Ottobre: mese missionario (2)

La missione è credere che Gesù è morto “uno per tutti” (2 Cor 5, 12), anche per coloro che non lo sanno. Come Paolo che non ha conosciuto Gesù durante la sua vita terrestre, anch’io e ciascuno di noi, possiamo dire singolarmente: “Mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Gal 2, 20) per me personalmente.
Ecco perché io non posso tacere questo fatto!
La missione è seguire le orme di Maria, che ben sapendo di portare nel suo grembo il Salvatore del mondo “si mise in viaggio verso la montagna e raggiunge in fretta una città di Giuda” (Lc 1, 39).
Missione è portare al mondo il fuoco che Gesù Cristo ha portato sulla terra e desidera che sia quanto prima acceso (cfr Lc 12, 45).
La missione è portare la luce che è Gesù Cristo, “la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1, 9).

Ottobre: mese missionario (1)

Che cosa è la missione? Perché si va in missione? Perché la Chiesa non solo è ma fa la missione?
Forse per conquista territoriale o numerica? Oppure per il potere e la dominazione?
O, forse per il prestigio internazionale o per colonialismo culturale o spirituale?
Che cosa è quindi la missione?
Ci sono cento modi per descriverla. Anche perché oggi, l’evangelizzazione (che è un altro nome della missione) è un’attività molto ricca e variegata nelle sue forme. Senza cercare una definizione scolastica preferisco descriverla con molteplici battute.
La missione è la gioia di credere nella “bella novella”, o “buona novella” portata ai poveri pastori e di continuare la sua diffusione:  “Non temete, ecco io vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato… un salvatore  che  è  il  Cristo  Signore” (Lc 2, 10-11).
La missione è la gioia di conoscere Dio come Padre e come amore e annunziare agli altri, come gli Apostoli, la persona e l’opera di Gesù Cristo, il Figlio unigenito del Padre:  “E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (1 Gv 4, 14-16). Credere che Iddio mi ama produce una gioia che è contagiosa.

Movimento e riposo

È vero che la strada è il nostro progetto per questo anno pastorale. Però l’equilibrio è saggezza. Diventa necessario saper equilibrare movimento e riposo.
Le proposte liturgiche, celebrative, catechistiche dobbiamo accoglierle dentro questa prospettiva.
Gesù ha inviato i suoi discepoli “sulla strada” ma li ha anche sollecitati a staccarsi dalla folla, dal loro lavoro e ritirarsi con Lui in un “luogo solitario”.
Insegna loro a fare quello che faceva lui: a equilibrare azione e contemplazione, a passare dal contatto con la gente al dialogo segreto e rigenerante con se stessi e con Dio.
Prospettiva di grande importanza e attualità. Le persone sono quotidianamente sulla strada, ma i ritmi della vita hanno preso una velocità che supera le nostre capacità di adattamento.
“Affrettati lentamente”, dicevano i latini. Oggi si è cancellato l’avverbio, lentamente, e si ubbidisce solo al verbo: affrettati, corri, sbrigati. Il correre è diventato spesso una frenesia e una malattia. Si dice: “Chi si ferma è perduto”, ma perduto è anche chi non si ferma mai.
Succede che invece di integrare le cose dentro di sé, sono le persone a consegnarsi alle cose.
Si diventa come ingranaggi di una macchina che non si ferma mai.
Ricordate la scena di Charlot alle prese con la catena di montaggio in Tempi moderni? La vita, allora, non è più un viaggio, ma un semplice trasferimento. Non si ha tempo di capire e di gioire di ciò che la vita offre giorno per giorno. È come viaggiare su un’autostrada con la sola preoccupazione di superare la distanza nel minor tempo possibile, senza nulla godere del paesaggio che si attraversa. Uno può trovarsi dall’altro capo dell’esistenza, senza neppure accorgersi di avere vissuto.
Questa esigenza di tempi di solitudine e di ascolto si pone in modo speciale per gli annunciatori del Vangelo e gli animatori della comunità parrocchiale che devono tenersi costantemente in contatto con la sorgente della vita e della Parola che devono trasmettere.
Ecco il mio personale invito a non sottovalutare o lasciar cadere in uno stile di indifferenza la proposta di un “Tempo di preghiera davanti a Gesù Eucaristia”.

Non cessiamo di pregare

“NON CESSIAMO DI PREGARE PER VOI E DI CHIEDERE CHE ABBIATE PIENA CONOSCENZA DELLA SUA VOLONTÀ, CON OGNI SAPIENZA E INTELLIGENZA SPIRITUALE, PERCHÉ POSSIATE COMPORTARVI IN MANIERA DEGNA DEL SIGNORE, PER PIACERGLI IN TUTTO, PORTANDO FRUTTO IN OGNI OPERA BUONA E CRESCENDO NELLA CONOSCENZA DI DIO”

Le parole di san Paolo nella Lettera ai Colossesi (1,9-10) ci orientano verso una delle scelte pastorali per questo anno: il Giovedì eucaristico con l’esposizione del Santissimo Sacramento, al mattino e alla sera. Così facendo, si cerca di incoraggiarci vicendevolmente ad un momento di preghiera personale.
Invito coloro che sosterranno davanti a Gesù, ogni giovedì, nelle loro preghiere ad avere un ricordo per tutta la Parrocchia, perché impari sempre più e meglio a camminare in maniera degna del Signore.

Beata Vergine del Rosario (2)

Preghiera tradizionalmente semplice e popolare, ma profondamente teologica, il Rosario è da sempre preghiera della famiglia e per la famiglia. La famiglia che prega unita, resta unita.
Riprendere a recitare il Rosario in famiglia significa immettere nella vita quotidiana ben altre immagini, quelle del mistero che salva: l’immagine del Redentore, l’immagine della sua Madre Santissima: due immagini che non possono mancare nelle case dei cristiani.
Mi auguro, pertanto, che nelle famiglie si torni a pregare col Rosario per i figli e ancor più con i figli.
Le nuove generazioni, se verranno iniziate a questa preghiera con opportuni accorgimenti simbolici e pratici che ne favoriscano la comprensione e la valorizzazione, saranno capaci di sorprendere ancora una volta noi adulti, nel far propria questa preghiera e nel recitarla con l’entusiasmo tipico della loro età.

Giovedì Eucaristico

A iniziare da Giovedì 7 ottobre, tutti i giovedì, per le prime settimane nella chiesina, verrà esposto il Santissimo Sacramento per un momento di adorazione e riflessione personale Orario esposizione Santissimo Sacramento:

  • dalle ore 8.00 alle ore 11.00
  • dalle ore 20.30 alle ore 22.00

Ogni giovedì verrà lasciato, all’ingresso sul tavolino una preghiera per la Parrocchia e un libretto per la preghiera personale. Chi lo ritiene uno strumento utile e lo usa, poi è invitato a non lasciarlo in chiesa, ma a portarlo a casa, causa pandemia. Per i primi due mesi verrà proposto il sussidio con una “Preghiera davanti all’Eucaristia sul CAMMINO di fede di Abramo”.

Beata Vergine del Rosario (1)

Giovedì 7 ottobre celebreremo la Memoria della B.V. Maria del Rosario. Questa festa dà l’opportunità, alle comunità cristiane, come ad ogni fedele, di valorizzare, nel mese di ottobre, questa preghiera mariana.
Il Rosario ci mette alla scuola di Gesù, il nostro unico Maestro: non solo per imparare le cose che Egli ha insegnato, ma per ‘imparare Lui’. Maestra impareggiabile di questo apprendimento è Maria: nessuno tra gli esseri umani conosce meglio di lei Gesù, nessuno come lei può introdurci a una conoscenza profonda del suo mistero, per capirne il messaggio, per conformarci a lui.
Conformarci sempre più pienamente al nostro Maestro è il principale impegno di noi cristiani.
Il Rosario, immettendoci nella vita di Cristo e facendoci come respirare i suoi sentimenti, ci aiuta a crescere nel cammino di assimilazione a Lui, sorretti dall’azione materna di Maria. Madre di Gesù e madre nostra, icona perfetta della maternità della Chiesa, Maria, attraverso il Rosario, ci accompagna in questo cammino con la stessa sollecitudine materna con cui seguì la crescita umana di Gesù.
Maria ci sostiene sempre con la sua intercessione e, come a Cana, si fa portavoce presso Gesù delle nostre necessità. Ciò appare in modo particolare nella recita del S. Rosario: ‘mentre è supplicata da noi, Maria si pone per noi davanti al Padre che l’ha colmata di grazia e al Figlio nato dal suo grembo, pregando con noi e per noi’. Scuola di preghiera, il Rosario è anche un percorso di annuncio e di approfondimento del mistero di Cristo e offre una significativa opportunità catechetica attraverso la ripresentazione orante e contemplativa dei suoi misteri.
Questa preghiera è stata utilizzata dai Domenicani in un momento difficile della Chiesa a causa della diffusione delle eresie. Oggi deve essere utilizzata da noi, come comunità parrocchiale, insieme prima delle sante Messe e in casa con i nostri familiari, in un momento nel quale vogliamo ripartire con la consapevolezza di dover crescere nella centralità di Cristo e della sua Parola a fondamento di tutto il nostro essere ed agire. Il Rosario, se riscoperto nel suo pieno significato, riaccende nel cuore dei cristiani l’impegno di annunciare il Vangelo contemplato nei misteri.

Nella Memoria della B.V. Maria del Rosario, alle ore 17.30 reciteremo il santo Rosario in maniera più solenne, con canti e con testi meditativi che ci aiuteranno a comprendere meglio ogni mistero proclamato.

Ottobre missionario (2)

Se proviamo a riflettere insieme su quanto sta avvenendo sul palcoscenico della storia contemporanea,
rischiamo di scadere in una sorta di depressione dell’anima. Il fatto stesso che persistano minacce come la guerra nucleare, il terrorismo, i cambiamenti climatici, o la crescente esclusione sociale dei ceti meno
abbienti a livello planetario, è davvero molto inquietante.
Eppure, a pensarci bene, l’umanità ha le risorse per segnare la svolta, affermando il primato della persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio, sul dio denaro o qualsivoglia interesse di parte.
Pertanto è necessario rilanciare, all’interno delle comunità cristiane, l’impegno missionario ad gentes, nella consapevolezza che il Vangelo rappresenta il rimedio per eccellenza contro ogni genere di recessione spirituale e materiale. Esso non può essere inteso come fosse un bene esclusivo di chi lo ha ricevuto: è anzitutto un dono da condividere, una bella notizia da comunicare a tanta gente che ha fame e sete di Dio. 

Ottobre missionario (1)

Lasciamoci attrarre e conquistare da Gesù Cristo, dal suo amore, affinché possiamo essere suoi testimoni nel quotidiano. Chi ama si mette in movimento, è spinto fuori da sé stesso, è attratto e attrae.
Tutti gli uomini e le donne nascono come esseri appassionati. La nostra vita non va avanti per ordini o divieti, ma per una passione: la passione verso Dio che nasce dall’aver scoperto la bellezza di Cristo e del suo amore.
Il Papa richiama a una ‘conversione missionaria’ della Chiesa e invita ogni fedele a discernere quale sia il cammino che il Signore gli chiede per raggiungere tutti coloro che hanno bisogno della luce del Vangelo”. Dio ci attira con il volto e la storia di Cristo. Lui è la bella notizia che ci dice che è possibile vivere meglio, per tutti. Donarsi agli altri, quindi, crea “attrazione”. Non si tratta un compito che qualcuno ci impone né un onere da sommare ai nostri doveri quotidiani, ma è l’espressione più esatta della nostra stessa identità. C’è una direzione e un significato in tutto quello che viviamo è il Regno di Dio che viene, portando a compimento in noi il disegno che il Padre ha su tutta l’umanità e sul cosmo intero.

Rosario missionario

Nella preghiera del rosario recitato insieme come comunità cristiana, prima della S. Messa delle ore 18.00, daremo un’intenzione missionaria.

Un rosario è “missionario” quando è capace di andare fino ai confini del mondo non soltanto con le parole, le lingue e le intenzioni, ma anche con il cuore!
Un rosario è “missionario” quando ogni singola parola del rosario ti interpella, te la senti addosso, ti scorre nelle vene e non ti lascia la coscienza tranquilla per il solo fatto che hai pregato per quell’intenzione missionaria!
Un rosario è “missionario” quando il pregare “per” e il pregare “con” coincidono! Un rosario è “missionario” quando il tempo della preghiera è lo spazio dove inizi ad agire! Un rosario è “missionario” quando lo reciti con cuore, mente, mani e occhi apertissimi… per sconfiggere il peggiore di tutti i mali: l’indifferenza! Infine, un rosario è “missionario” quando avrai il coraggio e la forza di vivere il resto della tua vita… a colori!