Avere dentro di sé un fuoco nascosto

Ogni uomo porta in sé quelle domande che lo conducono a pensare al senso della vita. Egli cerca di interpretare la sua storia e di regolarla e orientarla al meglio. Questa dinamica interiore non è solo preparazione alla fede, ma effetto stesso della presenza di Dio nell’uomo che cerca di trovarlo.

Ogni uomo ha in sé un fuoco nascosto, un desiderio radicato nella profondità del proprio essere. Egli anela alla verità e all’amore: “O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora io ti cerco, ha sete di te l’anima mia, desidera te la mia carne in terra arida, assetata, senz’acqua” (Salmo 63).

L’inquietudine è la via d’accesso per progredire e scoprire il dono della fede, quella sete dell’anima che cerca e desidera, anela all’infinito, a un amore eterno, non come fuga dal finito, ma come senso che si ritrova in tutto il proprio agire. “Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?” (Salmo 42).

L’uomo è capace di accogliere il dono della fede nel momento in cui riesce a penetrare nelle profondità del suo cuore, nell’intimo della sua esistenza, e sente l’attrazione verso quel Qualcuno che è al di là di lui.

La fede è il riconoscimento di questa presenza sempre attiva dentro di sé.