Mese di maggio, mese mariano

Il mese di maggio è dedicato alla Madonna seguendo una tradizione niente affatto antica, anzi piuttosto recente. Si pensa che Maggio, mese del rifiorire della natura, ci ricordi appunto l’idea dei fiori e la Madonna certamente è il fiore più bello, dopo Cristo, creato da Dio. Ma perché proprio il mese di maggio? L’idea dalla quale questa devozione popolare, poi fatta propria dalla Chiesa, è partita deriva dal fatto che maggio, generalmente, segna il tempo anche dal punto di vista climatico, della ripresa, del risveglio della natura. Insomma, ci indica l’idea dei fiori, e nel giardino creato da Dio, dopo Cristo, il fiore più bello e profumato, è appunto Maria. Ecco spiegato il nesso maggio – Maria. La cosa non deve stupire molto in quanto, anche tra i pagani, vi erano delle feste dedicate ad eventi stagionali e climatici, quindi non ci trovo assolutamente nulla di strano e rivoluzionario.
Il consiglio che posso dare per vivere al meglio questo mese è quello di pregare Maria e attraverso di lei arrivare a Suo Figlio. Maria, la Tutta Santa, è certamente il mezzo, la chiave migliore e più efficace per giungere a Cristo che ci aspetta con amore e fiducia. Maria è una potente mediatrice, la principale tra l’uomo e Cristo, per questo bisogna credere in lei ed amarla come si merita.
Un altro consiglio pratico: a parte le recitazioni del rosario, che comunque non ha stretta attinenza con Maggio, si potrebbe dedicare un pensiero mariano al giorno, una preghiera o una meditazione. Volendo e potendo si può usufruire dei momenti di preghiera prima della Celebrazione Eucaristica o alla sera propostaci dalla Parrocchia. Mi sembra una pratica da seguire e da incentivare.
Maria è pur sempre madre nostra, ma anche madre della Chiesa.
Maria medita la Parola di Dio: ecco appunto un altro dei punti nodali di Maria. In un tempo nel quale domina tanto baccano, tanta confusione, Maria sa meditare ed apprezzare in silenzio il mistero del Figlio e non dubita mai.
Maria è un esempio da imitare da seguire con assoluta certezza.

Come comunità cristiana ci ritroveremo lunedì, martedì, giovedì e venerdì alle ore 21.00 presso la Grotta di Lourdes per la preghiera meditata del rosario.
Al mercoledì invece, sempre alle ore 21.00, la recita del Rosario sarà itinerante:

  • 8 maggio presso l’Oratorio
  • 15 maggio in via Garibaldi
  • 22 maggio alla Cascina Divizia
  • 29 maggio in via Piacenza

Mese di Maggio

Anche questa settimana ci ritroveremo, da lunedì a venerdì alle ore 21.00 per la Recita del Rosario. Continuerà la nostra breve riflessione, prima della conclusione di ogni serata, sulla “Salve Regina. È il saluto dei servi alla Regina di misericordia; saluto solenne, espresso con felice disposizione letteraria: lo stesso termine apre e chiude la prima strofa («Salve Regina, Madre di misericordia […] salve»); è clamore nel senso biblico-liturgico di grido di un popolo oppresso che sale fino al cielo, clamore che si leva dai servi – oppressi dalla coscienza del peccato e gementi in terra d’esilio – alla loro Avvocata, perché intervenga in loro favore; è la supplica dei Salve regina. Una invocazione alla madre di Gesù, perché «dopo questo esilio» mostri ad essi il Figlio, «frutto benedetto» del suo grembo.
Per comprendere la Salve regina bisogna collocarla all’interno di un vasto affresco teologico in cui emerge la visione di Cristo, nostra speranza, e della chiesa, come comunità di speranza, ma anche un modo di considerare l’esistenza cristiana alla luce delle realtà ultime, rivolta verso il suo traguardo e compimento.
Cristo, nostra speranza. Gesù risorto è la nostra speranza, egli è «il primogenito di coloro che risorgono dai morti», la pienezza di tutte le cose. Della nostra speranza egli è il fondamento supremo, la garanzia assoluta, il contenuto immenso. In lui il futuro ha già
un volto personale e il regno di Dio ha un nome. Cristo risorto è punto di riferimento, di speranza, per ogni uomo e ogni donna che, su questa terra, partecipa al mistero del dolore. Nel presente del dolore, Cristo risorto è la certezza del futuro della gloria.
La chiesa, una comunità di speranza. È il popolo che compie nella speranza il suo pellegrinaggio verso la vera Terra promessa, verso la comunione piena con Dio. L’immagine della vita come cammino verso il cielo si presenta con tre componenti essenziali: il viandante, la via, la meta. Il viandante viene designato come esule, come pellegrino, come uomo che ha smarrito la strada. La via è considerata ora come deserto o terra arida, come valle di lacrime, come mare in tempesta, oppure come Cristo-via, la sola che conduce al Padre.
La meta è individuata ora in Dio, il termine di ogni «santo viaggio», ora nella «città del Dio vivente» o nella «Gerusalemme celeste», ora nel «nuovo cielo» e nella «nuova terra», ora nella definitiva «Terra promessa».

Mese di Maggio

Continua il mese di Maggio. Continua il nostro impegno, cioè di comunità cristiana, di trovarci a pregare il Rosario le sere alle ore 21.00. In questa settimana e parte della prossima, ci disporremo a compiere un itinerario di riflessione e di preghiera, che vuol essere un riverente omaggio alla beata Vergine, nostra madre e regina. Ci ispireremo alla Salve regina, celebre antifona medievale che, ancora oggi, chiude la preghiera quotidiana della chiesa. Ancora oggi, nel quotidiano vivere in un mondo stupendo e tragico, violento e pur anelante alla pace, la vergine Maria è per noi un’icona di rassicurante fiducia, madre del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo. Modello di tutta la chiesa, Maria è anche maestra di vita spirituale per i singoli cristiani. Maria è soprattutto modello di quel culto che consiste nel fare della propria vita un’offerta a Dio. Il «sì» di Maria è per tutti i cristiani una lezione e un esempio. Ecco perché la chiesa traduce i molteplici rapporti che la uniscono a Maria in alcuni atteggiamenti particolari: in venerazione profonda di fronte alla dignità della Vergine, madre del Verbo incarnato; in amore ardente quando considera la sua sollecitudine verso i suoi figli; in fiduciosa invocazione quando sperimenta l’intercessione della sua avvocata e ausiliatrice; in operosa imitazione quando contempla la sua santità e le sue virtù; in commosso stupore, quando vede in lei un’immagine di tutto ciò che desidera essere.

Dobbiamo aver cura delle nostre parole,imparando da Maria, che ha saputo esprimersiin modo umile, pacifico, determinato

Si sta per concludere il Mese di Maggio. Ci ha visti coinvolti come comunità parrocchiale, nelle sere da lunedì a venerdì, presso la Grotta, per pregare insieme il santo Rosario. Una buona presenza per questo nostro mese mariano. Abbiamo vissuto un esercizio di preghiera e di contemplazione unanime.
Vogliamo concludere evidenziano le parole di Maria. Lei parla sei volte, nel Vangelo. Due volte quando l’Angelo le annuncia la nascita del Bambino e lei risponde: “Com’è possibile? Non conosco uomo”.
Obiezione sensata e razionale. Quale che sia il messaggio, la ragione non viene meno e deve chiedere, chiedere, chiedere. E poi, subito dopo la risposta dell’Angelo, risposta coerente con la sua fede e con la realtà delle cose, perché davvero, come dice l’Angelo, Elisabetta, che tutti credevano sterile, sta aspettando un bambino, lei Maria risponde: “Eccomi”. Eccomi ci sono, non mi sottraggo. Poi ancora Maria parla con le parole del Magnificat, cosmico inno di lode al tempo che viene, rovesciamento del potere del mondo a favore degli umili. Umile è attributo che deve riconoscere il mondo, nessuno può darselo.
Poi, ancora, Maria parla dopo aver perso Gesù ragazzino per tre giorni: “Perché ci fai questo?”, chiede. Una domanda piena di dolore e di affetto. Se amiamo possiamo chiedere, anche a Dio, sempre.
E poi parla alle nozze di Cana e sollecita la manifestazione al mondo del Messia: “Non hanno vino”, non hanno la gioia. E poi, le ultime sue parole ai servi, a noi, a tutto il mondo: “Fate quel che vi dirà”.
Fidatevi, seguitelo, innamoratevi di Lui. Parlare così. Seguendo razionalità, e poi attenzione al bisogno del mondo, gioia come bisogno fondamentale dell’uomo. Infine con lei: “Fate quello che vi dirà”.
Sequela umile, pacifica, determinata, fino alla fine. Forse così si può parlare.

Mese di Maggio

Continua il mese di Maggio, dedicato alla Vergine Maria. Continua il nostro bel appuntamento serale, come comunità cristiana, a pregare insieme alla grotta di Lourdes. Occasione propizia per poter riscoprire, o far continuare a vivere, la devozione a Maria mediante la recita del Santo Rosario.
PregarLa è fonte di grandi grazie, e su questo duemila anni di cristianesimo ci hanno mostrato come chi
si rivolge a Maria con fiducia e la riconosce come Madre, ottiene aiuti e protezioni spirituali, che sanno tenere la persona saldamente ancorata alla sua vita. Ecco allora l’invito a vivere questo tempo alla luce dell’essere figli amati dalla Madonna. La recita del Rosario, fatta in modo comunitario, ci aiuta a sentirci popolo, a coltivare la serena evidenza che attorno a Maria ci possiamo sentire tutti amati e cercati.
Questo cammino che stiamo vivendo insieme diventi un beneficio per tutti noi e per la nostra vita da credenti. Il mese di Maggio sia occasione per incidere nel nostro cuore una sempre più fervente devozione mariana. 

Maria: Regina della Famiglia

Queste poche righe vorrebbero essere un invito a tutte le famiglie della nostra Parrocchia: vivete questa seconda parte del mese di maggio, invocando Maria come Regina della Famiglia.
È stato Papa Giovanni Paolo II ad avere questa ispirazione meravigliosa nell’inserire nelle litanie lauretane questo appellativo.
Ritrovandosi insieme intorno alla Vergine, la famiglia riscopre la bellezza di una preghiera unanime. Pregando uniti, la famiglia si rafforza.
Sentano i genitori questo impulso spirituale: invocare, con i propri figli, la protezione di Maria, nostra Madre. Un’occasione propizia per crescere nell’amore di Gesù e perché la famiglia possa adempiere all’impegno assuntosi nel giorno del Matrimonio e nell’occasione del Battesimo di un proprio figlio/a: camminare nella fede. Chi meglio di Maria può favorire questo itinerario familiare?
Il mese di maggio ha ancora alcuni giorni: spero proprio che qualche famiglia raccolga questo umile e semplice suggerimento.

Maria ci riporta a Gesù

Il racconto delle nozze di Cana ci ricorda che Maria è l’unica che si accorge del problema, ovvero la mancanza di vino che determinerebbe come conseguenza la fine della festa. 
E cosa fa? Rivolge la parola ai servi, dicendo loro cosa fare: “Fate quello che Lui vi dirà”.
Li riporta, cioè, a Cristo, li rimette all’insegnamento di Gesù.
Grazie alla sua intercessione la difficoltà viene risolta e trasformata in un miracolo.


Riscoprire la preghiera del Santo Rosario

Perché quella del Rosario è una preghiera che va sempre riscoperta.
Ci insegna due cose fondamentali: a tenere lo sguardo fisso sul Vangelo, perché tutti i misteri del Rosario sono solo episodi del Vangelo; e poi il valore della semplicità.
Pregare il Rosario, affidandoci totalmente a Gesù e a Maria meditando il Vangelo.
Siccome abbiamo almeno 20 misteri del Rosario, ogni giorno potremmo prendere l’impegno di mediarne uno solo, andandoci a leggere il brano del Vangelo corrispondente e, sostando su quel passo, recitare 10 Ave Maria.

La presenza di Maria ci ricorda che non siamo soli

Per molti, soprattutto per chi ha una fede acerba, i tempi che viviamo (prima la pandemia, ora la guerra) sono il segno di come Dio sia lontano dall’uomo. 
Pensare alla Vergine Maria, alla sua esperienza terrena e alle difficoltà che ha dovuto affrontare, può aiutarci a sentirci meno soli e a “camminare” con più coraggio.
Il problema è che noi abbiamo paura nella misura in cui ci sentiamo soli. Appena realizziamo che non siamo soli, la paura non scompare ma non ha più l’ultima parola. La presenza di Maria è per ricordarci che non siamo soli. C’è Lei dalla nostra parte ci accompagna ogni giorno.

Il mese di maggio per avvicinarci a Maria

Niente di nuovo, però credo sia utile – per i credenti ma anche per i più tiepidi – sapere che c’è un tempo speciale in cui la Chiesa ci propone di avvicinarci a Maria. 
Madre del Signore Gesù e Madre di tutti gli uomini.
Maria ha una doppia vocazione: se, da una parte, è la Madre di Gesù e quindi di Dio, dall’altra parte, Gesù sotto la croce, spalanca la maternità di Maria a tutti sin dal principio. La Chiesa ha capito che, se doveva assomigliare a qualcuno, quel qualcuno era Maria. Attraverso la figura della Vergine possiamo comprendere la missione di Cristo, il senso del Vangelo stesso.

Mese di maggio

Per antica tradizione cristiana il mese di maggio è il mese dedicato alla devozione della Beata Vergine Maria. In questo mese siamo tutti invitati a vivere con Maria in attesa dello Spirito Santo, proprio come fecero gli apostoli in attesa della Pentecoste, i quali “perseveravano concordi nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui.”. 
A ben vedere non si può essere cristiani senza essere mariani poiché Cristo è entrato nella storia per la mediazione di Maria. Lo Spirito Santo è disceso sulla Chiesa e sul mondo per l’intercessione di Maria che era in orazione con gli apostoli nel cenacolo di Gerusalemme. E la nostra trasformazione in Cristo avviene sempre per opera dello Spirito Santo con la collaborazione di Maria.
La relazione con Maria non è un “articolo di lusso” nella vita cristiana, ma un a vitale necessità.
Il cristiano non può vivere senza Maria che è la Madre di Cristo, la Madre della Chiesa, la Madre nostra.
Colgo questa occasione per invitare tutti, per incoraggiare le famiglie (genitori e figli) a vivere questo mese di maggio in relazione intima con Maria offrendoLe tutta la nostra devozione filiale.
La via regia potrebbe essere quella della recita quotidiana del Santo Rosario, fatto in casa con i propri familiari e quando l’occasione e il tempo lo permette con la Comunità Parrocchiale.
Il rosario è la preghiera che ci aiuta a pensare a Gesù passando per il cuore della Madre.
Ripercorrendo, attraverso i misteri del Rosario, la vita di Cristo, ripetendo il saluto dell’angelo, Maria ci insegnerà a contemplare Cristo. E alla scuola di Maria resteranno impresse nel cuore e nella mente le parole e le opere di Gesù, nostro maestro e redentore. Papa Francesco ha detto: “Il Rosario è una sintesi della Divina misericordia, la preghiera che accompagna sempre la mia vita; è anche la preghiera dei semplici e dei santi. È la preghiera del mio cuore”. Non c’è scuola migliore!