Rosario Missionario

“Eccomi: manda me”. Tessitori di fraternità è il tema per l’ottobre missionario di questo anno 2020. La preghiera del Rosario ci aiuta a interiorizzare cinque grandi “parole” che, quasi come “fili”, tessono la fraternità; ciascuna di esse è frutto della storia e delle caratteristiche di uno dei cinque continenti.

Stasera alle ore 21 recita del Santo Rosario presso la Grotta di Lourdes.

Perché non imparare a pregare?

Solo imparando a pregare possiamo rintracciare la presenza di Dio nelle nostre giornate, solo dimorando in Lui riusciamo a conservare la fede e a renderla efficace per la nostra vita. In un mondo frammentato in cui l’interiorità, prima ancora che la fede, è messa in discussione e mortificata, presi come siamo a sbarcare il lunario, costretti a cedere a ritmi di lavoro forsennati, è difficile conservare la fede e, con essa, la serenità.

La sola partecipazione festiva all’Eucaristia rischia di non essere sufficiente a mantenere viva in noi la fiamma della fede: ci è necessaria l’abitudine alla preghiera quotidiana, alla meditazione settimanale, all’incontro prolungato, nel silenzio, col Signore.

Certo: non siamo monaci di clausura e viviamo nel mondo, ma chi fa esperienza di preghiera, e sa che a volte occorre molta determinazione per trovare il tempo e lo spazio mentale per accedervi, ci testimonia il cambiamento della qualità della sua vita.

Dedicare anche solo dieci minuti al giorno (su 1.440 che lo compongono, meno dell’1%) ci permette di fissare la meta, di orientare la vita, di capire quanto ci sta succedendo.

La preghiera ha innanzitutto bisogno di me: di quello che io sono, sul serio, senza maschere, senza fuggire, senza finte. Solo il mio vero io può incontrare il vero Dio.

La preghiera ha bisogno di un tempo: scegliamo il tempo, se ci è possibile, in cui siamo più in forma. La preghiera ha bisogno di un luogo: è utile creare un angolo specifico o trovare qualche luogo.

La preghiera ha bisogno di una parola da dire: detta col cuore per affidare la vita, per raccomandare le persone che incontriamo, per chiedere aiuto, per dire tutto il nostro malumore, per prendersela con Dio.

La preghiera ha bisogno di una Parola da ricevere: quella che Dio ci dona, prima o dopo le nostre parole. Suggerisco la Parola della messa del giorno. Forse non la capiremo subito, ma è quella che, messa nel cuore, porterà frutto.

Un rapporto fiducioso

Nei Vangeli, in Luca in particolare, emerge chiaramente il fatto che Gesù dedicava molto tempo alla preghiera. Questa sua dedizione ha dapprima incuriosito i discepoli, poi li ha profondamente colpiti, infine li ha travolti. Hanno scoperto che Gesù traeva la sua forza interiore, la sua compassione, la sua gioia nel rapporto costante, personale, intimo con Dio nella preghiera costante.

Che bisogno aveva Gesù di pregare? Nessuno, se la preghiera è l’elenco quotidiano dei nostri bisogni cui Dio deve sopperire. Ma se, invece, la preghiera è entrare in profonda comunione con lui, immergersi nella realtà spirituale che tutto avvolge e riempie, spalancare lo sguardo interiore assumendo la prospettiva dell’Eterno, allora Gesù è maestro di preghiera. Anzi: il Maestro di preghiera.

Gesù prega nei momenti cruciali della sua missione: durante il Battesimo, ricordandoci che i gesti della fede vanno anzitutto celebrati nell’interiorità; nel momento della Trasfigurazione, perché la preghiera ci conduce alla bellezza di Dio; prima della croce, perché la preghiera ci aiuta a sostenere la sofferenza.

Prega nei momenti salienti del suo ministero: prima di chiamare i Dodici, per ricordarci che la Chiesa nasce e vive nella preghiera; prima della confessione di Pietro e per sostenerlo nella prova, perché Gesù si fida e prega per noi.

Il rapporto col Padre è rapporto di fiducia: Gesù ringrazia il Padre che sempre lo ascolta prima della risurrezione di Lazzaro, certo di essere esaudito. La preghiera, per lui, è anche occasione di riconoscere con grande gioia l’opera del Padre verso i semplici e gli umili, primi ad accogliere l’annuncio del Regno. La preghiera dopo l’Ultima Cena, che riporta Giovanni, è una specie di grande sintesi: Gesù porta tutta la sua vita, la sua missione, le persone che ama nella sua preghiera. E porta anche noi, anche me.

Gesù ci svela il volto del Padre: è a lui che rivolgiamo la preghiera. Pregare con Gesù, pregare il Padre e Dio di Gesù, significa anzitutto credere che gli stiamo a cuore, che esiste una logica nel suo agire, nel pieno rispetto della nostra libertà, che Dio si occupa di me. Noi chiediamo al Padre ed egli invia lo Spirito. Perché alla luce dello Spirito possiamo vedere, nella nostra vita, in che modo Dio ascolta le nostre richieste.

La preghiera è un colloquio intimo e comunitario, uno scambio di opinioni, una reciproca intesa. La preghiera è fatta di ascolto di Dio, di intercessione.

La preghiera di Gesù

Perché pregare? L’unica vera e inoppugnabile ragione che trovo in me stesso, l’unica risposta che ancora mi convince è: perché lo ha fatto Gesù, e io, che sono suo discepolo, voglio imitarlo.  L’incontro con Dio accende in noi una nuova sensibilità, spalanca un modo diverso di vedere la realtà e attiva una sensibilità profonda che deriva dall’anima. La preghiera è chiedere, lodare, contemplare,  intercedere. La preghiera diventa il modo di tenersi in contatto con Dio ma anche di restare in unione con noi stessi e con gli altri: è nel profondo dell’anima che sperimentiamo la presenza dell’Assoluto.

Papa Francesco: un anno dedicato all’enciclica “Laudato sì”

Con l’Enciclica Laudato si’, come papa Francesco afferma nella conclusione, il discorso della cura e salvaguardia del creato diventa insieme gioioso e drammatico. Le prospettive sono certamente di speranza, ma strettamente ancorate ad una realtà che è crocifissa. Il Papa ha voluto sintetizzare i tantissimi contributi offerti negli ultimi trent’anni da scienziati, economisti, leader carismatici di differenti credi religiosi, rilanciarne le denunce drammatiche ed indicare profeticamente le piste percorribili per soluzioni efficaci. Le cose che ci ha donato con questo scritto appaiono terribilmente scomode per chi ha da difendere posizioni di potere, conquistate con connivenze criminali. Sì, criminali. Perché sotto accusa c’è un preciso modello di sviluppo che per alimentare se stesso non ha avuto scrupoli ad inquinare più della metà del pianeta, tacitando scienziati, ridicolizzando profeti, calpestando popoli e distruggendo, anche con l’eliminazione fisica, chi ha tentato di opporvisi.

Le cose che ci dice non sono in se stesse nuove. Nuovo è il pulpito da cui vengono annunciate.

                  

La preghiera

Dio amorevole, Creatore del cielo, della terra e di tutto ciò che contengono.Apri le nostre menti e tocca i nostri cuori,affinché possiamo essere parte del creato, tuo dono.Sii presente ai bisognosi in questi tempi difficili,specialmente i più poveri e i più vulnerabili.Aiutaci a mostrare solidarietà creativa nell’affrontare le conseguenze di questa pandemia globale. Rendici coraggiosi nell’abbracciare i cambiamenti rivolti alla ricerca del bene comune. Ora più che mai, che possiamo sentire di essere tutti interconnessi e interdipendenti.

Fai in modo che riusciamo ad ascoltare e rispondere al grido della terra e al grido dei poveri. Possano le sofferenze attuali essere i dolori del parto di un mondo più fraterno e sostenibile.

Sotto lo sguardo amorevole di Maria Ausiliatrice,ti preghiamo per Cristo Nostro Signore. Amen.

Papa Francesco: un anno dedicato all’enciclica “Laudato sì”

È la seconda enciclica di papa Francesco scritta nel suo terzo anno di pontificato. Benché porti la data del 24 maggio 2015, solennità di Pentecoste, il testo è stato reso pubblico solo il 18 giugno successivo

“Oggi è anche il quinto anniversario dell’enciclica Laudato Si’, con la quale si è cercato di richiamare l’attenzione al grido della Terra e dei poveri”, ha ricordato papa Francesco al termine del Regina Coeli di domenica 24 maggio.
“Grazie all’iniziativa del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale – ha proseguito -, la settimana Laudato Si’, che abbiano appena celebrato, sboccherà in un Anno speciale di anniversario della Laudato Si’, un anno speciale per riflettere sull’enciclica, dal 24 maggio di quest’anno fino al 24 maggio del prossimo anno“. “Invito tutte le persone di buona volontà – ha aggiunto Francesco – ad aderire per prendere cura della nostra casa comune e dei nostri fratelli e sorelle più fragili”. “Sul sito verrà pubblicata la preghiera dedicata a quest’anno – ha concluso -. Sarà bello pregarla”.                                             

La preghiera

Dio amorevole, Creatore del cielo, della terra e di tutto ciò che contengono.Apri le nostre menti e tocca i nostri cuori,affinché possiamo essere parte del creato, tuo dono.Sii presente ai bisognosi in questi tempi difficili,specialmente i più poveri e i più vulnerabili.Aiutaci a mostrare solidarietà creativa nell’affrontare le conseguenze di questa pandemia globale. Rendici coraggiosi nell’abbracciare i cambiamenti rivolti alla ricerca del bene comune. Ora più che mai, che possiamo sentire di essere tutti interconnessi e interdipendenti.

Fai in modo che riusciamo ad ascoltare e rispondere al grido della terra e al grido dei poveri. Possano le sofferenze attuali essere i dolori del parto di un mondo più fraterno e sostenibile.

Sotto lo sguardo amorevole di Maria Ausiliatrice,ti preghiamo per Cristo Nostro Signore. Amen.

Comunione spirituale

Preghiera pronunciata da Papa Francesco nella Cappella della Domus Sanctae Marthae, 19 marzo 2020


Ai tuoi piedi, o mio Gesù, mi prostro
e ti offro il pentimento del mio cuore contrito
che si abissa nel suo nulla e nella tua santa presenza.
Ti adoro nel Sacramento del tuo amore.
Desidero riceverti nella povera dimora che ti offre il mio cuore.
In attesa della felicità della comunione sacramentale, voglio possederti in Spirito.
Vieni a me, o mio Gesù, che io venga da Te.
Possa il tuo amore infiammare tutto il mio essere, per la vita e per la morte.
Credo in Te, spero in Te, Ti amo. Così sia.

Comunione spirituale

Gesù mio, credo fermamente
che sei presente
nel Santissimo Sacramento,
Ti amo sopra ogni cosa
e Ti desidero nell’anima mia.
Poiché ora non posso riceverti nella Santa Comunione,
vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.
(Pausa di silenzio)
Come già venuto, io Ti abbraccio
e mi unisco totalmente a Te,
non permettere che io mi separi mai più da Te.