L’Adorazione come risposta

L’adorazione è anche azione di grazie, Eucaristia, che si prolunga nel tempo di colui che si riconosce non solo creato ma anche amato da Dio. L’adorazione è la risposta al sapere che non siamo prodotti del caso, di una cieca evoluzione se non di un progetto di amore divino -concretissimo e personale- che ci è stato rivelato in e per Cristo.
Adorare è la risposta cosciente del credente alla presenza di Dio.
Adorare è un atto di riconoscimento dell’immensità, della maestà, la gloria di Dio allo stesso tempo che di gratitudine per la gratuità della vita eterna che ci dona in ogni Eucaristia.
L’Eucaristia è il dono di Dio di se stesso che porta in sé l’eternità del donante al comunicante: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo resusciterò nell’ultimo giorno”.

Efficacia del sacramento nella partecipazione

Il sacramento esige partecipazione. La grazia è dono che reclama una conquista di chi la riceve, un accettare, un’accoglienza. Certo che Dio sorprende e può operare a partire dalla mancanza di predisposizione della persona, ma la cosa più probabile è che se il ricevimento dell’Eucaristia non avviene con una disposizione e partecipazione dovuta, con la coscienza di Chi si riceve, non ci sarà vero incontro né frutto futuro. La fede e l’amore esigono che ogni incontro con l’Eucaristia sia di adorazione. L’adorazione all’Eucaristia è adorazione alla presenza reale, viva, vera, unica, sostanziale di Gesù Cristo, vero uomo e vero Dio. Per il Figlio accediamo nello Spirito al Padre e per questo l’adorazione eucaristica è anche adorazione alla Santissima Trinità.
Adorare l’Eucaristia è adorare Dio stesso, non è rimanere davanti ad un simbolo ma contemplare con umile stupore la Presenza Divina che è discesa a noi. La comunione è un incontro personale. Perché due persone si possano incontrare è ovvio che entrambe devono essere presenti.
Il Signore diceva a santa Margherita Maria Alacoque: “ho sete, una sete infinita di essere amato e adorato nel Santissimo Sacramento”.

Quaresima di Carità (2)

Il punto sul territorio

Sul territorio stanno nascendo spontanee iniziative di raccolta di cibo, coperte e vestiti.
Come Caritas Diocesana stiamo veicolando ai singoli che ci contattano, e sono molti, queste informazioni. Non abbiamo però diffuso queste informazioni sui social o tramite mail perché si tratta di raccolte estemporanee, a brevissima scadenza, e dalla gestione piuttosto emergenziale.
Caritas Italiana ci ha per ora sconsigliato di raccogliere prodotti, anche se di prima necessità, per via dei problemi logistici a farli arrivare dove più serve, ma chiede di concentrarsi sulla raccolta fondi.
Una questione che sicuramente ci interpellerà sarà il probabile arrivo di donne, bambini e anziani in fuga dalla guerra. Ti  scriviamo dunque per chiederti di segnalarci eventuali disponibilità nella tua parrocchia per l’accoglienza dei fratelli e sorelle ucraini.
Ti invitiamo a diffondere questa richiesta in parrocchia, invitando le persone disponibili ad accogliere i profughi presso la loro abitazione o in abitazioni di loro proprietà a comunicarcelo via mail all’indirizzo caritas@diocesi.lodi.it o telefonicamente al 0371 948130 (attivo dal martedì al sabato dalle 9 alle 12.30).

Quaresima di Carità (1)

L’iniziativa Quaresimale della Diocesi avrà dunque un duplice obiettivo.

Accanto al sostegno alle famiglie ucraine, che si trovano al centro degli scontri e delle violenze, non vogliamo dimenticare anche le famiglie che abitano una terra che ci è tanto caro quanto la Terra Santa, piegate da due anni di crisi a causa della sospensione dei pellegrinaggi dovuta alla pandemia.
«In questo momento difficile, abbiamo bisogno di sentire che non siamo soli»: lo ha dichiarato a Caritas Italiana don Vyacheslav Grynevych, direttore di Caritas-Spes Ucraina.
Gli organismi pastorali e umanitari delle Chiese ucraine (Caritas-Spes per la Chiesa latina, Caritas Ukraina per la Chiesa greco-cattolica) si stanno coordinando con la rete internazionale Caritas per offrire aiuto ai molti civili vittime del conflitto scatenato in Ucraina dall’avanzata russa. C’è molta preoccupazione soprattutto per l’enorme numero di profughi che stanno cercando di lasciare le proprie città e le proprie case, per trovare riparo in altre zone dell’Ucraina o nei paesi confinanti.
Accanto a Caritas Ucraina si sta attivando anche la rete delle Caritas europee, in particolare quelle dei paesi limitrofi – Polonia, Romania e Moldavia -, per accogliere tutti coloro, migliaia, se non decine o centinaia di migliaia di persone, che fuggono e fuggiranno dalla guerra.

Il silenzio e la solitudine

Nel Vangelo della prima domenica di Quaresima Gesù trascorre del tempo nel deserto in solitudine e preghiera. La solitudine può essere difficile, dolorosa, problematica. Può far affiorare le nostre angosce e le nostre paure. Anche per Gesù la permanenza del deserto è un tempo di prova.
La solitudine può anche essere un’occasione propizia per far luce in se stessi, sul proprio cammino di fede e sulla propria chiamata alla missione a servizio del Vangelo.
Oggi, nel frastuono di mille voci, bombardati da mille messaggi, presi dall’ansia e dalla frenesia delle cose da fare e dell’“essere all’altezza” di ogni situazione ci fermiamo con GESÙ nel deserto.
Il silenzio, dato dai tempi scelti, e la SOLITUDINE, data dagli spazi vuoti, permettono di stare soli con noi stessi e con Lui, di metterci in ascolto della Parola e di quanto si muove nel nostro cuore per crescere in umanità.
Anche Gesù nel deserto si mette in profondo ascolto del Padre e di se stesso e trae la forza per vivere la sua missione.

Lungo la strada con Gesù: educazione stradale per il cielo

Cammino di Quaresima per i ragazzi durante la Messa delle domeniche

Il tema di questa quaresima sarà la testimonianza e l’immagine che accompagnerà i ragazzi di catechesi, durante la messa domenicale delle ore 9.30, sarà quella della STRADA.
La TESTIMONIANZA è la parola d’ordine nella vita del cristiano: seguire Gesù lungo la strada vuol dire essere testimoni di ciò che lui dice e fa, assistere, vedere, fare esperienza; ma essere testimoni vuol dire anche annunciare ciò che si è visto, toccato, vissuto. La testimonianza è dunque sequela e mandato allo stesso tempo: due tempi che si alternano continuamente nella vita del cristiano tra ascolto e annuncio. I vangeli della quaresima aiuteranno ad approfondire questa duplice dimensione: ogni domenica sarà una sosta nel cammino per essere testimoni di un evento evangelico, lo scorrere della settimana darà modo di essere testimoni attivi nell’annunciare il messaggio ascoltato. Ad accompagnarci in questo cammino, i SEGNALI STRADALI, in una sorta di educazione stradale sulla strada verso la Gerusalemme, con Gesù che cammina davanti a noi!

E’ tempo di quaresima

La Quaresima di quest’anno porta con sé tante speranze insieme con le sofferenze, legate ancora alla pandemia che l’intera umanità sta sperimentando ormai da oltre due anni. Per noi cristiani questi quaranta giorni, però, non sono tanto l’occasione per rilevare i problemi quanto piuttosto per prepararci a vivere il mistero pasquale di Gesù, morto e risorto. Sono giorni in cui possiamo convertirci ad un modo di stare nel mondo da persone già risorte con Cristo. La nostra comunità e il singolo credente hanno la possibilità di rendere questo tempo un “tempo pieno”, cioè pronto all’incontro personale con Gesù. È un invito a una triplice conversione, urgente e importante in questa fase della storia: conversione all’ascolto,
alla realtà e alla spiritualità.

Impegni quaresimali

Il digiuno: È un mezzo per aiutarci a superare l’egoismo e vivere la logica del dono e dell’amore. Privandoci di qualcosa (non solo cibo), impariamo a distogliere lo sguardo dal nostro io, in favore di Dio e dei fratelli.

La preghiera: È un’esperienza di un intimo rapporto con Dio, è dialogo profondo con Lui e non solo recita di formule confezionate. Alimenta il cammino di fede del cristiano.

All’ingresso della Chiesa, chi lo desidera, può trovare alcuni strumenti per la preghiera personale o, meglio ancora, per un momento di preghiera familiare.
1 sussidio: “Quaresima e Pasqua. Sussidio liturgico-pastorale”
In questo sussidio potrete trovare riflessioni sulle domeniche di quaresima e Pasqua. Inoltre, potrete trovare, una proposta per prepararsi alla Confessione individuale. Uno schema di rosario. Una Via crucis. Un momento di Adorazione Eucaristica sulla lavanda dei piedi (ideale per il Giovedì santo).
2 sussidio: “Andate io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”
Realizzato dal centro Missionario Diocesano. Ogni giorno, per tutto il tempo della Quaresima una pagina del Vangelo con una riflessione.
3 sussidio: “Foglietti settimanali su cammino di Giona”

Come comunità parrocchiale proponiamo alcuni momenti di preghiera comunitaria:
Domenica pomeriggio alle ore 16.30: Recita dei Vespri. Continua la riflessione su Libro di Giona (iniziata nel tempo di Avvento). Adorazione comunitaria e Benedizione Eucaristica.
Venerdì ore 17.00 e ore 21.00: “VIA CRUCIS”

L’elemosina: è un aiuto che si dà a chi è nel bisogno. Non è dare solo qualche spicciolo. Significa misericordia, pietà e va perciò messa in relazione con la compassione di Dio. Il termine ebraico, dice che è un mezzo per ristabilire la giustizia che Dio vuole sulla terra.
Per tutto il cammino quaresimale troverete una cesta ai piedi del presbiterio, davanti al Crocifisso dove chiunque può, in qualsiasi momento, depositare doni per i più bisognosi.


Ogni settimana diamo indicazioni di raccolte differenti.
1 settimana di quaresima: “Alimenti in scatola a lunga scadenza”

Conversione all’Ascolto

Sentiamo il bisogno di imparare ad ascoltare in modo empatico. Nella Bibbia è anzitutto Dio che ascolta il grido del suo popolo sofferente e si muove con compassione per la sua salvezza. Ma poi l’ascolto è l’imperativo rivolto al credente, che risuona anche sulla bocca di Gesù come il primo e più grande dei comandamenti: «Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore». A questo tipo di ascolto la Scrittura lega direttamente l’amore verso i fratelli. Leggere, meditare e pregare la Parola di Dio significa preparare il cuore ad amare senza limiti. L’ascolto trasforma dunque anzitutto chi ascolta, scongiurando il rischio della supponenza e dell’autoreferenzialità. Chi ascolta è sensibile al soffio dello Spirito. L’ascolto non è una semplice tecnica per rendere più efficace l’annuncio; l’ascolto è esso stesso annuncio, perché trasmette all’altro un messaggio balsamico: “Tu per me sei importante, meriti il mio tempo e la mia attenzione, sei portatore di esperienze e idee che mi provocano e mi aiutano a crescere”. Ascolto della Parola di Dio e ascolto dei fratelli e delle sorelle vanno di pari passo. Questa prima conversione implica un atteggiamento di apertura nei confronti della voce di Dio, che ci raggiunge attraverso la Scrittura, i fratelli e gli eventi della vita. Quali ostacoli incontra l’ascolto libero e sincero? Come possiamo migliorare il modo di ascoltare?

L’Adorazione non è devozione isolata che isola la persona

È bene chiarire che mai il culto, che manifesta la fede e l’amore di Dio, si deve separare dall’amore ai fratelli. Molte volte si ascoltano critiche circa l’adorazione perché dicono che spinge ad un intimismo, ad un isolarsi dal resto e la si antepone all’ azione caritativa che cerca Dio nell’altro.
A questa critica si risponde che questo genere di divisione, o “questo o l’altro” o “contemplazione o azione”, non viene da Dio. Così come è certo che bisogna avvertire che se non c’è bontà nel cuore non esiste vero culto gradito a Dio, come anche di rifiutare ogni intenzione di divisione fra due aspetti fondamentali della vita in Cristo: la contemplazione e l’azione. E così lo insegnò il Signore nella sua vita in terra. La semplice azione che manchi del suo fondamento e impulso contemplativo è effimero attivismo umano. Portiamo al mondo ciò che prima abbiamo ricevuto da Dio nell’adorazione. “Contemplare e portare ciò che si è contemplato” diceva san Tommaso D’Aquino, e Santa Madre Teresa di Calcutta: “Noi Missionarie della Carità trascorriamo per primo la nostra Ora Santa davanti al Santissimo per poi trascorrerla con Cristo nel povero”.
L’ Adorazione porta all’azione feconda. Non c’è che dimenticare che la missione è racchiusa nell’Eucaristia e che dopo averci chiamato a sé, il Signore ci invia nel mondo.
L’adorazione è sempre incontro trasformante e di pienezza del cuore.