Educazione come processo integrale

Nell’anno dedicato alla “Famiglia Amoris Laetitia”

Una dimensione preziosa di Amoris laetitia è il suo sguardo lungimirante sull’educazione. Questo ampio respiro si esprime nel contesto in cui il Papa parla dell’educazione alla fede. Educare alla fede, nell’ottica di Francesco, è un processo ricco e complesso che implica anche l’educazione alla vita. Educare alla fede non è un’esperienza isolata.
La fede non ci toglie dal mondo, ma ci inserisce più profondamente in esso.
I genitori incidono molto nell’educazione umana, morale e religiosa dei propri figli. Per questo è di capitale importanza che i figli non vivano a casa come estranei. La comunione genitori-figli è di vitale necessità per la trasmissione generazionale dei valori. Ciò che educa i figli non sono le ramanzine, ma la presenza e l’esempio. Il Papa invita a scoprire la dimensione narrativa della genitorialità: “Soltanto i momenti che passiamo con loro, parlando con semplicità e affetto delle cose importanti, e le sane possibilità che creiamo perché possano occupare io loro tempo permetteranno di evitare una nociva invasione. C’è sempre bisogno di vigilanza.
L’abbandono non fa mai bene”. D’altro canto, l’ossessione poliziesca non è educativa. I figli hanno bisogno del loro spazio per maturare nella libertà responsabile e per toccare la vita con le loro mani.
Un distinguo fondamentale è espresso dal Papa quando invita a interrogarsi non dove si trovi fisicamente il figlio, ma dove si trova in un senso esistenziale, ovvero “dove sta posizionato dal punto di vista delle sue convinzioni, dei suoi obiettivi, dei suoi desideri, del suo progetto di vita”.
“La famiglia è la prima scuola dei valori umani, dove si impara il buon uso della libertà.
Ci sono inclinazioni maturate nell’infanzia che impregnano il profondo di una persona e permangono per tutta la vita come un’emozione favorevole nei confronti di un valore o come un rifiuto spontaneo di determinati comportamenti”.