Alzo gli occhi verso i monti

Lo scorso anno pastorale siamo stati, con Gesù, in riva e sul lago per imparare a diventare sempre più discepoli autentici, convinti. Quest’anno ci recheremo sui Monti, per imparare a scegliere Dio come il nostro Signore e comprendere quanto sia coraggioso, ma necessario, trovare dei momenti dentro lo scorrere veloce dei nostri giorni, per stare un po’ con il nostro Dio. L’immagine che ci accompagnerà è quella di montagne famose (le Tre Cime di Lavaredo).

Sono state scelte con l’intento di incontrare, insieme come comunità cristiana, il nostro Signore che è Trinità. La montagna è un luogo privilegiato per fare esperienza della trascendenza. Questo proprio perché non solo l’aria è più sottile, ma la fatica della salita ci obbliga ad alleggerirci dei pesi inutili per andare all’essenziale e godere così dell’essenziale.

Verrà offerta a tutta la comunità parrocchiale, una domenica al mese, al pomeriggio, la possibilità di pregare insieme i Vespri e poi davanti all’Eucaristia esposta meditare un almo della Montagna e un Monte dell’Antico Testamento o dei Vangeli. I salmi  –  soprattutto quelli graduali (Salmi 120-134) che si cantavano salendo le scalinate del Tempio  – esprimono questo bisogno di poter contare su un luogo in cui sia più facile incontrare il Signore e riprendere i propri cammini più serenamente.

Non è solo la proposta di un cammino comunitario, ma anche l’incoraggiamento per una salita personale perché ciascuno di noi ha bisogno di simboli e di luoghi che ci aiutano a ritornare al nostro cuore per ritrovare la sorgente. A ciascuno la sua montagna, come ciascuno ha un’esperienza unica e particolare del mistero di Dio che può assomigliare di più al Monte Moria, al Sinai, al Carmelo o all’Oreb … Così può diventare la Montagna un punto di orientamento, un luogo di chiarimento, di relazione o di conversione….

In realtà, via via che il nostro pellegrinaggio di fede avanza, ci rendiamo conto come nessuno può accontentarsi di una sola montagna. Infatti, le stagioni e le prove della vita ci obbligano a scavallare dall’una all’altra con fatica e gioia insieme. Siamo tutti in cammino come i discepoli dopo la Pasqua del Signore: l’appuntamento è “sul monte che Gesù aveva loro indicato” (Mt. 28,16).