Figli nel Figlio…

Il 6 agosto la Chiesa celebra la Trasfigurazione di Nostro Signore. Gesù scelse di prendere con sé alcuni discepoli
per salire sul Monte Tabor a pregare. Pietro, Giacomo e Giovanni furono scelti per assistere all’ineffabile: Cristo apparve nel suo Corpo glorioso. Mentre pregava, «il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e
sfolgorante» e due uomini, anch’essi apparsi nella loro gloria, parlavano con Lui del compimento in Gerusalemme del suo sacrificio: erano Mosè ed Elia che rappresentavano la Legge e i Profeti.

Nella trasfigurazione traspare quel mistero di pienezza di vita che Gesù possiede, una pienezza di vita determinata dal suo legame col Padre, la fonte della vita. Questo è il mistero di Gesù.
In ogni uomo, in realtà c’è un mistero: quel che vediamo con gli occhi della carne è sempre e solo la superficie. Bisogna imparare a cogliere la profondità dell’uomo con gli occhi della fede.
E sono questi occhi a scoprire che anche la nostra vita vive un’eguale comunione con Dio, la fonte della vita.
Ma il nostro volto non risplende…
La vita divina che il Padre ci comunica trova in noi l’ostacolo del peccato. Dio comunica attraverso il suo Spirito questa pienezza di vita, ma il peccato interrompe la comunicazione; noi viviamo una vita dimezzata.
La trasfigurazione ci rivela in Gesù ciò che noi possiamo essere, ciò che siamo chiamati ad essere se ci manteniamo uniti a Dio, la fonte della vita. Alla fine saremo anche noi luminosi, anche noi avremo una pienezza di vita come Gesù. Anche il nostro volto risplenderà e udremo la voce del Padre che si compiacerà di noi. Ma il cammino è ancora lungo e impegnativo, tutto il percorso che i discepoli faranno fino alla Pasqua non è altro che un’immagine del cammino che l’umanità deve ancora percorrere per raggiungere la pienezza della salvezza.