostra, riflettono sulla grande Presenza Eucaristica del Signore. Un itinerario che deve aiutare ciascuno di noi a sentirsi parte attiva della Comunità parrocchiale e diocesana. Usciti, quasi totalmente, dal periodo di pandemia, abbiamo la possibilità e l’occasione favorevole per ritrovare la dimensione comunitaria della nostra spiritualità. Ma ci stiamo accorgendo che la partecipazione alla vita ecclesiale stenta a riprendere e le troppe “assenze” segnano una realtà che ci interroga.
Per questo motivo, desidero ribadire con maggiore vigore, in occasione di questa Festa, guardando l’esempio del martire Floriano, questo interrogativo: Chi è il Dio in cui crediamo?
E’ la domanda fondamentale della fede, l’invito a conoscere sempre di più quel Dio che Gesù ci racconta nei Vangeli. Per diventare Comunità di fede viva è importante, allora, liberare la testa da vecchie ed asfittiche convinzioni religiose, per imparare ad ascoltare la testimonianza di quanti hanno incontrato Gesù vivo ed hanno trasmesso a noi le loro esperienze, il che significa cercare con costanza, nella nostra vita, quel tesoro nascosto che è la presenza di Dio.

Pesca di beneficenza 2023

Quest’anno, in occasione della Festa Patronale, riprende anche questa iniziativa a favore della Parrocchia. Si potrà “pescare” alla Scuola della Parola e della Carità.
Orario apertura:
Domenica 30 aprile dalle ore 9.30 alle 12.00 dalle ore 15.00 alle ore 19.00

Lunedì 1 maggio dalle ore 9.30 alle 12.00 dalle ore 15.00 alle ore 19.00
Giovedì 4 maggio dalle ore 9.30 alle 12.00 dalle ore 15.00 alle ore 19.00
Giovedì 5 maggio dalle ore 11.15 alle ore 12.00
Sabato 6 maggio dalle ore 20.30 alle ore 22.30

Dopo la sagra patronale

Da poco tempo sono terminati i giorni della nostra festa patronale. Giorni intensi che hanno coinvolto la nostra comunità parrocchiale e tutto il nostro paese. Ringrazio per la partecipazione di un buon numero di persone alle varie e molteplici iniziative.
Presenze che hanno dimostrato riconoscenza, gratitudine e apprezzamento.
Non è il tempo per un bilancio. Questo è il momento propizio perché questi giorni di abbondante semina possano portare in tutti noi, terreno fertile, frutti abbondanti.
Ringrazio in modo particolare tutte le persone che in maniera esemplare hanno dato tanta disponibilità, tempo ed energia perché tutto potesse essere ben organizzato, preparato e decorosamente realizzato.