Le famiglie di San Fiorano pregano per tutte le famiglie di San Fiorano

Con la solennità di san Giuseppe, anche la nostra comunità parrocchiale ha dato l’avvio all’Anno dedicato alla “Famiglia Amoris laetitia”, con un impegno concreto: pregare per tutte le famiglie di san Fiorano.
La nostra parrocchia crede fermamente nella potenza della preghiera comunitaria. Per questo, ogni giorno, pregheremo per tutte le nostre famiglie. Chi lo desidera può assumersi questo “impegno” per una settimana. Come? Prenotando da don Giuseppe l’immagine della Famiglia di Nazareth. Secondo un calendario stabilito verrà consegnata alla famiglia, durante una messa della domenica, l’immagine con il foglietto riportante la preghiera e una candela. Ogni giorno della settimana la famiglia si impegnerà ad accendere la candela per tutto il tempo della preghiera da recitare davanti all’immagine. La domenica successiva riporterà l’immagine che verrà passata ad un’altra famiglia che continuerà la catena di preghiera. Quando non ci sono famiglie disponibili la preghiera verrà garantita dalla comunità parrocchiale prima della recita del Rosario.

La famiglia per il cristiano

La famiglia, costituita nel matrimonio, è una “realtà umana” così preziosa agli occhi e al cuore di Dio, che il Signore Gesù l’ha elevata a sacramento. Dio Trinità, in Gesù, si è incarnato in una famiglia, ha vissuto in famiglia ed è stato con le famiglie.
Nei racconti evangelici infatti vediamo che Gesù è presente alle Nozze di Cana; Gesù è presente nelle relazioni con la famiglia di Pietro e di Lazzaro; Gesù è presente nell’ascoltare il pianto dei genitori come per Giairo e la vedova di Nain.
Questa è la intima relazione tra Gesù Cristo e la Famiglia!
La famiglia che si costituisce nel matrimonio, per il cristiano è una vera e propria risposta vocazionale, in cui le ricadute
abbracciano ambiti di primaria importanza, quali il suo ruolo sociale, formativo ed ecclesiale. Per questo è importante
coltivare, condividere e prendersi cura di questa vocazione.
Ad esempio la famiglia ha ricadute a livello Sociale, quale luogo primario dell’umanizzazione della persona e della società;  a livello formativo della persona umana, quale ambito in cui si educano le nuove generazioni, preparandole a stabilire sane relazioni interpersonali che incarnino sani valori morali e umani a livello Ecclesiale, in cui gli sposi sperimentano e imparano la cura reciproca, il servizio e il perdono vicendevole.
La visione Cristiana della famiglia è il cammino di conversione personale e di coppia verso la vita buona del Vangelo, incarnata nel quotidiano. Prendersi cura delle nostre e altrui povertà spirituali, umane e psichiche; essere a servizio nell’accoglienza di famiglie e di coppie che desiderano condividere questo viaggio fantastico della vita a due; essere costruttori di ponti tra la comunità cristiana e chi si riaffaccia dopo tanto tempo, magari ferito … sono gesti di carità per noi stessi e per gli altri.

Perché non ci siano case senza famiglia

“La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa.
Spero che ognuno si senta chiamato a prendersi cura con amore della vita delle famiglie, perché esse non sono un problema,
sono principalmente un’opportunità”

Le famiglie di San Fiorano pregano per tutte le famiglie di San Fiorano

Con la solennità di san Giuseppe, anche la nostra comunità parrocchiale ha dato l’avvio all’Anno dedicato alla “Famiglia Amoris laetitia”, con un impegno concreto: pregare per tutte le famiglie di san Fiorano.
La nostra parrocchia crede fermamente nella potenza della preghiera comunitaria. Per questo, ogni giorno, pregheremo per tutte le nostre famiglie. Chi lo desidera può assumersi questo “impegno” per una settimana. Come? Prenotando da don Giuseppe l’immagine della Famiglia di Nazareth. Secondo un calendario stabilito verrà consegnata alla famiglia, durante una messa della domenica, l’immagine con il foglietto riportante la preghiera e una candela. Ogni giorno della settimana la famiglia si impegnerà ad accendere la candela per tutto il tempo della preghiera da recitare davanti all’immagine. La domenica successiva riporterà l’immagine che verrà passata ad un’altra famiglia che continuerà la catena di preghiera. Quando non ci sono famiglie disponibili la preghiera verrà garantita dalla comunità parrocchiale prima della recita del Rosario.

Famiglia di Nazareth

Dio ha voluto che suo Figlio venisse ad abitare in mezzo a noi per compiere la sua opera di salvezza a favore dell’umanità e ha scelto di compiere tale progetto con la collaborazione di due creature: una donna, Maria, e un uomo, Giuseppe. Il verbo della vita è stato generato in una famiglia ed è all’interno di essa che è cresciuto come uomo; è qui che Egli deve avere imparato alcune di quelle qualità umane, che probabilmente saranno state proprie di Giuseppe – come l’impegno nel lavoro, la resistenza alla fatica, il rispetto della legge, l’onestà, l’umiltà, il silenzio – di Maria – come l’attenzione agli ultimi, il rispetto per le persone, lo spirito di servizio. Da un lato, guardando all’umanità di Gesù, comprendiamo quanta importanza Dio nutre nei confronti dell’uomo; dall’altro, guardando al periodo vissuto da Gesù nella casa di Nazareth, comprendiamo la grandezza della famiglia. Quella di Gesù, Maria e Giuseppe è una famiglia “singolarissima” ma non per questo meno significativa per le nostre famiglie. Essa si pone come modello al quale devono ispirarsi le nostre famiglie. Indichiamo alcuni elementi: vi è in essa un invito alla fiducia; nessun potere mondano può annullare il progetto di Dio e la sua volontà di salvezza. Il Signore guida la storia e, nel rispetto delle libere scelte dell’uomo, conduce tutto con pazienza verso il bene e verso il compimento del suo disegno. Il secondo elemento riguarda il valore della vita quotidiana, Matteo nota che Gesù “andò ad abitare in una città chiamata Nazareth”, località oscura della Galilea. Qui Gesù trascorre la maggior parte della sua vita: questo fatto ha suscitato stupore, se si pensa alla grandiosità della sua missione. Questo è lo stile di Dio; fare grandi cose per la via dell’umiltà, del nascondimento, della apparente inutilità. Un ultimo elemento riguarda la vita familiare. Ogni membro di una famiglia che voglia rispettare il progetto di Dio, è chiamato a “uscire da sé” a porsi in primo luogo le domande sul bene dell’altro, facendo propria l’esortazione di Paolo a “gareggiare nella stima vicendevole”.

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Tutte le famiglie dovrebbero applicare alcune “regole” di vita, che ricorda san paolo e che appartengono all’intera comunità cristiana: amore, bontà, misericordia, rispetto vicendevole, sopportazione, perdono: tutto nella ricerca della volontà di Dio e di una vita fondata sul Vangelo. L’ascolto comune della Parola e la preghiera fatta insieme costituiscono la sorgente e l’alimento di relazioni belle e significative.

alle ore 16.00

Recita dei vespri e momento di adorazione comunitaria: “Pregando con le famiglie”