Gratitudine

Grazie a Tutti i Sanfioranesi per la Festa Patronale di San Floriano. Grazie a Chi per giorni e giorni si è dedicato alla preparazione della Chiesa con passione, cura e precisione, alle pulizie, agli addobbi, ai fiori, ai canti, alla liturgia tutta. Grazie alle Donne che hanno preparato e aperta la pesca di beneficenza; ai generosi Donatori dei premi e a Chi ha riconosciuto tutto il lavoro fatto venendo a “pesca-re”. Utili: la Gioia dei Bambini alla consegna dei premi e il saldo economico di 2.020 €. Grazie a Tutti i fedeli per la partecipazione alle celebrazioni programmate; a Mons. Vescovo, Maurizio Malvestiti, che nonostante i numeri impegni, ha fortemente voluto essere presente. Grazie, all’Amministrazione Comunale, alla Pro loco, alla Protezione Civile, all’Associazione Combattenti e Reduci, alla Banda di Casalpusterlengo per i preziosi contributi.
San Floriano, e Tutti i Sanfioranesi che con Lui vivono nel-la Comunione dei Santi, ispirino e sostengano il nostro cammino di vita e di fede, individuale e comunitario.

Celebrare il Santo Patrono

Carissimi San Fioranesi,

l’arrivo delle giostre in Piazza degli Orti ci attesta la prossimità della Festa Patronale di San Floriano che, per la prima volta, ho la gioia di celebrare con Voi. Celebrare il santo patrono significa onorare la figura religiosa che i nostri predecessori nella fede hanno scelto come protettore speciale del territorio comunale e della comunità cristiana che in esso si ritrova. San Floriano, per la sua coraggiosa testimonianza di fede, alla consacrazione della chiesa parrocchiale, nel 1892, è stato collocato come aiuto e mediatore tra i credenti residenti a San Fiorano e il Dio scelto individualmente e comunitariamente come quotidiano punto di riferimento. La festa patronale, per essere tale, ha sempre al centro la celebrazione dell’Eucaristica e la processione per le vie del paese con l’effige del Santo per il rafforzamento e la testimonianza della fede comunitaria. La festa incrementa il legame con le proprie radici storiche e rappresenta un punto di convergenza tra la comunità religiosa e quella civile in quanto la vita dei credenti non è una fuga nostalgica nel passato o rifugio in un futuro che ancora non c’è, ma attiva partecipazione alle attuali scelte del paese. Tra le molteplici manifestazioni civili calendarizzate quest’anno, il 3 maggio è prevista l’inaugurazione del nuovo Asilo Nido Comunale. Credo che sia proprio questo l’evento da affidare particolarmente alla testimonianza e all’intercessione di San Floriano. Il Nido è un inequivocabile “segno” che a San Fiorano, in un contesto nazionale e continentale sempre di più caratterizzato dalla denatalità, si desidera andare controcorrente scommettendo fortemente sulla Vita in quanto tale e specificatamente sulla qualità della Vita. Scommessa sulla ricerca ed educazione alla “pienezza di Vita” che, anche noi oggi, come San Floriano ai suoi tempi, sostanzialmente non dissimili dai nostri, confessiamo di aver trovato e vivere condividendo la sua stessa Fede.
Grazie a Tutti i San Fioranesi che ogni giorno, in ambito religioso o civile, con disinteresse personale, dedizione, competenza e gioia, danno il meglio di sé per custodire, rafforzare e tramandare la bellezza dei Valori umani e cristiani vissuti a San Fiorano.

(Immagine: deposizione di San Floriano: Scuola danubiana, 1516 – 1518)

San Floriano

Secondo la tradizione, Floriano era un soldato romano vissuto tra il III e il IV secolo, di stanza nel Norico, una provincia dell’impero corrispondente grosso modo all’attuale Austria. Servì egregiamente da ufficiale in difesa dei confini settentrionali e pare facesse parte di una speciale squadra militare addestrata a spegnere gli incendi. La conversione al cristianesimo gli costò la vita durante la grande persecuzione di Diocleziano. Nel 304 Floriano, in servizio nell’attuale Sankt Pölten, volle raggiungere a Lauriacum (oggi Lorch, un sobborgo di Enns) quaranta correligionari cristiani che erano stati condannati a morte e condividere con loro il martirio. Giunto in città, confessò la propria fede.
Durante il processo sommario il giudice non ebbe pietà: lo fece torturare e gettare nel fiume con una macina di pietra legata al collo.
Si racconta che il corpo fu raccolto dalla matrona Valeria e sepolto sul sito dove i vescovi di Passavia fecero erigere la grande abbazia di Sankt Florian, che è uno dei più celebri monumenti del barocco austriaco. Tra gli affreschi sulla vita del santo che si ammirano in questo luogo, uno mostra il salvataggio, grazie all’intercessione di Floriano, di un uomo caduto nel fuoco.
Nei secoli sono fiorite molte leggende, tra cui quel-la che racconta di come il santo abbia estinto un incendio con una sola brocca d’acqua.
Non era raro un tempo in Austria vedere nelle abitazioni rurali la scritta: «O santo Floriano, risparmia la mia casa». Un’invocazione che oggi vale per quella casa comune che è il pianeta Terra, minacciato dalla nostra cattiva coscienza ecologica.

(Enzo Romeo da Santi e Beati)